Preoccupa la situazione di Ataf. Rauseo avverte: “Tracollo sarebbe dramma per la città”

Il segretario cittadino del Partito Democratico striglia Landella e Ferrantino. “Ci vuole un piano industriale serio, scelte adeguate e di responsabilità che abbandonino la logica del clientelismo”

Immagine di repertorio

Dopo il duro affondo sulle promozioni del personale in AmService, Mariano Rauseo non risparmia l’Ataf. "La propaganda è una brutta bestia se agli annunci non seguono i fatti. Ed i fatti dicono che Ataf sta bruciando sotto l'inettitudine di una amministrazione che l'unica politica che ha saputo imprimere ad oggi è quella dell'aumento delle poltrone finalizzata al soddisfacimento dei debiti elettorali".

Il segretario cittadino del PD vuole vederci chiaro: "Abbiamo ascoltato tremendamente preoccupati le notizie che ci giungono dall'azienda ed in tutta franchezza le meraviglie raccontate dal presidente o da pseudo consiglieri delegati non le abbiamo riscontrate. Ci raccontano che in Ataf si sta procedendo a tagliare: bene. Qualcuno provveda a ricordare a costoro che uno stato aziendale pre-fallimentare non si risolve con due sforbiciate qua e là, per quanto doverose. Urgono piani industriali seri, scelte adeguate e di responsabilità che abbandonino la logica del clientelismo e archivino una volta per tutte la stucchevole cantilena del "centrosinistra autore degli sfasci", nient'altro che paravento ormai dietro il quale provare a nascondere l'incapacità amministrativa dell'amministrazione Landella e del corposo CdA che il sindaco ha voluto nuovamente al governo delle aziende comunali".

Aggiunge Mariano Rauseo: "A questo proposito potrebbe tornare utile al centrodestra il modello che incarnarono i vecchi CdA, in particolare modo quello che ha guidato l’azienda dal 2005 al 2010, il solo a produrre, nel 2006, un piano industriale importante siglato con i sindacati senza patire un'ora di sciopero dei lavoratori; un modello organizzativo e di gestione che ha abbattuto costi, sprechi, privilegi, aumentando la produttività dell'azienda e restituendole quella credibilità bruciatasi precedentemente sotto il peso del fallimento della compagnia aerea Federico II. Quello stesso cda acquistò circa 30 autobus, gli stessi che circolano oggi. Questa è la storia. E dalla storia non si scappa. E che dire della gestione Fiore, ultimo amministratore unico incaricato dal centrosinistra, sotto il quale si è proceduto all'adesione alla centrale ministeriale Consip per i prezzi e le gare e sono stati acquistati altri 11 autobus, tra nuovi ed usati, grazie all'intercettazioni di fondi destinati all'uopo".

Prosegue l’esponente dei democratici: "Questo è governare un'azienda. Landella? Come primo atto ha allungato e ritardato la filiera decisionale con lo smantellamento degli amministratori unici voluti dal centrosinistra per favorire una più rapida e diretta interlocuzione con la proprietà (il sindaco) ed il ritorno ai consigli di amministrazione a tre componenti; ha reinventato a suo gusto il concetto di mobilità imponendo, dalla sera alla mattina, alla città un'idea di isola pedonale orfana di studi di fattibilità e di processi di concertazione grazie alla quale, solo per il 2015, ATAF incasserà circa 800mila euro tra minori stalli di sosta e minori contributi regionali per km percorsi, oltre al danno ambientale e commerciale. E che dire della sosta, appunto. Il presidente Ferrantino, che ha agitato a mo' di vittoria la cessazione del contratto con la precedente società di manutenzione dei parcometri rivendicando un risparmio di 50mila euro circa, ancora non ha individuato una nuova società. Il risultato sono 30 parcometri rotti al giorno in media: se ogni parcometro riesce ad incassare qualcosa come 150 euro quotidiani, il danno è presto quantificato in oltre un milione di euro all'anno per le casse di ATAF".

E ancora Rauseo: "Mera propaganda, appunto. Né si può pensare di risanare l'azienda basandosi esclusivamente sul piano della sosta: ci vuole un piano industriale, signori. Un piano che tenga conto che nel 2018 l’Ataf sarà chiamata ad aprirsi al mercato, dovrà lavorare su un ambito provinciale ed all'appuntamento, cruciale, dovrà presentarsi con mezzi, risorse e perfetta organizzazione".

Conclude il segretario del Partito Democratico: "In conclusione, le preoccupazioni sono tante. Auspico che il sindaco Landella voglia realizzare la sua inettitudine e chiedere aiuto. Anche alla minoranza. Nessuno fa il tifo per il tracollo di Ataf. Sarebbe un dramma per l'intera città".

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