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Emiliano e Buonarota

Emiliano e Buonarota

INTERVISTA | Buonarota pronto a firmare l'impresa: "Il mio partito resta il popolo"

Luigi Buonarota è candidato al Consiglio regionale nella lista 'Popolari' a sostegno di Michele Emiliano. Il suo motto: "Non siamo tutti uguali"

1510 preferenze e "280 voti nulli" alle scorse elezioni comunali, la gente, la sua storia, gli amici: questi gli elementi sui quali punta Luigi Buonarota per tentare la scalata a via Capruzzi. Candidato nella lista 'Popolari', il socialista e capogruppo in Consiglio comunale di 'Lavoro e Libertà' si dice pronto a firmare l'impresa, perchè crede fortemente che i votanti "non siano tutti uguali".

Da ‘Prendiamoci tutto, Adesso’ a ‘Non siamo tutti uguali’. Dalle Comunali alle Regionali. Buonarota, cosa l’ha spinta a candidarsi?

Ho conosciuto Michele Emiliano grazie a Francesco Miglio, a cui avevo dato la mia preferenza in occasione delle elezioni provinciali. (quando avevo già rotto con Socialismo Dauno). Con Emiliano abbiamo avuto un incontro e nei giorni successivi abbiamo strutturato la candidatura.

Come spiega invece il successo delle Comunali?

Il successo ottenuto con 1800 preferenze, tra voti validi e non, è stato il frutto di una campagna elettorale semplice, fatta con il cuore, non promettendo posti di lavoro, non pagando alcuna cena e non comprando voti. Con questo modo di agire, ma anche grazie a questa linearità di condotta tracciata in passato dalla mia famiglia, siamo pervenuti a un risultato storico per la città di Foggia.

Lei crede di poter bissare il successo delle Comunali o comunque di ottenere un buon risultato?

Devo riconoscere che ho tante persone attorno a me, che come me si sentono candidate. Poi,  c’è lo stesso stile messo in campo alle Comunali.

Quindi?

Quindi mi auguro che la stessa forza – e la sento – mi faccia ottenere un risultato forte su Foggia da implementare con i voti che prenderò in Provincia.

Lei è candidato con i ‘Popolari’. Non le dispiace non aver potuto gareggiare in un’altra lista?

Dispiaciuto no.

Ma era destinato ad un'altra lista

Sì, secondo le direttive di Michele Emiliano ero destinato a una candidatura nella lista ‘Emiliano per la Puglia’. Poi la lista non è stata composta in modo che potesse maturare la possibilità di eleggere un consigliere regionale. Ragion per cui chiesi ad Emiliano di potermi giocare diversamente le mie carte e di destinarmi ad altra lista.

Va anche detto che lei è stato uno dei primi ad anticipare la candidatura, ma uno degli ultimi ad inaugurarla. Nel mezzo Emiliano ha ripreso il motto ‘Non siamo tutti uguali’ riadattandolo alla formula ‘I politici non sono tutti uguali’. E' più orgoglioso o geloso di questo?

Orgoglios. A lui piacque molto quando glielo dissi la prima volta. 'Non siamo tutti uguali' è un motto che dovrebbero far proprio tutti i politici perbene. Emiliano sente più di me l’essere diverso dagli altri.

Questa frase significa anche voler prendere le distanze dal PSI?

Io sono diverso da chi conduce la politica in maniera malsana, a prescindere dal colore politico. Credo che quando c'è lealtà, sincerità, voglia di fare da persone perbene, non c'è partito che tenga. Il mio partito, sicuramente è di centrosinistra, ma resta sempre il popolo.

Ha sempre rivendicato la sua anima socialista. Non le fa un po' strano non poter godere dell'appoggio - a livello ufficiale - del partito, nonostante l'exploit delle Comunali?

Sono stati scelti due referenti, uno candidato nel Partito Democratico, l'altro nella lista di Emiliano. In realtà di candidati socialisti siamo quattro, che andremo a testare il tessuto di Capitanata socialista. A chi ci legge posso ricordare che andavo a vendere l'Avanti con mio padre, quando però esistevano i partiti.

Perchè oggi non esistono?

Oggi sono svaniti nel nulla

Quindi perchè il PSI non ha scelto lei?

Lo deve chiedere a loro. Io ho avanzato la mia candidatura prima degli altri, a prescindere dagli accordi e da chi mi volesse aiutare. Sono partito armato della voglia di fare, della mia esperienza e soprattutto del mio essere perbene. Chi voleva stare con me doveva seguirmi.

Ammesso che il 31 maggio i Popolari raggiungano il 4%, c'è chi sostiene che il suo sia stato un assist a Napoleone Cera

Il più forte, brillante, persuasivo e performante arriverà primo. La lista maturerà un solo eletto e me la gioco con gli altri sette candidati. Sicuramente Foggia avrà il suon consigliere regionale anche grazie alla mia candidatura.

Che risultato si aspetta dal resto della provincia?

Non lo so, so soltanto che ci sto mettendo tanto impegno, tanto coraggio e disponibilità nell'ascoltare la gente.

Sembrerebbe che vadano di moda le cene elettorali, mentre Lei ha portato la gente al Domus, tra musica, cabaret e balli. Come mai questa scelta?

Ho voluto stare vicino a persone che non conoscevo, amici di amici. Volevo parlare a loro in un giorno conviviale dove non si mangiava nulla e chi voleva bere pagava. Mettevo a disposizione Uccio De Santis e i Senza Resa, mentre io ho fatto un intervento di circa 20 minuti perchè avvertivo la necessità di parlare ai miei elettori e a un altro mondo.

Va detto però che in questa campagna elettorale sono mancati i contenuti e anche le soluzioni ai problemi. Tutti però promettono di assicurare il proprio impegno per la Capitanata. Come giudica l’operato dei consiglieri regionali uscenti?

Parlano i fatti. C'è una classe dirigente che non ha fatto il proprio dovere al 100%. Personalmente non penso di essere il salvatore della patria ma ci metteremo passione e forza per affrontare le situazioni che ci riguardano.

Quali ad esempio?

Ad esempio l'aeroporto

Secondo lei è questione di capacità o di volontà?

E' questione di attaccamento al territorio. Foggia è composta da un 30% che la ama e che rispetta le regole, ma da un restante 70% di persone disattente che vivono nell'anarchia, nell'arroganza e nella presunzione più totale.

E lei  si rivolge anche a quel 70%?

Dobbiamo conquistarlo, anche se non sarà facile. La politica deve porre in essere un percorso pedagogico e di recupero, anche duro e di scelte impopolari. Bisogna essere rigidi, altrimenti, Foggia e questo territorio non si salveranno più.

Quali sono i temi da portare a Bari per la Capitanata?

La rete viaria è una cosa essenziale, ma anche l'aeroporto. Ricordo ai lettori, elettori e soprattutto a me stesso che L'Alenia circa dieci anni fa perse una grande commessa per problemi legati alle infrastrutture, favorendo di fatto la costruzione dello stabilimento dell'azienda a Grottaglie. Dobbiamo crederci, ma il punto di base resta l'affezione al territorio.

A proposito di avversari, avrà sentito la querelle PD-Liste Civiche-Noi a Sinistra in Puglia. Secondo Buonarota qual è invece il vero avversario da battere?

Non ci sono avversari perchè Michele Emiliano secondo me ha vinto la campagna elettorale alle primarie. Bisogna però mantenere la coalizione salda. E su questo Emiliano ha polso fermo e saprà come fare.

Come giudica il suo operato da consigliere comunale di opposizione?

Mi dicono che stia facendo bene, compresa la mia opera di sensibilizzazione al cospetto di un'amministrazione abbastanza cieca. Sto svolgendo la mia attività con grande dignità, orgoglio e senso di responsabilità

E il giudizio su Landella?

Lo stimo, ma politicamente no. In questa città c'è una giungla totale.

Qual è il consiglio che gli darebbe?

Di vivere un po' più la realtà e di sognare di meno. Di essere più chiaro con la gente, di fare anche scelte impopolari, ma fatte bene

Perchè il 31 maggio i foggiani dovrebbero votarla?

Perchè dietro quel 'Non siamo tutti uguali' vi è una storia, un contenuto. Perchè Luigi Buonarota ha messo il proprio numero telefonico su 50mila brochure, perchè fa politica per dare tantissimo e per ricevere l'amore della gente. Buonarota va votato anche per tutte quelle attività che mette in campo con onestà e trasparenza.

La lettera agli elettori contiene frasi molto significative. Vuole spiegarcele?

C'è un detto indiano che ho riportato sulla lettera di invito al voto, vale a dire che "la terrà non è un'eredità ricevuta dai nostri padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli" e una frase di Einstein, e cioè "che il mondo è un posto pericoloso non a causa di quelli che fanno male, ma a causa di coloro che stanno a guardare ma senza far niente". Rimobcchiamoci le maniche, andiamo avanti e non giriamoci dall'altra parte.

A chi dedicherà l'eventuale vittoria e perchè?

A mio padre (Buonarota si commuove e non riesce a trattenere le lacrime)... perchè ha sempre creduto in me. Mi mancano le parole, ma è la persona che mi sta dando tanta forza e mi porterà alla Regione Puglia.

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