Martedì, 26 Ottobre 2021
Regionali Puglia 2015

Emiliano presenta la "squadra" del PD: "Votare Partito Democratico è un obbligo"

Il segretario regionale rivendica la coerenza delle sue liste, e sulla Questione Meridionale avverte Renzi: "Se qualcuno, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni, pensa di poter mettere le mani sui fondi per il Mezzogiorno, potrei smettere di essere gentile"

E’ un Partito Democratico compatto quello che presenta ufficialmente la propria squadra di candidati che lotteranno per un posto al consiglio Regionale alle elezioni del prossimo 31 maggio. A fare da caposquadra, ovviamente il candidato alla presidenza della Regione, l’aspirante “sindaco di Puglia” Michele Emiliano.
Accanto a lui c’erano tutti gli otto protagonisti (la capolista Patrizia Lusi, Raffaele Piemontese, Paolo Campo, Maria Rosaria De Muzio, Michele Longo, Matteo Masciale, Lucia Russi e Michele Santarelli). Una squadra forte, competitiva, “la lista Pd1” o lista “Pd originale” – come l’ha definita l’ex sindaco di Bari per differenziarla dalle altre due civiche – e che lui stesso sosterrà dando il proprio voto alla capolista barese Napolitano.

Emiliano appare convinto e determinato, ringrazia il segretario provinciale Piemontese per la attenta gestione delle situazioni più complicate, e snocciola numeri evidenziando i risultati del Partito Democratico in Puglia. “Abbiamo governato città importanti come Bari, dove nessun assessore ha mai ricevuto avvisi di garanzia. Abbiamo rivinto con una giunta completamente rinnovata, e che gestisce bene il danaro pubblico”.

Poi la perentoria stoccata a chi evidenzia ancora la presenza nelle liste di alcuni “trasformisti”: “Abbiamo liste competitive, un modello di governo basato sul centrosinistra classico dove presenziano Sel, i comunisti e l’Udc. Non c’è nulla di sconvolgente, se poi qualcuno vent’anni fa è stato iscritto a un partito di destra, e da tanti anni milita in forze centriste ne devo rispondere io come nel gioco della spazzola? Non è vero che ci sono missini nella mia coalizione.  E’ possibile che tra migliaia di candidati ci sia qualcuno che vent’anni fa abbia avuto a che fare con queste persone, ma li abbiamo convertiti da tempo e di certo non li ho convertiti io”.

Presentazione Lista Pd Foggia: le Foto

Il segretario regionale dunque rivendica la leadership del Pd, partito “pivot” imprescindibile per la costruzione di una coalizione forte e competitiva. “Siamo l’unica regione d’Italia che ha costruito un progetto assieme a 3mila cittadini. I fatti parlano per noi, non siamo perfetti ma per quello lavoreremo nei prossimi cinque anni (ride, ndr). Siamo trasparenti per questo quando il Pd di Capitanata ha deciso di comporre la sua lista, lo ha spiegato, non si è trattato di una decisione astratta. E sul punto si è dibattuto senza mai delegittimare le scelte della direzione provinciale”.

Infine il pensiero a Di Vittorio e il conseguente avvertimento a Renzi: “Nella terra di Peppino di Vittorio e dei tanti eroi del movimento operaio e dei braccianti, dedico questa conferenza stampa alla Questione Meridionale. A tal proposito, se qualcuno, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni, pensa di poter mettere le mani sui fondi per il Mezzogiorno, io potrei smettere di essere gentile. Un conto è avere divergenze su questioni politiche, un conto è togliere al Mezzogiorno un diritto determinato dai trattati internazionali. Quei fondi non possono essere oggetto della gestione disinvolta di chicchessia”.

E sulle tre liste Pd, come le ha definite durante la presentazione della candidatura della capolista Lusi, nega il pericolo confusione “La differenza non è grande (ma tra i presenti qualcuno mugugna e non sembra essere d’accordo, ndr)” poi raddrizza il tiro: “C’è differenza per chi ha una storia nel partito, per i dirigenti e i militanti, votare il Partito Democratico è un obbligo”.

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