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Regionali Puglia 2015

La carica dei 500 e l'On. Boccia per “La buona politica” di Piemontese

Serata di passione ed emozioni alla manifestazione per Raffaele Piemontese, con il presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia. Tutti i temi trattati

Oltre mezzo migliaio di persone hanno riempito l’Altrocinema, nel cuore del centro storico di Foggia, per la manifestazione “La buona politica”, organizzata per il segretario provinciale del Partito Democratico, Raffaele Piemontese, candidato al Consiglio regionale nelle elezioni di domenica 31 maggio.

L’ambizione di portare la Capitanata al centro del mondo aperto, la dichiarata intenzione di collocare la sfida elettorale in Puglia dentro i grandi cambiamenti che il Partito Democratico sta promuovendo in Italia. È ciò che Francesco Boccia ha sintetizzato così: “Il voto a Raffaele Piemontese e al PD è un voto di speranza”. Il presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati era l’ospite d’onore e ha parlato per ultimo, quando si era alzata al massimo la temperatura dell’Altrocinema di Foggia. E non solo per il mezzo migliaio di persone che si sono accalcate per l’incontro pubblico che il segretario provinciale del PD ha voluto intitolare alla buona politica.

È stato proprio Piemontese a scaldare la platea, con almeno tre passaggi in cui lui stesso ha ceduto all’emozione. Quando ha ringraziato uno a uno i presenti e tutti quelli che ha incontrato e sta incontrando “in una campagna elettorale lunga e larga quanto è grande la nostra provincia, in cui anche le persone che incontro per un solo minuto mi consegnano una fiducia e una speranza straordinarie. Molti mi dicono di non perdere troppo tempo nelle piccole città e paesi della provincia – ha spiegato Piemontese – perché, da ex presidente del Consiglio comunale del capoluogo, è a Foggia che devo stare preferibilmente. Non è vero. La nostra forza è quello che abbiamo scritto nello slogan di questa campagna elettorale: dobbiamo essere consapevoli di essere 635 mila persone, 61 città unite per cambiare il nostro destino”.

Un destino che resta tutto da scrivere, “malgrado le cose straordinarie che sono successe in questi dieci anni, facendo diventare la Puglia la ‘regione più bella del mondo’ e qualificandola per le politiche sociali e giovanili”, dice il candidato al Consiglio regionale del PD, aggiungendo che “però dobbiamo fare molto di più e molto meglio perché il lavoro deve essere il cuore del nostro impegno politico, la ragione del cambiamento in Puglia”. Proprio il lavoro è il secondo passaggio in cui la voce di Piemontese ha vacillato. Ed è successo quando ha raccontato di un 28 enne incontrato in un’associazione del centro storico, laureato, discoccupato, “eppure fiducioso nel futuro ogni volta che lo chiamano anche solo per tre giorni e per reggere una scala". 

Il segretario del PD affronta la questione della “provincia cenerentola” senza riguardi per nessuno: “Dobbiamo fare uno sforzo per alzare la qualità della nostra classe dirigente, non solo recriminare. Per esempio dobbiamo imparare a spendere tutti e a spendere bene i soldi europei perché è scandaloso non usarli o usarli male quando migliaia di imprese, lavoratori, artigiani, agricoltori, professionisti ne hanno bisogno per crescere”. La sala ha tuonato a un passaggio, il terzo in cui Piemontese usa toni coinvolgenti: “La buona politica, la politica di qualità non è quella che riesce a far trasferire un’infermiera. Sulla sanità abbiamo fatto cose importanti, investito su infrastrutture e tecnologia – aggiunge il candidato del PD al Consiglio regionale – adesso occorre investire sulle persone: sugli ausiliari, sugli infermieri, sui medici, sui ricercatori, sui primari”.

L’ovazione che raccoglie questo monito ruvido è l’aggancio che Boccia utilizza, alla fine, per spiegare il senso di quella che il presidente della Commissione Bilancio della Camera chiama “l’eterna promessa mancata della Puglia, chiamata a fare il salto definitivo nella modernità, a partire da una sanità che, così com’è, non va bene e dobbiamo avere il coraggio di dirlo oggi per sapere quello che dobbiamo fare dal 1° giugno in poi. Solo così si sta nel mondo aperto e la Capitanata deve stare al centro di questo mondo aperto”. Prima di Piemontese e Boccia, è stata Colomba Mongiello a rievocare i principali elementi dell’altra “campagna elettorale”, quella che Governo e Parlamento stanno combattendo: dalle norme anti corruzione approvate definitivamente, all’introduzione degli eco-reati, dal divorzio breve al taglio ai vitalizi, dalla riforma della pubblica amministrazione a quella della legge elettorale, fino alla riforma della scuola che si è riaperta al dialogo con insegnanti, famiglie e studenti.

Ma, da ormai storica componente della Commissione Agricoltura e vicepresidente della Commissione di inchiesta contro le contraffazioni, Mongiello non poteva mancare di marcare l’esigenza di innovare in profondità le politiche agricole regionali: “Carichiamo Raffaele di una responsabilità enorme per l'agricoltura di Capitanata”, dice la parlamentare, riferendosi al fatto che toccherà ormai ai prossimi Governo e Consiglio regionali impostare il Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, “bocciato” al primo round del confronto con gli organi di valutazione della Commissione europea.

Argomento accolto da Piemontese che, nel suo discorso, racconterà “dell’azienda agricola visitata nella borgata San Carlo di Ascoli Satriano, con 250 dipendenti e senza Internet: nelle campagne di Ascoli Satriano come nel resto del Tavoliere, le risorse europee sono essenziali per coltivare, allevare, trasformare. Per conservare il territorio e rifare le strade rurali. Per vivere e lavorare. Ieri, insieme al sindaco di Ascoli Nino Danaro e al capogruppo del Pd Paolo Moscano in Consiglio comunale ho ascoltato e preso nota di critiche e proposte. Sono quelle che trasfonderemo nel nuovo PSR con l'obiettivo di renderlo più adeguato alle esigenze degli agricoltori, degli allevatori, delle aziende agroalimentari. Magari tagliando le spese per consulenze e ricerche inutili a vantaggio di competenze e prassi innovative”.

Prima di Boccia, Piemontese e Mongiello, avevano parlato il segretario cittadino del PD di Foggia, Mariano Rauseo, e il consigliere comunale Alfonso De Pellegrino. Un pezzo di una classe dirigente “che si è formato assumendosi responsabilità durissime”, ricorderà Boccia alla fine. Il momento più forte e unitario diventa proprio quello in cui Piemontese ricorda il ruolo decisivo che l’attuale presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio ebbe per salvare la città di Foggia dal dissesto. In platea ci sono l’ex sindaco Gianni Mongelli e l’ex candidato sindaco del centrosinistra Augusto Marasco.

Assieme a loro freme tutta la platea, dove pure ci sono tante persone e amministratori venuti anche dalla provincia, alla rievocazione di quel passaggio storico “in cui abbiamo salvato servizi essenziali e il lavoro di migliaia di persone, assumendoci sulle nostre spalle tutte le responsabilità che dovevamo assumerci in quel momento, per questo si fa politica”, ha sottolineato Piemontese prima di abbassare la voce per scandire il tema dell’ultima settimana prima dell’apertura delle urne: “Non abbiamo già vinto perché abbiamo davanti otto giorni di impegno per far votare Michele Emiliano, il PD e per far capire che, scrivendo “Piemontese”, è come se scrivessimo ?‎eccoci, insieme siamo 635 mila”, dice alla platea ripetendo lo slogan della sua campagna.

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