Fallimento Amica, CasaPound: “Evidenti responsabilità del sindaco”

Finamore: “Il tracollo finanziario è iniziato proprio con le esternalizzazioni di quei servizi che costituivano la fortuna dell’azienda, una scelta avallata da consigli di amministrazione vittime di pressioni politiche”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

amica_3_original-2CasaPound Italia esprime la propria solidarietà ai lavoratori dell’Amica, la società di igienica pubblica dichiarata fallita ieri dal giudice Roberto Gentile, della sezione fallimentare del tribunale di Foggia.

Il fallimento dell’azienda avrà ripercussioni devastanti sul futuro di centinaia di famiglie e sull’economia già in crisi del capoluogo dauno, dimostrando ancora una volta l’incapacità amministrativa della giunta Mongelli.

Oltre a esprimere la totale solidarietà nei confronti delle centinaia di lavoratori che rimarranno disoccupati non possiamo esimerci dal denunciare la gestione scellerata dell’azienda, vera causa della voragine di bilancio che ha condotto l’Amica al fallimento” – dichiara Rocco Finamore, responsabile provinciale di CasaPound Italia, e aggiunge: - “il lavoro ineccepibile degli operatori aveva reso in passato l’Amica una società florida, con un bilancio attivo grazie anche a un ruolo di primo piano nei processi di riciclo. Il tracollo finanziario è iniziato proprio con le esternalizzazioni di quei servizi che costituivano la fortuna dell’azienda, una scelta avallata da consigli di amministrazione vittime di pressioni politiche che probabilmente miravano a interessi esterni a quelli dell’azienda e dei suoi lavoratori, vittime incolpevoli di questo scempio amministrativo”.

Auspichiamo ora l’apertura di un tavolo di concertazione – sostiene il responsabile di Cpi Foggia – che trovi al più presto una soluzione per le centinaia di nuovi disoccupati e chiediamo al sindaco Mongelli di assumersi le sue responsabilità, auspicando le sue dimissioni nel caso non si riuscisse a raggiungere una soluzione che possa garantire un futuro agli ex lavoratori dell’Amica. Le responsabilità del sindaco sono del resto rese evidenti anche dalle conclusioni del giudice Gentile che nel motivare la sentenza di fallimento parla di ‘inerzia totale del socio unico, il Comune di Foggia”.

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