Fallimento Amica, Mainiero: “Indagini confermano nostri sospetti e nostre denunce"

Giuseppe Mainiero (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale): “Il sindaco Mongelli faccia finalmente chiarezza ed il centrosinistra si assuma la responsabilità politica di dieci anni di malgoverno cittadino”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Le indagini della Procura della Repubblica di Foggia sul fallimento dell’ex azienda speciale Amica aprono uno scenario fosco sulla dinamica che ha portato al ‘crack’ la società foggiana di raccolta dei rifiuti. Uno scenario che avevamo denunciato, in assoluta solitudine, in tempi non sospetti e sul quale converge anche l’attenzione della magistratura”.

È il commento di Giuseppe Mainiero, coordinatore comunale di Foggia del movimento politico ‘Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale’, alla notizia degli avvisi di garanzia notificati, tra gli altri, agli allora assessori della Giunta comunale Italo Pontone, Angelo Benvenuto e Michele Del Carmine, e ai due viceprefetti Michele Di Bari e Pasquale Santamaria, entrambi nella loro veste di Amministratori Unici di Amica prima del fallimento.

“Le gravissime ipotesi di reato contestate ai 20 indagati, secondo quanto si apprende in queste ore, andrebbero dal falso in bilancio alla bancarotta fraudolenta. Per cultura politica crediamo nella presunzione di innocenza e siamo convinti che i processi vadano fatti nelle aule di tribunale – spiega Mainiero –. Tuttavia la vicenda presenta degli aspetti che non possono non avere una rilevanza di ordine politico-amministrativo. Nei mesi scorsi il nostro movimento politico ha denunciato con forza come da una lettura degli atti relativi al fallimento emergessero una serie di inadempienze ed errori contabili alla base del ‘crack’ dell’ex azienda speciale”.

“Oggi le indagini della magistratura rafforzano questa nostra convinzione e i nostri sospetti, su cui siamo certi gli organi inquirenti sapranno fare chiarezza. È opportuno che il sindaco Mongelli, al quale va ascritta la scelta di affidare l’ex azienda speciale, nel suo momento di maggiore sofferenza, ai due viceprefetti oggi destinatari degli avvisi di garanzia e nella cui gestione è maturato e si è consumato il fallimento, riferisca rapidamente in Consiglio comunale – sottolinea il coordinatore comunale di ‘Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale’ – I cittadini di Foggia meritano chiarezza in ordine alle motivazioni che hanno determinato la morte di Amica, a cominciare dal suo rapporto con il Comune, anche con riferimento all’ammontare del contratto di servizio. La città di Foggia merita di sapere perché una delle sue aziende più strategiche sia fallita in modo così clamoroso e chi siano i responsabili”.

Ovviamente auguriamo a tutti gli indagati di dimostrare la loro estraneità alle contestazioni della magistratura – conclude Mainiero –. Ma pensiamo che sia finalmente arrivato il momento che chi governa da dieci anni la città si assuma, senza infingimenti e senza giustificazionismi di sorta, la responsabilità politica di questo fallimento, che si somma al malgoverno che condanna Foggia ad una costante e progressiva regressione e alla situazione disastrosa dei conti comunali che ha portato Palazzo di Città sull’orlo del dissesto finanziario”.

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