Intervista | Rizzi : "Trasformismo sfrenato, Emiliano dovrà tener conto della Sinistra"

Domenico Rizzi, coordinatore di Sel in provincia di Foggia, traccia un bilancio della campagna elettorale e del futuro del centrosinistra in vista delle elezioni regionali del 31 maggio

Domenico Rizzi

Alle elezioni Regionali del 31 maggio prossimo non comparirà il simbolo di Sel, Sinistra Ecologia e Libertà. Il partito di Nichi Vendola è confluito nel progetto di 'Noi a sinistra per la Puglia', lista che sosterrà il candidato di centrosinistra Michele Emiliano. Domenico Rizzi, coordinatore provinciale di Sel, illustra a FoggiaToday il progetto e gli scenari futuri del suo partito. 

Che campagna elettorale è stata?

“Una brutta campagna elettorale. Priva di contenuti. Solo buoni propositi che non si realizzano. Siamo preoccupati per il forte astensionismo che può influire sull’elezione di un presidente di una delle Regioni più avanzate d’Italia. E, oltre all’astensionismo, stiamo assistendo a un trasformismo sfrenato”.

Allude anche alla coalizione di cui fa parte Sel?

“Certo. Il nostro partito non si è presentato con il proprio simbolo per inserirci in un discorso più ampio di centrosinistra. All’interno della nostra coalizione emerge sempre di più il tentativo di attuare il progetto renziano del Partito della Nazione. Tanto è vero che Emiliano sostiene che non ci sia alcuna differenza tra le liste civiche e quelle del PD. Ma lo sanno Damone e Di Gioia che sono del Pd? Per cui noi siamo l’ultimo baluardo della Sinistra. Tanto è vero che sulla scuola noi siamo l’unica forza del Parlamento che sta facendo una battaglia per salvaguardare il lavoro non solo di Sel, ma di tutto quanto fatto a livello regionale”.

A proposito della vostra lista “Noi a sinistra per la puglia”. Quali criteri vi hanno portato alla scelta dei candidati?

“Insieme a Guglielmo Minervini e a Dario Stefàno, abbiamo raccolto disponibilità. Abbiamo Pino Lonigro che viene da un’esperienza decennale come consigliere regionale, Giovanni Cera che viene dal Pd ed è molto impegnato nel mondo agricolo, Antonio Angelillis che è stato assessore a Manfredonia e che da anni ha abbracciato il nostro progetto, Michele Iatarola che ha esperienze nel sindacato, Michele Augello che rappresenta il territorio del Gargano, la protezione civile, le emergenze, Rita Saraò da sempre impegnata per i diritti le donne e Carmela Tartaglia, che – anche se è alla sua prima esperienza politica, è da sempre impegnata nel sociale. Il nostro non è un cartello elettorale, ma un progetto politico che va oltre il 31 maggio. L’obiettivo è raccogliere intorno a noi quelle caratteristiche peculiari, buone prassi, le esperienze dei compagni Dario Stefano e Minervini e del buon governo Vendola. Perché io credo che Emiliano stia guardando oltre.”

Cioè?

“Guarda oltre la Puglia perché la sua ambizione lo proietta evidentemente a Roma, che è il suo vero obiettivo”.

C’è un candidato su cui puntate, un po’ come accadde cinque anni fa con Sannicandro?

“La storia non si ripete. Ci auguriamo di conquistare un seggio in consiglio regionale e di rappresentare al meglio questo territorio. Non ci sono direttive che ci inducano a votare per l’uno o per l’altro candidato. E’ il progetto politico ad avere la priorità”.

Nella sua lista c’era Carmela Cenicola, sorella di Vincenzo, condannato a 8 anni di carcere per l’omicidio di Fabrizio Pignatelli. Eravate a conoscenza della sua situazione?

“Non intendo strumentalizzare l’accaduto. La candidatura della Cenicola ci è stata proposta dai lavoratori di Sanità Service. L’abbiamo accolta. Certo non abbiamo mai richiesto la fedina penale. Però l’intervento del partito e della candidata -  che si è immediatamente ritirata, dichiarando pubblicamente di voler querelare ‘La Repubblica’ – ha fatto chiarezza ed abbiamo dimostrato entrambi senso di responsabilità. Tanto è vero che lei sostiene di non essere mai stata condannata. Ripeto che comunque non eravamo al corrente della sua situazione familiare. 

Ma accertando la sua estraneità dai fatti, si poteva trovare un modo per candidarla ugualmente oppure la situazione sarebbe comunque stata scomoda?

“Tutto poteva essere fatto. L’importante è sapere le cose prima. Sicuramente siamo stati superficiali nel non valutare attentamente alcuni aspetti dei candidati. Se avessimo saputo prima, avremmo potuto gestire diversamente la situazione ed avremmo anche potuto decidere di candidarla per ciò che rappresentava come lavoratrice e come donna. Ma il fatto di non sapere ha cambiato la situazione. E’ chiaro che a quel punto devi correre ai ripari ed è apprezzabile il fatto che la candidata abbia scelto di difendere degnamente la propria persona, la propria famiglia e la propria moralità nei luoghi deputati”.

Può esserci dunque la possibilità che in futuro rientri nel vostro progetto politico?

“Se lei si riferisce al ruolo che Carmela Cenicola aveva in Sanita Service, ripeto: noi vogliamo salvaguardare quella esperienza positiva che ha dato dignità a tanti lavoratori della provincia di Foggia. Mi sto riferendo all’internalizzazione dell’azienda. Perché negli ultimi tempi, il centrosinistra sulla Sanità Service sta balbettando. Chi meglio di una esponente di quel mondo, poteva rappresentare quella categoria? Abbiamo accolto quell’istanza”.

Quali sono gli scenari futuri di Sel?

“Sono condizionati dal risultato del 31 maggio in Puglia e nel resto d’Italia. Non abbiamo presentato da nessuna parte il simbolo di Sel. Auspichiamo che un buon risultato possa mettere insieme tutte le forze che costituiscano una Sinistra unitaria. Ci auguriamo che il risultato ci premi non solo in Puglia ma in tutta Italia. Quindi ad Emiliano dico che non siamo noi il nemico. Probabilmente ci reputa tali perché a destra non esiste un reale competitor.

La lista a Cerignola è stata ricusata, che cosa è successo?

“Siamo stati incapaci di presentarla. Bisogna essere onesti ed ammettere i propri errori. Cosa che non è mai successa nel passato”.

C’è qualche responsabilità in particolare?

“Innanzitutto la mia. Generalmente non scarico responsabilità sugli altri. Sono semmai gli altri che se le devono prendere. Ciò però non deve e non può pregiudicare la vittoria di Tommaso Sgarro che riteniamo l’unico in grado di rivoluzionare una città che ha grandi meriti e onori come Cerignola. E’ una persona per bene, pulita e gli daremo tutto il nostro supporto”.

La domanda viene spontanea, cosa ne pensa del fenomeno Bevilacqua?

“Preoccupante, ma non sono meravigliato. Siamo in una fase di antipolitica. Mi dicono che al suo comizio ci fossero 7mila persone. Molti erano sicuramente lì per curiosità, ma mi hanno riferito che nemmeno la festa patronale contenesse in piazza così tanta gente. La vera politica non è questa. E credo che la vera politica sia l’ultimo e unico baluardo di democrazia che la Costituzione ci continua a donare dopo settant’anni”.

Emiliano alla presentazione della candidatura di Clemente disse che è sua intenzione inglobare moderati e comunisti “pentiti”. E’ possibile mantenere un equilibrio in un gruppo così politicamente eterogeneo?

“Ribadisco il concetto di prima. Evidentemente Emiliano vorrebbe ricreare sul territorio il partito della Nazione ma non è possibile, a mio avviso, inglobare moderati e comunisti pentiti come dice lei”.

Ma Vendola scelse Di Gioia come assessore…

“Certo. Per ristabilire gli equilibri interni alla maggioranza, perché spesso nell’approvazione – ad esempio - dei bilanci mancava il numero. In una strategia più ampia, questa potesse essere una soluzione possibile. Ma oggi questi personaggi sono candidati con Emiliano e non certo con noi. Da anni siamo forza di governo ed oltre ad aver amministrato la regione abbiamo governato comuni, abbiamo in campo molti amministratori - tanto è vero che io stesso mi sono misurato in competizioni elettorali”.

Ma, ipotizzando una vittoria di Emiliano, è possibile mantenere una maggioranza solida ed equilibrata?

“Ne dubito. Perciò insistiamo affinché la gente vada a votare e voti per noi: perché più rappresentanti porteremo in consiglio regionale, più Emiliano dovrà tener conto di questa Sinistra che nasce dalla Puglia

L’avversario di Emiliano è dunque se stesso? Battaglia già vinta?

“Certamente Emiliano vincerà. Dobbiamo vincere bene, trovando il giusto equilibrio, sperando che le forze di sinistra emergano in maniera visibile per continuare il buon governo di Vendola, completandolo e migliorandolo”.

A proposito di Vendola, nel suo comizio in Piazza Cesare Battisti, Giorgia Meloni ha dichiarato che lui, Emiliano e Renzi sono esponenti della stessa sinistra, che poi non è la vera sinistra. Cosa ne pensa?

“La Meloni si metta d’accordo con se stessa, visto che quello che predica a Roma non è quello che attua a Foggia. Parla due lingue: critica Alfano a Roma e fa gli accordi con lui in Puglia. Non può dare lezioni di buona politica”.

“E’ possibile un dialogo con i 5 stelle”

“Anche loro sono in difficoltà rispetto al passato. Gli imputo una responsabilità: non essersi “sporcati le mani”. Nel senso che devono essere capaci di assumersi responsabilità di governo: è molto facile puntare il dito contro l’avversario. Ma bisogna che tengano conto che - per ogni dito puntato se ne trovano tre contro. Credo che debbano riflettere, hanno già perso molti parlamentari. Non è così che si amministra”.

E di Salvini che cosa pensa?

“Non oltrepasserà il Rubicone. Noi del Sud abbiamo un’identità storica, una cultura che non ci lega a loro. Tanto è vero che Salvini ha un passato politico poco trasparente che non gli consente di darci lezioni”.

E sulle parole sue e della Meloni contro i centri sociali?

“Era certo che le politiche leghiste non avrebbero fatto breccia in Capitanata. Infatti le loro ‘apparizioni’ in Capitanata non hanno sortito particolari manifestazioni di giubilo o radunate oceaniche. Il pensiero di Salvini ci è lontano culturalmente, anche perché, ripeto, la sua è una storia oscura. Come possiamo non dimenticare la cattiva politica della lega negli ultimi 20 anni? O dobbiamo ricordarla solo per le mutande verdi, i diplomi comprati all’estero, il “Trota”? Sono cose rivoltanti, e non è vero che si tratta di storia passata. Lui appartiene proprio a quella, di storia. E certo non possiamo dimenticare quando volevano dividere l’Italia con il federalismo. Quindi altro che centri sociali! Credo proprio che sia molto diverso rispetto ad aprire un dialogo con i 5 Stelle”. 

Come si combatte l’astensionismo?

“Con la buona politica. Una parola molto grande che abbiamo demolito nell’ultimo ventennio”

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