Regionali Puglia 2015

Candidata “scomoda” si ritira dalle Regionali: è Carmela Cenicola di ‘Noi a Sinistra in Puglia’

Stefàno, Minervini e Ferrara le avevano chiesto di fare un passo indietro pur riconoscendo la sua "estraneità a qualsiasi vicenda giudiziaria". Cenicola: "Ritiro la mia candidatura"

“Ritiri la propria candidatura alla carica di consigliere regionale”. Lo hanno chiesto in una nota congiunta l’on. Francesco Ferrara, il senatore Dario Stefano e l’assessore Guglielmo Minervini, a Carmela Cenicola, sorella di Vincenzo, il ragazzo accusato dell’omicidio avvenuto a Lucera di Fabrizio Pignatelli, il 26enne ferito il 31 agosto del 2011 e morto l’8 ottobre dello stesso anno. La candidata del centro federiciano non ha perso tempo accettando l'invito dei vertici del movimento di ritirarsi dalla competizione elettorale.

Questa la nota con la quale ‘Noi a Sinistra per la Puglia’ poco prima aveva chiesto un passo indietro alla 43enne coordinatrice di un’impresa di pulizia: “Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la famiglia Cenicola erano a noi sconosciute fino a quando non le abbiamo apprese dalla stampa stamattina. Pur restando fermamente garantisti, nel caso di processi in corso e tanto più dinanzi ad una sentenza di assoluzione, riconosciamo una possibile nostra disattenzione nell'aver accettato la sua proposta di candidatura nelle nostre liste.

Carmela Cenicola è estranea a qualsiasi vicenda giudiziaria e tuttavia per ragioni di opportunità non avrebbe dovuto far parte della nostra squadra. Siamo convinti che la politica debba essere sempre la prima a dare il buon esempio, a partire da una rigida selezione dei candidati e delle candidate, anche da un punto di vista della opportunità. La nostra diversità passa anche da questo: dal riconoscere gli errori quando si sbaglia e provare a porvi rimedio immediatamente. 

Affrontiamo questa vicenda nell'unico modo in cui il nostro partito sa fare, con serietà e rigore, chiedendo un atto di responsabilità a Carmela Cenicola: faccia un passo indietro e ritiri la propria candidatura al consiglio regionale pugliese dalla lista ‘Noi a Sinistra per la Puglia”.

Questo, invece, il contenuto della lettera inviata dall'ormai ex candidata al partito: “Un articolo del giornale La Repubblica rischia di essere strumentalizzato a ignobili fini politico-elettorali: denigrare persone che stimo e danneggiare la lista nella quale sono candidata per le imminenti elezioni regionali. Ritiro pertanto la mia candidatura. Chiedo scusa per tale gesto ai miei compagni di lavoro, a quelli che hanno riposto fiducia in me e che tanto si sono adoperati per propormi. Pensavo che l’aver dedicato una vita al lavoro, l’essere uscita indenne da procedimenti penali fossero sufficienti per godere appieno dei diritti civili e per essere degna di rappresentare gli interessi dei lavoratori nelle istituzioni politiche. Devo amaramente constatare che non per tutti è cosi. Resta comunque immutato il mio impegno a difesa dei loro interessi”.

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