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Giorgia Meloni (ph. Roberto D'Agostino)

Giorgia Meloni (ph. Roberto D'Agostino)

La Meloni a Foggia rilancia la destra: "Nostro percorso fondato sulla coerenza"

Il presidente di Fratelli d'Italia sostiene la candidatura dell'oncologo barese "Unico vero antagonista di Emiliano", e attacca Berlusconi e la Poli Bortone, responsabili della frattura nel centrodestra. Poi l'affondo su Renzi: "Bonus pensioni una 'sola'"

L’incendio di Fiumicino ha ritardato il suo comizio di oltre un’ora e mezza, ma non ha stemperato il vigore delle sue argomentazioni. Giorgia Meloni ha fatto tappa ieri a Foggia in una piazza Cesare Battisti gremita sì, ma non pienissima come vorrebbero sostenere le più ottimistiche delle stime. Un intervento di un quarto d’ora nel quale il segretario di Fratelli d’Italia ha inteso sostenere la candidatura di Schittulli, la più autorevole e competitiva, l’unica in grado di battere davvero Emiliano. Un pensiero corroborato dall’atteggiamento dello stesso ex sindaco di Bari, che in più di un’occasione ha parlato bene della Poli Bortone non citando l’oncologo: “Se penso che un avversario è competitivo non lo dichiaro. Se lo dichiaro vuol dire che non lo considero competitivo”. Da queste elezioni parte il percorso di ricostruzione della destra. Un percorso difficile, ma che vuole “fondare la propria esistenza sul principio della coerenza”. Una politica che parta dal basso, che cerchi il contatto con le piazze, che non abbia paura: “Non temiamo di guardare la gente negli occhi, né di quattro figli di papà che giocano a fare i rivoluzionari”, con palese riferimento ai centri sociali. Non chiude però le porte a Fitto, alleato di Fdi alle Regionali nella coalizione a sostegno di Schittulli: “Tutti sono dei potenziali interlocutori ma noi seguiamo il nostro percorso. Chiunque voglia ricostruire un centrodestra coerente e competitivo è un nostro interlocutore. Il Partito moderato di Berlusconi? Ci ha già provato e non mi sembra sia andata benissimo”. La Meloni ne ha per tutti, dai competitor del centrodestra, incapaci di evitare una frattura figlia delle guerre interne, e nel caso della Puglia “Frutto del Patto del Nazareno”, passando per chi ha governato la Puglia negli ultimi dieci anni “incapaci di dare risposte ai cittadini” su alcuni problemi gravi come il caso Xylella

RENZI E LE BANCHE – E’ il premier Renzi il soggetto sul quale punta il mirino il segretario di Fdi. Un premier simbolo di una sinistra “amica delle lobby, delle banche, che massacra l’economia reale per privilegiare quella virtuale”. Sulle pensioni e sull’agricoltura si sofferma in particolare il pensiero della Meloni: “La sentenza della Corte Costituzionale è un po’ una nostra vittoria. Quando durante il governo Monti bloccò il prelievo sulle pensioni d’oro, noi chiedemmo come mai non fosse altrettanto incostituzionale bloccare l’adeguamento per le persone comuni che per 40 anni si sono pagati i contributi. Renzi ora, parla di bonus pensioni, ma a casa mia si chiama ‘sola’ “. Diciotto miliardi (nella stima più esosa) di rimborsi che secondo il segretario di Fdi sarebbero facili da trovare magari attingendo ai 17 miliardi di sconto fiscale per le banche disposti nella Legge di Stabilità del Governo Letta. “Un governo normale abolirebbe quello sconto e darebbe i soldi ai pensionati”.

XYLELLA ED EXPO – Tra le battaglie che l’ex Ministro della Gioventù rivendica, c’è quella a favore degli agricoltori: “Siamo al loro fianco. Dobbiamo difendere il loro interesse, perché l'agricoltura è una delle eccellenze della nostra economia. L'Expo sull'agroalimentare non è stato organizzato per caso, ma per difendere un'eccellenza italiana. Questo governo penalizza gli agricoltori, trattati come ladri a vantaggio della banche. Abbiamo depositato una proposta di legge per l’abolizione dell’Imu sui terreni agricoli. Una tassa ingiusta e inutile. Lo Stato raccoglie 270 milioni di euro all’anno, che in confronto agli 830 miliardi di spesa pubblica sono niente. E’ una cifra che si può recuperare per esempio tassando le società del gioco d’azzardo, perché tra chi produce ricchezze con il sudore della fronte e chi si arricchisce stando fermo a guardare le famiglie che si rovinano, non abbiamo dubbi su dove vadano prese le risorse”. E sul caso Xylella rincara i suoi affondi sul premier Renzi: “Quando la Francia ha disposto l’embargo sui prodotti pugliesi, danneggiando anche i produttori che non sono stati colpiti dal parassita, un bravo governatore avrebbe invitato gli italiani a boicottare i prodotti francesi”.

APPELLO AL VOTO – La sovranità del popolo, da rivendicare ed esercitare alle urne. La chiosa finale del suo intervento, Giorgia Meloni la dedica ai cittadini: “Dobbiamo difendere la nostra democrazia, la nostra voglia di partecipare. E questo lo si fa anche votando alle Regionali. Emiliano, non è diverso da Vendola e Renzi. Sono parte della stessa combriccola. Se si vuole, si può sconfiggere questa sinistra, che poi non è neanche la vera sinistra. Se decidiamo che la Puglia sia guidata da Schittulli, vincerà Schittulli. La sua è l’unica candidatura possibile in grado di battere Emiliano, diffidate dalle imitazioni (stoccata alla Poli Bortone, ndr)”. 

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