La nuova sfida di Agostinacchio, candidato al Senato con “La Destra”

Intervista a Paolo Agostinacchio, già deputato ed ex sindaco di Foggia: "Siamo l'anima sociale e politica del centrodestra"

Paolo Agostinacchio

Capolista al Senato con “La Destra” di Storace, Paolo Agostinacchio non ha perso la grinta e la determinazione che lo hanno contraddistinto sin da quando ha mosso i primi passi in politica con la casacca del Movimento Sociale Italiano prima e successivamente con quella di Alleanza Nazionale. In questa tornata elettorale, l’ex sindaco di Foggia negli anni a cavallo tra il 1995 e il 2004, punta sul fattore credibilità, garanzia di un passato importante e di una carriera politica con molti alti e pochi bassi.

Agostinacchio ci tiene a sottolineare come “le idee camminino con le gambe degli uomini” e a sostenere che “non ci sia peggior sordo di quello che non voglia ascoltare e peggior sindaco di quello che non voglia guardare” quando gli viene chiesto un parere sulle politiche attuate da Mongelli sul fronte rifiuti.

Da Storace al centrodestra foggiano, dall’emergenza ambientale al degrado pubblico, dal presente agli scenari futuri – che potrebbero riservare anche la sorpresa di rivederlo candidato a una delle competizioni elettorali tra Regione, Provincia o Comune – Agostinacchio si rivolge ai cittadini chiedendo di non cadere nella trappola dell’antipolitica e di non fidarsi e affidarsi ai politici improvvisati, ma di credere nel progetto del partito che rappresenta, “l’anima sociale e politica del centrodestra”.

Forte del paragone che spesso lo ha visto vincente con i suoi successori a Palazzo di Città, il leader de “La Destra” di Capitanata, è consapevole che Foggia e la Provincia, a differenza di quello che accade a Lecce e a Bari, dove Fitto, Poli Bortone, Vendola ed Emiliano dominano incontrastati la scena, stentano da anni a trovare un vero leader, carismatico e autorevole, così come, per molti, è stato Paolo Agostinacchio, candidato al Senato in Puglia con “La Destra” di Storace e pronto a ritagliarsi un ruolo da protagonista nel futuro del centrodestra foggiano e nazionale.

Com’è nata la sua candidatura e soprattutto, con quale spirito affronta questa nuova sfida elettorale?

Io sono candidato capolista al Senato e Storace alla Camera. Due figure che rappresentano la tradizione de “La Destra”. Se mi chiede con quale spirito le rispondo così: come chi affronta un evento politico al quale non potevo di certo sottrarmi e per il quale metterò in campo tutta la mia esperienza e l’impegno che mi hanno sempre contraddistinto.

Quando ci si candida si fanno tante promesse, compresa quella che ci si occuperà del proprio territorio, pur sapendo, che una volta a Roma non sarà così semplice. Possiamo ugualmente strapparLe la promessa di un impegno per Foggia e per la Capitanata?

Penso che la gente debba decidere partendo da una considerazione, vale a dire che  “le idee camminano con le gambe degli uomini”, quindi, chi in campagna elettorale promette, deve essere credibile, in quanto la credibilità è un elemento essenziale.

Ad esempio, Monti non può essere credibile perché ha detto tutto e il contrario di tutto. Agostinacchio è stato deputato, sindaco di Foggia, ed è credibile per i programmi e le idee che ha portato avanti in Parlamento e a Palazzo di Città. E’ credibile quando dice che si batterà per il mondo agricolo, per le piccole-medie imprese, per la riduzione della pressione fiscale, per evitare che lo stato sociale venga ulteriormente smantellato.

Oggi bisogna agire in maniera tale da dare speranza alle nuove generazioni. Largo ai giovani, ma anche ai meno giovani, per rappresentare al meglio tradizione e futuro, sulla base di un passato che ci rende appunto credibili, più dei nostri avversari.

Se e quanto è credibile Storace?

Storace è stato presidente della Regione Lazio. Hanno tentato di infangarlo ma senza riuscirci. Un ottimo presidente e ministro della Sanità, rimpianto e ricordato da tutti. Credo pertanto che abbia tutti i titoli per ricevere il consenso della gente.

Ma dobbiamo anche dire ai cittadini di fare attenzione e di non cadere nella trappola dell’antipolitica, che facilita soltanto la conservazione. La gente che comanda, i gruppi di potere, non hanno bisogno del 100% degli elettori, ma di una percentuale minima per mantenere i loro privilegi. E attenzione anche a quei politici improvvisati, perché la politica non è spettacolo, ma qualcosa di serio.

Oggi parlano tutti, ma l’unica forza che non è stata in Parlamento negli ultimi 5 anni è stata “La Destra” di Storace. Abbiamo preferito restare fuori piuttosto che accettare un ricatto che non ritenevamo accettabile. Uscimmo e nascemmo perché volevamo evitare lo scioglimento di Alleanza Nazionale.

Ritornando alla Sua candidatura, c’è chi scommette che questa sia semplicemente un banco di prova per un’altra candidatura. Regione, Provincia o di nuovo in qualità di candidato sindaco. E’ così?

Io mi candido per fare una battaglia politica. Chi le parla è uno che quando ha scelto di fare il sindaco si è dimesso da deputato. Per me il momento elettorale è un evento della politica, e non la politica.

Il momento elettorale non può essere il presupposto di una sistemazione per la gestione. Assolutamente no. Dopo le elezioni si vedrà. Speriamo che “La Destra” sia così forte da poter ottenere consiglieri regionali, sindaci e altre cose di questo genere.

Lei rappresenta un soggetto politico che si schiera, e il nome è già una garanzia, a destra dei suoi alleati. Uno tra questi è il Pdl, partito che sta pagando lo scotto di scelte sbagliate o non proprio mirate. Come sono i rapporti con il Pdl di Foggia e cosa manca, se manca, al centrodestra foggiano.

Al centrodestra foggiano manca la coesione e vi è forse una eccessiva personalizzazione. Questo però non incide sul dato politico del centrodestra contrapposto al centrosinistra. E’ un dato contingente che certamente sarà superato dopo queste elezioni.

Probabilmente a Foggia per ricostruire il centrodestra serve un nuovo Agostinacchio o Agostinacchio stesso?

Certo è che al centrodestra in questo momento serve un riferimento. E siccome la politica è mediazione, si possono trovare tante soluzioni. E’ chiaro che dobbiamo tener presente quelle che sono le risorse e le energie presenti in questo momento, ma ci sono consiglieri comunali che l’opposizione la fanno e la fanno seriamente.

A proposito di sindaci, abbiamo chiesto ai nostri lettori quali dei tre, tra Agostinacchio, Ciliberti e Mongelli, si fosse dimostrato all’altezza dell’incarico ricoperto. Molti lettori hanno fatto il Suo nome pur riconoscendo le difficoltà economiche incontrate dall’attuale primo cittadino e altresì l’esistenza di alcune situazioni che meriterebbero un approfondimento maggiore, anche da parte sua. Vedi Amica.

Noi abbiamo lottato per conservare i posti di lavoro. I lettori meno pigri andassero a leggere i resoconti dei consigli comunali. Le politiche di Mongelli su Amica le ho criticate in toto. L’Amica è stato un errore politico del centrosinistra.

Va in Tribunale e decide la non fallibilità, poi fa impugnare la decisione, la Corte d’appello decide la fallibilità e poi si meravigliano che l’Amica fallisca?

Hanno creato una situazione veramente insostenibile che noi abbiamo denunciato in tempo utile per porvi rimedio. L’opposizione ha fatto il suo mestiere con coerenza, forza, determinazione. Poi naturalmente non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior sindaco di chi non vuol vedere.

Come giudica  la vicenda dei lavoratori non assunti da Amiu

E’ una questione molto seria che bisognerà affrontare perché i lavoratori hanno diritto di conservare il loro posto di lavoro. Anche perché da noi non ci sono alternative.

Sulla questione di quei lavoratori che hanno denunciato la task force regionale e che nonostante abbiamo ammesso, motivato l’errore e ritirato la denuncia, non sono stati comunque assunti?

Purtroppo è una situazione drammatica.

Se si dovesse ricostruire un centrodestra forte in provincia e si dovesse trovare nella condizione di dover scegliere tra due forze, sceglierebbe l’ala UdCap di De Leonardis oppure l’Unione di Centro di Angelo Cera, partito che però appoggia Monti?

Il problema non si pone fino a quando loro fanno una politica di centrosinistra. Se Casini farà la politica da ascaro di Monti e poi di Bersani, è chiaro che il loro obiettivo sarà quello di rifondare il centrosinistra per ridarci la Prima Repubblica. Bisognerà vedere quale sarà l’evoluzione politica. Vedremo cosa faranno questi signori.

Negli ultimi anni Lecce e la sua provincia hanno espresso Fitto e il suo sistema di potere. A Bari e provincia Vendola ed Emiliano dettano legge. Tutti e tre sono politici di livello nazionale. Come mai Foggia, ormai da tempo, non riesce ad imporre una personalità forte a livello nazionale?

Guardi io non lo so, chi le parla è stato presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, ho presieduto la commissione Finanze alla Camera dei deputati. Sono partito da Foggia, quindi mi auguro di rappresentare al meglio la nostra comunità, come penso di aver fatto in passato e con buoni risultati.

Lei per molti foggiani, soprattutto per quelli a Lei contrari, è passato alla storia come il sindaco dei giardini e delle aiuole. A distanza di anni, con l'emergenza rifiuti che ha portato Foggia alla ribalta delle cronache locali e nazionali, cosa prova?

Dico soltanto che sono molto addolorato come cittadino di Foggia.

Quindi c’è qualcosa che ha già fatto e che rifarebbe volentieri?

Lo ha detto lei, innanzitutto mi preoccuperei di ridare decoro a questa città, poi sosterrei le cooperative sociali, riutilizzerei, riqualificherei e valorizzerei il patrimonio comunale, come ad esempio può essere fatto con Masseria Giardino, affidandola a 10-15 cooperative di persone che potrebbero trarre da una coltivazione moderna le risorse necessarie per vivere.

A Foggia ci sono le condizioni per poter crescere. Tenga presente l’opportunità di creare cooperative che abbiano indirizzi riconducibili alla valorizzazione dei beni culturali e che potrebbero riguardare l’intera Capitanata, scrigno di tesori che vanno studiati e valorizzati. E per farlo ci vogliono le persone adatte per attingere fondi e finanziamenti a livello europeo.

Tornando indietro, sempre da un punto di vista amministrativo e politico, c’è qualcosa che non rifarebbe?

Lei sa bene che quando si amministra si commettono anche degli errori. Tutte le scelte che sono state prese avevano però una finalità strategica di sviluppo. Qualcuna che non è andata bene la rifarei operando dei correttivi. Non si può essere perfetti quando si guida una città perché soltanto chi opera sbaglia.

Paolo Agostinacchio, per quale motivo i nostri lettori-elettori dovrebbe votare Lei, La Destra e Berlusconi o chi per lui premier?

Intanto dovrebbero votare La Destra, che è l’anima sociale e politica del centrodestra. E’ l’anima coerente correlata a valori che sono propri della destra politica e sociale italiana. Berlusconi invece ha sostenuto che non si candiderà come premier ma che farà il coordinatore della coalizione quindi il problema non si pone. Lui è il coordinatore della coalizione e noi lo accettiamo in quanto tale.

Prima di lasciarci, ci dica una cosa di destra che secondo lei possa convincere persino soggetti di altri schieramenti a votarla

Sicurezza, famiglia, socialità, solidarietà, rivisitazione dell’euro, rifondazione dell’Europa.

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