Piemontese soddisfatto, ma ne ha per tutti: gufi, invidiosi e chi va contro il PD

Il consigliere regionale più giovane e suffragato, Raffaele Piemontese: "Abbiamo i numeri per governare Foggia": E poi: A chi in alcuni comuni avrebbe votato contro il PD avvisa: "Sarà cacciato dal partito"

Un abbraccio per festeggiare il risultato che li ha visti entrambi vincitori. Raffaele Piemontese e Paolo Campo raggianti alla conferenza stampa post elezioni regionali, nelle quali il Partito Democratico è riuscito a piazzare a via Capruzzi, i due “pezzi grossi” della propria lista. “Oggi il Partito Democratico è un partito unito, che nei contenuti e nei numeri ha dimostrato di essere forte, vivo e compatto. Il risultato elettorale mi soddisfa a prescindere dal mio risultato personale, anche se le 11350 preferenze vanno al di là di ogni aspettativa personale”.

Il Pd, partito sano e vincente. Due capisaldi che il segretario provinciale e neo consigliere regionale rimarca in più di un’occasione: “Il Pd della Provincia di Foggia ha dimostrato con i fatti di fare campagna elettorale basata sul confronto con i cittadini. Questi dieci anni di governo ci consentono di partire da alcuni punti di forza, ma nel contempo sono tanti i settori dove dovremo fare di più. La Capitanata non ha nulla da invidiare agli altri territori della Puglia, dobbiamo riuscire a trasformare le potenzialità in politiche concrete. Il Partito Democratico adesso non deve dimostrare più nulla. Abbiamo dimostrato con i fatti la nostra forza. Il nostro gruppo dirigente quando si confronta con l’elettorato raccoglie consenso”.

Non mancano i consueti sassolini nelle scarpe: “Chi vuol continuare a fare polemiche su social network non rappresentando nulla in termini di consenso diretto con i cittadini, continui a farlo. Noi dobbiamo lavorare per la Puglia. Non ci interessano le polemiche. Ho sempre mantenuto un profilo basso durante questa campagna elettorale, senza rispondere alle provocazioni di invidiosi e gufi che volevano il Pd protagonista di un risultato pessimo. Gente che parla solo per dar fiato ai polmoni. E a certa stampa, che nel proprio lavoro di cronaca politica ha qualcosa all’interno che la spinge sempre a schierarsi contro il Pd, dico di stare sereni. La partita è finita, ora è tempo di governare”.

Infine il messaggio all’Amministrazione Comunale: “Abbiamo i numeri per governare Foggia. I miei 3800 voti sono segno tangibile di una forza della città. Incalzeremo l’amministrazione comunale che sta mostrando il fianco rispetto ad un’azione di governo che si sta sfaldando”. E a chi in alcuni comuni avrebbe votato contro il partito Democratico avvisa: “Chi ha votato contro il Pd sarà cacciato dal partito”.

Felice anche Paolo Campo, con la mente già proiettata a Via Capruzzi. Un buon risultato nonostante l’astensionismo e una campagna elettorale tutt’altro che indimenticabile. “Arriviamo a via Capruzzi in un momento complicato. Gli indicatori ci consegnano delle speranze ma sarà difficile governare e far meglio di chi ci ha preceduti”. Quella di Foggia è la provincia in cui il Pd ha ottenuto il più alto consenso. Fattore fondamentale per Campo, che il neo presidente Emiliano dovrà tenere gioco forza in considerazione: "I cittadini si aspettano da noi scelte di governo chiare e capaci di consentire anche alla Puglia di agganciare il treno della ripresa. Per farlo dobbiamo mettere a frutto l'ottimo lavoro di chi ci ha preceduto; oltre a confidare di ottenere da Michele Emiliano una considerazione per la Capitanata proporzionale al grande consenso ottenuto".

C’è spazio anche per il tema assessorato all’Ambiente che Emiliano vorrebbe assegnare a un rappresentante del Movimento 5 Stelle, a proposito del quale, Campo difende l’operato della Giunta Vendola: “Sull’ambiente sono state fatte leggi pioneristiche. La vicenda Ilva ha una sua complessità, è sbagliato ridurre il tema della tutela ambientale all’incrocio che ha avuto la Regione con l’Ilva. Spero che i Cinque stelle siano consapevoli della responsabilità affidatagli dagli elettori. Credo che quella di Emiliano fosse una provocazione”. Un’idea condivisa anche da Michele Bordo, contrario a un coinvolgimento dei grillini in questi anni mai collaborativi con il governo.

Non tutto è andato bene in queste elezioni. Il Partito Democratico, al pari del Movimento Schittulli, è l’unica lista a non presentare donne in Consiglio Regionale. Un risultato che di fatto dà ragione a chi senza troppi giri di parole aveva contestato le metodologie di selezione dei candidati, come Elena Gentile. “Non vi è dubbio che la campagna elettorale qualcuno abbia voluto precostituire una o.p.a. sul Pd. Non ho mai condiviso l’impostazione data alla coalizione, nel senso che le liste civiche non potevano rappresentare la nostra storie e le nostre prospettive. C’è amarezza per l’assenza di rappresentanti di sesso femminile. La scelta delle nomine non ha funzionato. Personalmente mi sono spesa da Lecce a Foggia per convincere che il voto a una donna è doppiamente utile, così non è stato. Mi auguro che Emiliano mantenga uno degli impegni assunti all’indomani della vergognosa bocciatura della legge elettorale, quella di rivederla inserendo la doppia preferenza, consentendo alla prossima legislatura di annoverare più donne e quindi allargare con lo sguardo di genere alla buona politica che le donne oggettivamente rappresentano”.

Non rinnega la frase sulle bamboline di Postalmarket che tanto aveva indignato Emiliano: “Una battuta felicissima è diventata strumento per immiserire una riflessione puramente politica. Bisogna sconfiggere la cultura delle nomination. Il sistema della preferenze è il migliore per selezionare la classe dirigente. Così non è stato e ora paghiamo il prezzo. Non ce l’ho avuta con nessuna candidata, erano tre donne tutte meritevoli di visibilità”.

Infine la difesa della Giunta Vendola, anche sui temi nei quali spesso si sono imputati dei balbettii, come la sanità e l’ambiente: “Sull’Ilva sono state costruite norme che andavano ancora più a tutelare il profilo ambientale. In sanità il governo regionale ha sottolineato la capacità di tenuta del sistema a fronte di normative nazionali che spesso ci hanno costretto ad assumere decisioni impopolari. Tuttavia lasciamo un sistema in ordine con un bilancio in equilibrio. Senza contare il contributo della Giunta Regionale per la riqualificazione e messa in sicurezza del Riuniti di Foggia, per il quale sono stati investiti 100 milioni di euro. Pochi lo dicono. Abbiamo anche dimezzato i tempi di attesa per i creditori, siamo arrivati a 220 giorni nell’estate del 2014”.

Queste, invece, le parole dell'on. Colomba Mongiello: "Eleggere Paolo Campo e Raffaele Piemontese, che hanno rappresentato e rappresentano l'intera comunità del PD foggiano, è l'evidenza dell'autorevolezza della nostra dirigenza. La stessa che spenderemo per riconquistare il consenso nelle comunità in cui abbiamo evidentemente smarrito il filo della relazione con i cittadini".

Soddisfatto anche l'on. Michele Bordo. "La vittoria in Puglia e in Campania, che segue quella in Calabria, ci offre l'opportunità e la forza necessarie a riportare all'attenzione del Governo e del Parlamento la strategicità della 'questione meridionale' dobbiamo risolvere utilizzando meglio e al meglio la programmazione europea e nazionale. Un tema che solo un partito a vocazione nazionale come il PD è in grado di porre e risolvere".  

La palla passa ora a Cerignola, dove Tommaso Sgarro (presente alla conferenza stampa) sarà impegnato nel ballottaggio: “Saranno due settimane di grande importanza perché dobbiamo sconfiggere il populismo e la demagogia che hanno alimentato il declino di una città che merita altro per la sua storia”, la chiosa della Gentile.

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