"Hanno tradito Lesina". Leghisti nel mirino dell'ex sindaco Cristino: "Cinici, irresponsabili, vanagloriosi e immaturi"

Le "verità" dell'ex sindaco Roberto Cristino sullo scioglimento anticipato del Consiglio comunale determinato dalle firme di quattro consiglieri comunali della Lega e tre dell'opposizione

A poco più di una settimana dallo scioglimento del Consiglio comunale di Lesina, l'ex sindaco Roberto Cristino, definisce "senza precedenti" l'azione dei quattro consiglieri della Lega eletti nella lista civica 'Noi per Lesina', e li cita, insieme ad altri tre consiglieri comunali dell'opposizione. "E' frutto di fragilità umane (altrimenti dette miserie) di uomini e donne che, chiamati a un serio e nobile compito, hanno dimostrato un grandissimo senso di irresponsabilità e di immaturità".

"Il tradimento del popolo di Lesina". Questa la definizione scelta dal primo cittadino, che illustra quelle che a suo dire sono "le vere ragioni fondanti del gesto" che hanno determinato la fine dell'esperienza di governo a trazione leghista dopo appena un anno di tempo.

Cristino sostiene che "già in sede programmatica i leghisiti di Lesina avevano manifestato grandi limiti e completo disinteresse per la pianificazione dello svolgimento futuro dell'amministrazione rifacendosi semplicemente a logori sofismi salviniani e a una retorica vuota e senza senso, forti della dottrina populista oggigiorno di moda che la politica fosse banalmente una dimostrazione di forza mediante l'esibizione di foto, video, passerelle e selfie con questo o quel potente politico di turno o addirittura con il capo dei capi, comportamento già noto nel passato a questa cittadinanza perché praticato da un "grande" politico locale definito "l'ignorante venuto da lontanto".

Con il senno del poi, "frutto dell'esperienza sul campo con situazioni e uomini fino ad ora a me sconosciuti", l'ex sindaco fa il mea culpa "per aver scelto di vivere la mia esperienza al servizio del mio amato paese con alcune persone immeritevoli della mia fiducia, cinizi, ambiziosi, vanagloriosi, senza un concreto interesse per il governo del paese, veri e propri burattini di mangiafuochi altrettanto insignificanti, capaci soltanto di apparire, odiare e occupare con la forza posizion immeritate, confondendo quantità con qualità".

L'ultima parte della sua 'Veritas II' la dedica alla sua città e ai lesinesi perbene: "Sono fiero di aver servito il mio paese e per questo ringrazio tutta la cittadinanza e in particolare coloro che mi hanno sostenuto, sono fiero, altresì, di aver resistito a tutte le lusinghe che la "politica" dispensa, di aver contribuito a dimostrare alle persone perbene di questo paese che la speranza non deve morire e che la comunità ha bisogno di loro affinché Lesina sopravviva e superi questo decandentismo culturale, sociale ed economico e resti sempre l'orgoglio dei lesinesi liberi".

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