Regionali Puglia 2015

Bari non è poi così lontana. Miranda ci crede: “Con me esperienza, competenza ed onestà”

Intervista a Luigi Miranda, candidato al Consiglio regionale nelle liste di Forza Italia: "La cosa che conta è avere il rapporto con la gente. Il primo giugno avremmo delle belle sorprese"

Nella foto Luigi Miranda

Luigi Miranda non si spaventa di fronte alla montagna da scalare, nella corsa a tre con Gatta e Di Donna, che porta a via Capruzzi. Nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno prossimi, l'avvocato foggiano potrebbe raggiungere per primo la vetta più alta e festeggiare "la vittoria della gente". Gli ingredienti per far bene ci sono tutti, a partire dal gruppo di fedelissimi e dai 7mila foggiani che un anno fa hanno contribuito alla sua affermazione elettorale, netta e convincente. Oggi, a soli 34 anni, presiede l'organo politico-amministrativo più importante della città, il Consiglio comunale.

Miranda, rieccoci un anno dopo. Cosa l’ha spinta a candidarsi nuovamente?

Cosa mi ha spinto? Semplicemente penso che chi ha voglia di fare debba prodigarsi per il proprio territorio.

Come?

Partendo da Foggia, perché abbiamo una provincia estesa ma che dipende in maniera diretta e inscindibile dalla città capoluogo. Approfitto di questo spazio per tranquillizzare i miei elettori: io Foggia non la lascio e assicuro che da consigliere regionale il mio impegno sarà quintuplicato. Mi auguro per questo che i cittadini vogliano ancora onorarmi del loro consenso.

Oggi ricopre un ruolo importantissimo, quello di presidente del Consiglio comunale. Spesso l’abbiamo vista difendere e rivendicare il suo operato.  E’ soddisfatto?

Sì, ho lavorato in un certo modo alla presidenza del Consiglio, dando un’accelerazione incredibile, che non c’era stata negli ultimi anni (abolizione del messo comunale, l’informatizzazione, la riduzione delle commissioni, la diretta streaming del consiglio comunale). Tanto è vero che ‘La Repubblica’ – che non è un giornale a me vicino dal punto di visto politico – ha dovuto ammettere che il Consiglio comunale di Foggia è uno dei più virtuosi d’Italia.

Presiede l’organo politico-amministrativo più importante della città e rappresenta anche oltre 7mila foggiani che un anno fa le hanno dato questa fiducia. Pensa di poter bissare il successo del 2014 o quantomeno di avvicinarsi a un risultato importante?

Me lo auguro, anche perché i cittadini continuano ad avere un affetto nei miei confronti molto importante.

Ma sono due competizioni differenti

Sì, alle Comunali c’erano 32 candidati, oggi sono solo. Detto questo, il gruppo della lista Miranda sindaco ha tenuto, e bene. C’è, e sta dando una mano. Faccio la campagna elettorale porta a porta e i comizi, come nessun altro.

Quindi, è fiducioso?

Credo in una buona risposta. Se così non fosse significherà che dovrò rivedere qualcosa.

E’ tornato in Forza Italia, praticamente a casa sua. Secondo lei, divisioni e spaccature – vedi Fitto-Berlusconi – incideranno e in che maniera?

Sono tornato in Forza Italia perché chiamato dal presidente Berlusconi. Intravedo un nuovo corso. Da un punto di vista elettorale questa spaccatura qualche problemino lo ha creato, però credo che sia un’occasione unica e irripetibile per eliminare quella gente che ha massacrato la politica del centrodestra in questi ultimi anni.

Ribadisce quindi che ha corso il rischio di non essere candidato?

Chi governava il partito a livello regionale non è che avesse tanto interesse nei miei confronti. Non mi avrebbero mai candidato. Se non ci fosse stato questo intervento diretto di Berlusconi, questo commissariamento, Forza Italia sicuramente non mi avrebbe candidato. Poi me l’ha chiesto anche Cattaneo.

Che ruolo avrà Miranda nella nascita del nuovo Partito Repubblicano?

Sono stato onorato di essere stato citato più volte in moltissimi quotidiani nazionali - anche su Sky news - come uno dei 6/7 che dovranno ricostruire il partito dei repubblicani.

Torniamo all'argomento Regionali. Il centrodestra sfida se stesso e anche il colosso Emiliano. Stante la situazione dell’elettorato un po’ confuso, qual è la vera sfida?

L’elettorato deve capire che al netto dei presidenti che possano alternarsi, ciò che conta è eleggere una classe dirigente che faccia veramente gli interessi del territorio. Con la riduzione da 13 a 8 il potere del consigliere regionale è ancora maggiore. La sfida deve essere quella di eleggere persone oneste, capaci, che abbiano voglia di fare, che siano giovani, e che nello stesso tempo abbiano qualcosa da dire e da dare.

Un po’ di esperienza non guasterebbe

Appunto, io l'ho acquisita negli anni. A 28 anni e mezzo ero consigliere comunale, presiedo l’AQV da dieci anni, il Consorzio Capitanata Evviva che racchiude 36 realtà associative, ho preso 7mila voti e l’8% da candidato sindaco, siamo stati determinanti al ballottaggio dopo dieci anni pessimi di centrosinistra, faccio il presidente del Consiglio comunale a Foggia. Altri invece sono alla prima esperienza politica, un lusso che non ci possiamo permettere. Non andremo a governare l’ultimo paesino di una valle desolata.

E’ stato uno dei primi ad annunciare la candidatura, è vicino al mondo dell’associazionismo, a chi si mobilita e lavora per migliore Foggia. Detto questo, c’è chi sostiene anche che lei abbia una visione un po’ leaderistica del partito e delle cose. E’ così oppure no?

Chi fa politica è come un abito che sta in vetrina, chiunque passa dice la sua. I fatti dicono il contrario perché nell’Associazione Qualità della Vita ho dato sempre spazio a tutti, e c’è ampia democrazia nella rete delle trentasei associazioni di 'Capitanata Evviva'.

Che poi probabilmente, vista dall’altro lato, è una considerazione che può essere letta come un pregio se è vero, ad esempio, che il centrodestra sia in cerca di un leader

Si, assolutamente, tant'è che Berlusconi mi ha chiamato anche per questo. Il problema di Forza Italia di qualche anno fa sta proprio nel fatto che era retto da omuncoli che non avevano capacità e che avevano tutt’altra intenzione che far emergere qualcuno

Quindi ben venga il lavoro di Vitali

Assolutamente, ha gestito alla grande un momento drammatico. Gli devo tanta gratitudine perché ha creduto in me. A livello nazionale ci saranno altre esclusioni illustri, non è finita qui.

Si sente pronto a rappresentare in provincia di Foggia il nuovo corso di Forza Italia?

Mi candido ad essere un rappresentante del centrodestra, poi nel caso in cui dovessero ritenermi capace, meglio.

Anche perché in futuro si potrebbero aprire altri scenari e altre possibilità di candidatura

Ma certo, si apriranno. Non è che l’inizio. Vedremo, speriamo, se lo meriterò…

Miranda, lei si avvale della forza del civismo e dell’associazionismo, ma non dell’appoggio di consiglieri ed assessori di cui ad esempio gode la Di Donna. Poi sfida Gatta, che cinque anni fa prese migliaia di preferenze. Più che una sfida questa è una montagna da scalare

Il sindaco di Foggia, a cui mi lega un rapporto di grande cordialità, si è speso in prima persona per la cognata mobilitando tantissimi consiglieri e assessori comunali, mentre Gatta è consigliere uscente. Però credo che il primo giugno avremo delle belle sorprese, io sono convinto di questo. La cosa che conta è avere il rapporto con la gente.

Ma è o non è una montagna da scalare?

Sì, ma anche il Comune lo era. Non mi sono mica fermato al primo gradino e alla fine abbiamo vinto. La cosa che posso dire è che i sondaggi sono buoni e che abbiamo lavorato tanto come gruppo. Vediamo il primo giugno chi salirà sulla vetta della montagna. Rispetto a Di Donna e Gatta ho fatto una scelta diversa, come avevo fatto anche alle Comunali. La prima volta mi ha detto bene, chissà che non mi porti bene anche questa volta.

Che risultato si aspetta dalla Provincia?

E’ la mia prima volta in Provincia, il che mi penalizza. Però nell’ultimo mese ho incassato il sostegno di tanti amministratori che non conoscevo e che mi hanno contattato. Evidentemente mi ha aiutato il fatto di essere un punto di riferimento nella costruzione del partito a livello nazionale

Se Miranda dovesse vincere lascerebbe la presidenza del Consiglio?

Vedremo perché la gente mi ha mandato al Comune di Foggia per cercare di migliorare le cose e io in pochi mesi ho dimostrato di poterlo e di saperlo fare. Si può fare tutto nella vita, la giornata è di 24 ore, non mi spaventa mica lavorare.

In questa campagna elettorale sono mancati i contenuti e anche le soluzioni ai problemi. Tutti però promettono di assicurare il proprio impegno per la Capitanata. Come giudica l’operato dei consiglieri regionali uscenti?

Abbiamo 13 consiglieri regionali che hanno lavorato molto male, di alcuni non ricordo il nome. Basti pensare alla questione vergognosa dell’aeroporto e del comparto agricolo in crisi. La colpa è di questi tredici consiglieri regionali foggiani che in questi anni non hanno fatto nulla per il nostro territorio, che hanno scaldato la sedia, che si sono occupati di tutto tranne che del bene comune. Avevamo due assessori, al Bilancio e alla Sanità, della provincia di Foggia: cosa hanno fatto questi signori? Dovrebbero avere la compiacenza e la decenza di andarsene a casa. Questa è la verità.

Quali sono i temi da portare a Bari per la Capitanata?

Abbiamo due industrie: l’agricoltura e il turismo (balneare, archeologico, enogastronomico, religioso) che sarebbero sufficienti a fermare il problema della fuga di cervelli. Quindi anche le infrastrutture, il Gino Lisa su tutti.

Chi è l’avversario da battere?

L’avversario da battere è l’astensionismo, i delinquenti che fanno politica per fare i fatti loro, la sfiducia dei cittadini rispetto alle istituzioni e alla politica, la corruzione…

Perché dovrebbero votarla?

Perché sono una persona che si è fatta da sola, non mi sono mai cullato sugli allori e non mi sono arreso quando mio padre ci ha lasciati, non mollo mai. La mia esperienza politica è fatta di buoni risultati e di grandi valori, di tanta gente che è qui, che vorrei mi votasse perché sono una persona onesta, come da tradizione familiare. A questo punto vorrei raccontare un episodio che riguarda mio padre, che nel 1986, da primo assessore provinciale all’Ambiente, si è dimesso dopo soli 6 mesi perché – riporta mia madre – “volevano farmi fare l’unica cosa che non so fare: rubare”. Il figlio è uguale: esperienza, competenza, onestà.

Anche questa volta dedicherà l’eventuale vittoria a suo padre?

Sempre a papà, certo che sì. Non c’è un momento della mia giornata in cui io non pensi a mio padre, se mi soffermo a pensare alla sua assenza mi viene da piangere. Come potrei dedicarla a qualcun altro?

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