635mila foggiani alla Regione. Piemontese: "Sfida collettiva, riscattiamoci"

Intervista a Raffaele Piemontese, segretario provinciale del Partito Democratico e candidato al Consiglio regionale a sostegno di Michele Emiliano: "Fondi europei arma fondamentale"

Faccia a faccia con Raffaele Piemontese, il segretario provinciale del Partito Democratico e candidato al Consiglio regionale, che vuole portare a Bari la voce e le speranze di 635mila foggiani. Competenza, qualità e determinazione, questi gli elementi sui quali punta l'ex presidente del Consiglio comunale di Foggia per rilanciare il territorio della provincia di Foggia, dal Gargano ai Monti Dauni. Raffaele Piemontese potrebbe diventare il consigliere regionale più giovane della Regione Puglia.

Piemontese, quali le sensazioni a poche ore dal voto?

Sensazioni molto positive perché vedo e sento attorno a me tanti cittadini e tanti giovani che credono in un progetto di cambiamento. Ci credono perché vogliono che la provincia di Foggia sia rappresentata con qualità, competenza e determinazione

La provincia di Foggia, un territorio inespresso...

Un territorio ricco di potenzialità che deve essere rappresentato in Regione con la dignità e la forza di una grande provincia che conta 635mila abitanti. Un territorio, appunto, che non ha nulla da invidiare alla provincia di Bari e al Salento

Lei ha spinto molto sui finanziamenti europei e sul loro corretto utilizzo. E’ questa l’unica strada per spiccare il volo?

Io la metterei in questi termini. Noi abbiamo il compito di attingere ai fondi europei, di spenderli e soprattutto di spenderli bene. Dico questo perché finora abbiamo sfruttato il 37% di queste risorse, rimandandone indietro il 63% di due miliardi e mezzo messi a disposizione della Capitanata. Per creare sviluppo e innovazione c’è la necessità che una classe politica e i mondi vitali che compongono la provincia di Foggia si convincano a presentare progetti seri e validi, recuperando risorse da spendere per rendere il nostro territorio più attrattivo e forte.

Quindi?

Quindi sì, è un’arma fondamentale. Non dobbiamo perdere questa opportunità

Per i cittadini foggiani Piemontese sarà l’anello di congiunzione tra la Regione e l’Europa?

Assolutamente sì.

Rispetto alle polemiche interne al PD, anche rispetto alle esternazioni di alcuni suoi colleghi di partito e di alcuni candidati, lei ha mantenuto un profilo sempre basso evitando di prendere parte alle discussioni. Perché questa scelta?

Sto facendo la campagna elettorale confrontandomi con i cittadini di Capitanata e occupandomi di problemi reali che riguardano lo sviluppo del territorio: ambiente, infrastrutture, turismo, agricoltura…Ragionando su questi temi ho tenuto fuori questioni legate alla politica perché ritengo che ai cittadini interessi più sapere e capire come la provincia di Foggia debba essere rappresentata in Regione Puglia. Ho incentrato la mia campagna elettorale sul confronto e sull’ascolto della gente.

Pensa che otterrà un buon risultato anche in Provincia?

Sì. Naturalmente Foggia – di cui ho una conoscenza approfondita – è la mia città. Qui sono stato presidente del Consiglio comunale dopo aver ottenuto 1300 voti alle elezioni del 2009. Conosco anche molto bene tante realtà – dal Gargano ai Monti Dauni - di cui voglio essere il rappresentate politico e istituzionale. Sono certo che la risposta sarà sicuramente positiva.

Emiliano insiste nel sostenere che le liste del PD siano tre, immagino che lei voglia difendere la sua, l’unica, quella vera

La lista del PD è quella in cui sono candidato insieme ad altre sette persone. In campagna elettorale ho rivendicato e rimarcato l’appartenenza a questa maglia, che vesto da quando avevo 15 anni. Da allora non ho mai cambiato partito perché la coerenza – nella politica come nella vita – è un valore, che rivendico.

E’ al corrente che potrebbe essere il consigliere regionale più giovane in provincia di Foggia, ma anche in Puglia?

Effettivamente eleggere il consigliere regionale più giovane della Puglia è un segnale importante, di una provincia che guarda avanti, al passo con il rinnovamento generazionale che sta prendendo corpo in tutto il Paese. Esprimere il consigliere regionale più giovane significherebbe dare un segnale forte a Bari, di avanguardia, di una provincia che si è evoluta e che non è così come viene descritta.

E’ l’astensionismo il vero avversario da battere?

Sì, questo è l’avversario da battere. Non andare a votare perché si pensa ad esempio che i candidati siano tutti uguali, è una sconfitta. Decidere di non scegliere i rappresentanti giusti sarebbe un danno per la provincia di Foggia. In Regione, peraltro, si decidono aspetti rilevanti per i cittadini.

Ma è ugualmente fiducioso che la gente andrà a votare?

Sì, sono convinto che avremo una risposta positiva in termini di partecipazione al voto

Quali momenti di questa campagna elettorale ricorda con più piacere?

Porto nel cuore tanta gente e tanti incontri. Ne cito brevemente alcuni. Il primo è quello che ho tenuto con un’azienda di trasformazione di agroalimentari in cui l’imprenditore mi ha chiesto di incentivare e favorire l’aggregazione tra le aziende. L’altro che ricordo volentieri è quello che ho avuto con un artigiano, che mi ha fatto notare il numero di certificati e autorizzazioni affissi al muro, più di 25, della serie la burocrazia che strozza e rallenta le attività produttive. Ecco, sburocratizzare è un altro degli obiettivi su cui bisognerà lavorare per favorire lo sviluppo. Il terzo esempio che le cito è l’incontro che ho avuto in un circolo con un’associazione del centro storico composta da una trentina di giovani, in cui sono emerse le difficoltà dei presenti a trovare lavoro o un lavoro stabile.

L’eventuale elezione a Bari di Piemontese confermerebbe gli scenari di una nuova classe dirigente del PD a Foggia?

Del Partito Democratico e non solo, basti pensare che ho fatto la campagna elettorale per andare oltre l’elettorato del PD

E cioè?

Mi sostengono tanti professionisti, lavoratori e imprenditori anche fuori dal PD

Questo perché?

Perché la sfida delle regionali è collettiva, non individuale

E qual è la sfida?

Quella di riscattarsi per non essere marginali in Puglia

Con l’aiuto della politica?

Con l’aiuto, perché la politica da sola non può farcela. Ci vogliono imprenditori, professionisti capaci e associazioni che devono spingere questo territorio a utilizzare tutte le risorse a disposizione

Cosa si sente di dire agli elettori?

Di votare PD, scrivere Piemontese e sostenere Michele Emiliano, che nelle sue precedenti esperienze ha già dimostrato di saper cambiare il volto alle cose. Farlo può significare un punto di svolta per la Capitanata. La politica serve a cambiare in meglio la realtà in cui si vive e i prossimi cinque anni devono servire a costruire e ricostruire la nostra provincia, migliorandola.

A chi dedicherà l’eventuale vittoria?

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La dedicherò a tutte le persone che mi sono state vicine, alla mia famiglia, alla mia compagna, agli amici più stretti e ai 635mila cittadini della Capitanata

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