“Pantanella abbandonata, ma dove sono i 30mila euro per i ‘Punti Sport’?”

Giorgio Cislaghi mette in evidenza lo stato in cui versa l’area della Pantanella sostenendo che i 30mila euro “sarebbero potuti servire per recuperare l’intera area degradata da anni di mancate manutenzioni”

L'area verde della Pantanella

Ennesimo affondo di Giorgio Cislaghi al governo Mongelli, colpevole, a dire del segretario provinciale del circolo ‘Che Guevara’, di non aver utilizzato il finanziamento regionale di 30mila euro per i ‘Punti Sport’, che nell’immediato sarebbero potuti servire per recuperare l’area della Pantanella “degradata da anni di mancate manutenzioni”. “Il degrado e l’abbandono della Pantanella sono il paradigma di come questa amministrazione comunale si pone di fronte alle aree degradate e alla sempre maggiore partecipazione dei foggiani per le attività sportive all’aperto, le uniche a “costo zero” per i praticanti, come la grande partecipazione alla “mezza maratona” ha dimostrato” afferma l’esponente del Prc in una nota stampa.

LE AFFERMAZIONI DI GIORGIO CISLAGHI | Ci domandiamo che fine ha fatto il finanziamento regionale per ristrutturare i “punti sport”, quel finanziamento che doveva servire a ripristinare l’area sportiva all’aperto della Pantanella per completare il recupero dell’intera area? Era la primavera di quest’anno e l’amministrazione comunale si vantava di essersi aggiudicata 30mila euro di finanziamenti regionali per i “punti sport” degradati che, insieme ai finanziamenti derivanti da “ristorni ecologici” per opere pubbliche realizzate in provincia, servivano per  recuperare l’intera area della Pantanella degradata da anni di mancate manutenzioni.

Già allora esprimevamo dubbi sul completamento del piano di recupero perché non avevamo traccia della quota di co-finanziamento dovuta dal Comune (20mila euro) e ora i nostri dubbi si sono trasformati in certezza perché, sempre per recuperare la stessa area e gli stessi impianti, il Comune ha predisposto la partecipazione a un bando ministeriale per “lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva”.

Per la partecipazione al bando ministeriale (delibera di giunta n° 50 del 2013) il Comune s’impegna a un “co-finanziamento di €.398.254,73 necessario per la copertura totale del costo dell’intervento proposto rispetto al totale stimato in € 997.254,73”. Forse era meglio usare il piccolo finanziamento regionale e rendere subito fruibile l’area della Pantanella piuttosto che impegnare una somma 20 volte maggiore per interventi a “futura memoria”.

Sono passati pochi mesi da quando l’area verde è stata riconsegnata alla città presentandola come “buona pratica di amministrazione” e, in questi mesi, l’area è tornata al solito degrado con erba incolta, cestini dell’immondizia strapieni e cartacce disperse nelle aree verdi. Viene da chiedersi, poi, perché non sia stato fatto alcun intervento di recupero nella zona indicata come “dog area”, lasciata allo stato naturale, cioè incolta.

Il degrado e l’abbandono della Pantanella sono il paradigma di come questa amministrazione comunale si pone di fronte alle aree degradate e alla sempre maggiore partecipazione dei foggiani per le attività sportive all’aperto, le uniche a “costo zero” per i praticanti, come la grande partecipazione alla “mezza maratona” ha dimostrato.

E’ incomprensibile come si continui a lasciare abbandonate le strutture sportive all’aperto perché, solo per citare alcuni casi, oltre agli impianti della Pantanella sono in abbandono anche gli impianti sportivi di Parco San Felice e il campo di calcio S. Paolo del CEP mentre si è arenato il recupero degli ex campi da tennis regionali di viale Virgilio.

Anche in queste vicende si palesa un’azione amministrativa tesa solamente a “far quadrare i conti che non tornano” senza riuscire a manifestare un’idea della città che si vuole costruire, senza riuscire a dare un colore politico alla sua azione.

Eppure da quando si è insediata questa amministrazione che sentiamo ripetere la promessa di emanare un “bando per affidare gli impianti sportivi”. Questo dimostra che nella comunità c’è sensibilità al problema. Inutile ricordare il costo sostenuto dall’amministrazione  comunale per gli impianti sportivi, come inutile è ricordare che ogni anno è messo in bilancio un risparmio di spesa del 10% prospettando il pagamento  delle utenze alle società sportive assegnatarie di fasce orarie di utilizzo.

Tutto inutile visti i risultati. Resta solo da ricordare a chi governa la città che la “pratica di attività motorie” è uno dei fondamenti per la prevenzione di malattie cardiocircolatorie. Tra le priorità dell’amministrazione dovrebbero figurare gli investimenti per le strutture sportive all’aperto e l’emanazione di un bando per l’affidamento dell’impiantistica sportiva pubblica che garantisca la possibilità di “fare sport” anche a chi fa fatica a “mettere un piatto a tavola”.

Purtroppo registriamo solo la volontà di risparmiare sui costi, in ossequio alle scelte dei governi nazionali e dei trattati UE, una incapacità a usare i finanziamenti regionali ottenuti e il perdurare di megalomania nella progettazione di interventi che chissà quando potranno essere realizzati. 

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