Lo strano "caso" dell'ex asilo 'Arcobaleno' secondo il PD

Queste le affermazioni del gruppo dei Giovani Democratici di Apricena, guidati dai leader Antonio Cesareo e Federico Gaudelli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

In queste ore, dopo l'incendio scoppiato nella struttura durante il tardo pomeriggio di venerdì scorso, si sta procedendo alla demolizione dell'edificio pubblico "Arcobaleno" (struttura negli anni fruibile per l'asilo), il quale verrà poi destinato nel piano di alienazioni alla vendita a privati, verosimilmente imprenditori edili, che troveranno quindi l'area ripulita e demolita grazie alla pubblica amministrazione con i soldi dei cittadini contribuenti.
Possiamo essere anche in accordo con lo sgombero dell'edificio e la chiusura con i sigilli per motivi di sicurezza, ma ci sembra molto repentina la decisione di procedere alla demolizione a spese dei cittadini, dato che l'edificio è destinato ad essere venduto a privati, i quali grazie alla lungimiranza e alla benevolenza dell'amministrazione comunale troveranno quindi buona parte del lavoro già svolto senza spendere un euro.
Inoltre, subito dopo l'arrivo e l'intervento dei Vigili del Fuoco ci siamo recati sul posto, e siamo stati rassicurati dalle loro parole circa la salute degli inquilini e sulla scarsa entità dei danni provocati dall'incendio, sicuramente non così gravi da produrre una così drastica decisione. Che la struttura avesse gravi carenze strutturali era risaputo da anni, e ci sembra molto strano che da Maggio ad ora l'amministrazione sia stata quasi dormiente sul caso, per poi assumersi tale responsabilità in meno di 24 ore per un danno che da quanto ci è stato riportato è di lieve consistenza.
Non possiamo comunque non notare con favore che finalmente i cittadini che risiedevano in quella struttura in condizioni precarie e di degrado saranno aiutati a trovare una più dignitosa sistemazione. Però, ci chiediamo, cosa ha indotto l'amministrazione ad assumere una decisione così forte? Non si poteva semplicemente sgombrare e sigillare l'area, lasciando il compito di demolizione a chi la acquisterà? Il tutto assume connotati molto "strani" (eufemismo) e sui quali ci aspettiamo chiarezza dall'amministrazione.
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