Tatarella e Candela: “Fallimento Amica dimostra che la musica è finita”

Negli 8 mesi trascorsi dalla sentenza, la Giunta ha tenuto in stand-by un tecnico come Raphael Rossi, non muovendo un dito per la new company che doveva sostituire la vecchia azienda

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

FALLIMENTO AMICA - TATARELLA E CANDELA - "Errare è umano, perseverare è diabolico. La pronuncia dei giudici d’appello, che hanno confermato la declaratoria di fallimento di Amica Spa, ha messo in chiaro che l’azione del Comune di Foggia in questi mesi, al di là delle buone intenzioni, è consistita nel nulla cosmico. Una imbarazzante pochezza di idee che si era già manifestata all’inizio del mandato di Mongelli, quando l’unica ricetta messa in campo era stata quella di sostituire il vecchio Cda con un bravo funzionario prefettizio.

 

Una scelta necessitata dall’emergenza, alla quale però avrebbe dovuto far seguito un piano di rilancio aziendale che è mancato, sostituito dall’idea un po’ imbarazzante che bisognasse fare piazza pulita delle “chiacchiere” e che l’Amica dovesse preoccuparsi soprattutto di spazzare le strade, come nel buon tempo antico. Idea naufragata in un mare di cassonetti non svuotati e in una affannosa rincorsa dell’emergenza sociale.

 

Negli otto mesi trascorsi dalla sentenza la Giunta si è baloccata in un’attesa dell’impossibile, tenendo in stand-by un tecnico come Raphael Rossi e non muovendo un dito per la new company che doveva sostituire la vecchia azienda. Ora ci troviamo non solo in presenza di un altissimo rischio per i livelli occupazionali, ma anche di un definitivo depauperamento della città e di una micidiale doppia emergenza: quella immediata, di un crack del servizio e di un conseguente disastro igienico-sanitario, e quella di medio periodo, che rinvia ulteriormente la questione del ciclo dei rifiuti e del loro smaltimento. Una prova di insipienza e di incapacità che non solo suggerirebbe, ma imporrebbe le dimissioni."

 

 

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