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Fireboss al Gino Lisa operativi dal 1 agosto contro gli incendi nel Foggiano. Per De Leonardis non basta: “Ruolo scalo ancora marginale"

Il commento del vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere regionale di Fratelli d'Italia dopo l'ennesimo incendio che ha colpito la provincia di Foggia: "La Capitanata ha bisogno di una rete di protezione e prevenzione all'altezza, serve verità non propaganda"

"L'ennesimo incendio che ha devastato stavolta l'oasi verde di Monte Cornacchia, nel cuore dei Monti Dauni, con danni inestimabili per la collettività e per l'ambiente, ha ancora una volta messo a nudo la distonia tra gli annunci e la realtà. L'aeroporto Gino Lisa di Foggia dovrebbe essere infatti, secondo quando strombazzato da tempo dal presidente Michele Emiliano e dalla sua corte ossequiosa e plaudente, la nuova sede operativa della Protezione Civile regionale. Una sede, però, soltanto sulla carta e nelle dichiarazioni pre-elettorali, visto che continua ad essere senza personale, risorse, mezzi, un vuoto contenitore di buone intenzioni e nulla più”. È quanto dichiara in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere regionale di Fratelli d'Italia Giannicola De Leonardis.

In realtà dal 1 agosto, due fireboss antincendio, bombardieri di acqua per la lotta al fuoco sempre più spietato in Capitanata, fanno base nello scalo riaperto il 26 luglio scorso. L'hub regionale della Protezione Civile, oltre a essere funzionale per interventi tempestivi in un territorio devastato dai roghi, è stata la soluzione che ha consentito di non incorrere nei vicoli degli aiuti di Stato per l'opera attesa da anni. 

Una struttura all'interno del sedime aeroportuale è destinata anche ad ospitare la Centrale Unica di Risposta del numero Unico Regionale 112, prevista da un protocollo sottoscritto fra il ministero dell’Interno e la Regione Puglia. Ad occuparsi della sua attivazione è sempre la Protezione Civile della Puglia che potrà disporre di un hangar dedicato per il ricovero dei velivoli.

Eppure per De Leonardis non basta: “Gli eventi registrati in questa estate, in particolare nella provincia di Foggia funestata da disastri, hanno invece messo a nudo tutta l'inadeguatezza di un apparato che si regge sugli sforzi meritori ed encomiabili di tanti operatori e volontari, ma che necessiterebbe di regia e strategie di prevenzione vere e non improvvisate. Per questo chiedo ancora una volta ai vertici dell'amministrazione regionale e della Protezione civile perché lo scalo foggiano continua ad avere un ruolo marginale e non strategico (come invece ripetutamente declamato) nell'ambito delicatissimo attribuito, e non si sono registrati per la sua piena operatività la celerità e il cospicuo impiego di risorse pubbliche in tempi rapidi come per la discutibile costruzione dell'ospedale Covid in Fiera del Levante, per fare solo una comparazione”. 

L’esponente meloniano conclude: “Ai cittadini e ai sindaci, cui va tutta la mia solidarietà e vicinanza, a chi ormai quotidianamente deve confrontarsi con situazioni drammatiche e ha bisogno di una rete di protezione e prevenzione all'altezza, serve verità, non propaganda. Ed è la verità che vogliamo conoscere, in ore terribili per il nostro territorio devastato".

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