Fallimento Amica, Miranda: “Frutto della maldestra e negativa ingerenza della politica”

Miranda: “Per troppo tempo la questione Amica sia stata gestita soltanto in termini emergenziali, ed è mancata una seria progettualità, sia dal punto di vista economico che da quello industriale”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

luigi miranda-2COMUNICATO STAMPA - "Eppure diversi anni fa l'azienda Amica era considerata il fiore all'occhiello della nostra città. Oggi invece, alla luce della sentenza della sezione fallimentare del Tribunale di Foggia che ne ha sancito il fallimento, potrebbe essere l'elemento scatenante per il baratro finanziario dell'intero Comune di Foggia.

A mio giudizio, ed ho avuto modo di ribadirlo più e più volte, la responsabilità maggiore per il disastro dell'azienda Amica é da attribuirsi all'intervento maldestro ed alla continua e negativa ingerenza della politica all'interno dell'Azienda, che pure ha sempre operato in regime di monopolio.

Di questa situazione assai drammatica chi ne avrà possibile e pesante nocumento saranno purtroppo in primis i lavoratori, che rischiano il loro posto di lavoro, e tutti i cittadini foggiani, poiché nelle prossime settimane l'essenziale servizio di raccolta e gestione dei rifiuti potrebbe non essere una certezza.

Eppure, ed è questo il mio rammarico più grande, la gestione dei rifiuti in molte altre parti d'Italia è sinonimo di ricchezza, poiché è stata oggetto negli anni di investimenti tecnologici assolutamente indispensabili, e di una sensibilizzazione ed una educazione della collettività rispetto alla concezione stessa del rifiuto che, se opportunamente raccolto e differenziato, può risultare essere non più un problema ma una risorsa per il proprio territorio. Tutto questo è stato realizzato in molte altre parti d'Italia e non solo nell'opulento nord.
Nella nostra città si è verificato l'esatto opposto, infatti l'Azienda Amica, mal gestita negli anni, ha accumulato una debitoria incredibile, e spesso non è riuscita, per motivazioni di carattere economico, a garantire il servizio di raccolta.

E’ evidente quindi che per troppo tempo la questione Amica sia stata gestita soltanto in termini emergenziali, ed è mancata una seria progettualità, sia dal punto di vista economico che da quello industriale."

 

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