Emiliano: "Trasformismo? Le liste del PD sono tre". Clemente? "Resta nel partito"

Emiliano: "La sua candidatura è stata chiesta da me, autorizzata dalla direzione della segreteria regionale". Clemente: "Risponderemo con il consenso e la forza elettorale ottenuta in questi anni".

Emiliano e Clemente

Il caso Clemente si è ufficialmente chiuso nella giornata di ieri, quando presso il comitato elettorale del candidato consigliere, Michele Emiliano ha chiarito una volta per tutte la questione, il tutto però rispettando le regole dello statuto del partito. “Ringrazio Sergio per la saggezza con la quale ha aiutato me e il Partito Democratico a risolvere una situazione particolare. La direzione provinciale aveva esercitato le proprie prerogative, ma alla luce della riforma elettorale che riduce a 50 il numero di rappresentanti di un Regione che vanta oltre 4 milioni di cittadini, si rischiava di perdere un rappresentante dalla personalità forte come quella di Clemente”.

E’ stato dunque il segretario regionale del Pd a proporre la candidatura di Clemente nella lista 'Emiliano il Sindaco di Puglia', una delle due civiche, che l’ex sindaco di Bari definisce “le altre due liste del Partito Democratico”. Clemente resterà saldamente al suo posto nel partito, a differenza di quanto affermato dal segretario comunale Rauseo. “Ho rassicurato Sergio – rincara Emiliano -  perché ci tiene al suo ruolo nel PD, non si sarebbe mai candidato contro il suo partito. Il partito nel momento in cui ha capito che non avrebbe potuto di rappresentare nella sua lista tutti quelli che avrebbero avuto il diritto di candidarsi, ha prodotto altre due liste che oltre alla società civile include anche quelle personalità che non avrebbero potuto candidarsi nel PD. Sergio ha accettato di candidarsi nella mia lista, secondo le regole dello statuto. La sua candidatura è stata chiesta da me, autorizzata dalla direzione della segreteria regionale. Perfettamente in linea. Continua a militare nel Parito Democratico, pur avendo consentito a noi di risolvere il problema accettando la candidatura nella lista del candidato presidente”.

Sul trasformismo di certi candidati chiarisce: “E’ una balla colossale. Quando al sud le cose vanno bene, c’è sempre qualcuno dal nord che si diverte a sporcare quello che facciamo. Su 400 candidati solo due provengono da esperienze con il centrodestra. Uno dei due ha militato in Forza Italia al comune di Molfetta, ma ha un passato da socialista (riferimento a Tammacco, ndr). Molfetta è patria del socialismo e noi gramscianamente abbiamo ripreso l’egemonia ricucendo i pezzi della sinistra, e riavvicinando persone che una sinistra radicale aveva spinto verso Forza Italia”.

Emiliano poi tende la mano al Movimento 5 Stelle, aprendo a una collaborazione nel caso in cui i grillini dovessero riuscire ad arrivare secondi, e strizza l’occhio al cattolicesimo democratico “Non ha senso che quelle persone stiano insieme ai postfascisti o con Salvini. Il Pd nasce per stare insieme ai cattolici e ai comunisti ‘pentiti’, la testimonianza che quando si deve, bisogna abbracciare il modello che più si avvicina alla nostra idea di politica. Questo ha determinato la composizione di liste dove ci sono personalità straordinarie come l’ex prefetto di Bari e Foggia”.

E alla sinistra di Tsipras che ha contestato la candidatura di un ex missino risponde: “Si parla di un candidato che da oltre vent’anni milita nell’udc. Non debbo rispondere dell’origine politica di ogni singolo candidato. Tsipras in Grecia governa insieme a un partito di estrema destra. Questa è la doppia morale della sinistra, la ragione per la quale prima perdeva sempre le elezioni. Da quando credo di aver unificato la morale, siamo più credibili anche per chi pensava che non fossimo in grado di governare”. Ultima stoccata al sindaco di Molfetta Natalicchio a proposito di Tammacco: “Si dia una calmata, ed eviti di trasformare una vicenda paesana in una situazione di risonanza nazionale”.

Una nuova opportunità per Clemente, che ringrazia Emiliano e fa anche autocritica: “La candidatura testimonia un affetto e una stima nati successivamente, forse anche per causa mia, per qualche mancanza nel relazionarmi con maggiore frequenza, che ha determinato delle incomprensioni. Sono abituato a far nascere delle opportunità dalle difficoltà. Accolgo con entusiasmo questa candidatura”.

Clemente godrà del supporto dell’Italia dei Valori, del Partito del Sud e di altri movimenti associazionistici, e chiarisce anche la sua posizione nel Pd: “Sono e resto un componente della direzione regionale del Pd. Resto nel mio ruolo. Sono nella lista del segretario regionale del Pd. Non potevo non accettare questa richiesta”. Secca la risposta al Pd di Foggia: “Deve smettere di litigare con se stesso. Capitolo candidatura è chiuso. Risponderemo con il consenso e la forza elettorale ottenuta in questi anni”.

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