Record di voti nel carcere di Foggia, Tomaiuolo: "Una vittoria di civilità"

L'associazione radicale Mariateresa Di Lascia: "Nonostante questi risultati l'esercizio di voto resta un diritto inapplicato"

Carcere

Nel carcere di via delle Casermette hanno votato 154 detenuti, un record se si considera che non era mai successo prima e che il penitenziario di Foggia è risultato secondo soltanto a Catania e a Taranto. Questo è stato possibile grazie all’impegno dell’associazione radicale "Mariateresa Di Lascia", che si è attivata per garantire l'esercizio del diritto di voto ai detenuti.

Prima del voto, Elisabetta Tomaiuolo, segretaria dell'associazione, in collaborazione con la direttrice Mariella Affatato e l’educatrice della struttura,  hanno illustrato la procedura al voto. Su 270 detenuti che hanno presentato la domanda, soltanto 155 hanno potuto esercitare il diritto di voto. I restanti 115 sono risultati interdetti: “Una vittoria di civiltà se si pensa che nelle passate elezioni il numero di detenuti votanti era meno di una decina".

Anche gli agenti dell'ufficio matricole, nonostante siano sotto organico, hanno dedicato il loro tempo per smistare le domande e richiedere ai comuni le dovute certificazioni elettorali. "Certo è loro dovere - dice la Tomaiuolo - ma so che lo hanno fatto con piacere perché uno di loro mi ha detto 'noi e loro siamo la stessa cosa, chi sta dentro il carcere non è considerato dalla società e ne paghiamo tutti le conseguenze'".

Anche nel carcere di Lucera hanno votato 18 detenuti: "Tutto questo, però è stato possibile solo grazie alla disponibilità delle direzioni di Foggia e Lucera, dove abbiamo effettuato delle visite ispettive con l'onorevole Turco” spiega la segretaria dell'associazione radicale foggiana – che aggiunge – “Avevamo sottoposto la questione dell'informazione sul diritto di voto in carcere al Garante regionale dei detenuti Pietro Rossi che ci aveva 'garantito' che si sarebbe interessato alla questione. Non se ne è saputo più
nulla nonostante lo stesso abbia accompagnato una delegazione di Sel, di cui faceva parte anche il rettore dell'università Giuliano Volpe, un paio di settimane prima del voto".

Nonostante i dati di questi istituti, però l'esercizio del diritto di voto, che è disciplinato dalla legge 136 del 1976, resta ancora un diritto inapplicato: secondo i dati del Ministero della Giustizia in carcere hanno votato in 3426, ovvero il 5,2 dei detenuti presenti. Dato in aumento rispetto alle elezioni del 2008 dove si registrò un'affluenza del 2,4%. Solo in Puglia questa volta hanno votato 552 reclusi.

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"Non è un caso che le affluenze più alte si registrino proprio laddove noi radicali abbiamo effettuato le visite ispettive: a Lecce, a Taranto, a Trani e appunto a Foggia - spiega Antonella Soldo, presidente dell'associazione radicale foggiana – Certo, i risultati non sono andati tutti a noi noi, la nostra lista non ha ottenuto nemmeno un seggio, ma andremo avanti con questa battaglia di legalità. Per citare Mariateresa Di Lascia: 'Vogliamo non molto per noi, ma parecchio per il Paese.

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