Elezioni Politiche 2013

Donne candidate in Puglia: PD e SEL promossi, bocciato il M5S di Grillo

Nelle liste pugliesi alla Camera e al Senato le candidate rosa rappresentano il 26,26%. Bene anche la lista "Amnistia, Giustizia e Libertà"

Nelle liste pugliesi alla Camera e al Senato figurano 249 donne su 948 candidati, vale a dire il 26,26%. Vicinissimi alla soglia della parità di genere soltanto il Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola e la lista “Amnistia, Giustizia e Libertà”. Male il Movimento 5 Stelle, nella cui liste figurano soltanto 3 donne su 53 candidati.

GLI ALTRI PARTITI O MOVIMENTI | 6 su 61 con “La Destra” di Storace, 9 su 28 con partito de “I pensionati”, 12 su 51 con “Monti per l’Italia”, 9 su 39 con l’Udc, 9 su 42 con Fli, 17 su 55 con la Lega Nord, 22 su 61 con Rivoluzione Civile per Ingroia, 23 su 58 nella lista di “Amnistia, giustizia e libertà”, 6 su 26 nel partito di Alternativa Comunista, 3 su 30 con Casa Pound, 3 su 18 nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore, 5 su 35 con “Fare per fermare il declino” di Oscar Giannino, 10 su 62 con il Pdl, 7 su 19 con Centro Democratico, 23 su 62 con Fratelli d’Italia, 10 su 53 con Mir di Samori e 13 su 62 con Grande Sud, 1 su 26 con Forza Nuova.

"L'Associazione “Donne in rete” e il comitato doppia preferenza di Foggia, in vista della prossima tornata elettorale intende mettere in evidenza la composizione delle liste elettorali e far riflettere sugli aspetti di criticità che le stesse presentano in materia di genere. Le 30mila firme raccolte e presentate per chiedere alla Regione Puglia una legge che garantisse pari opportunità di presenza di genere nella composizione delle liste elettorali e la doppia preferenza nelle votazioni, non devono, nonostante la bocciatura da parte del Consiglio regionale, rimanere nell'oblio, ma aiutarci a riflettere ed eventualmente orientare le scelte elettorali delle donne.

Da una ricognizione fatta, in particolare nelle liste delle/dei candidate/i della Regione Puglia, si è rilevata una sconcertante situazione in quasi tutti i partiti. Alcuni hanno in qualche modo rispettato l'impegno preso, cioè quello di assicurare una composizione delle liste con una percentuale che si avvicini il più possibile al 50% di presenza di donne, altri invece, hanno, al di là delle dichiarazioni verbali, mantenuto una prevalente e forte presenza maschile.

Ora, proprio nel rispetto della volontà espressa con la raccolta delle 30mila firme, potremmo cogliere l'occasione per proporre a tutte le donne un modo per penalizzare le liste a maggioranza maschile e premiare quelle che hanno in qualche modo voluto segnare il passo del cambiamento, nonostante la presenza di una legge elettorale prepotente, mortificante e irrispettosa della volontà degli elettori.

Va aggiunto, che non basta aver inserito donne nelle lista dei candidati, ma è importantissimo anche considerare la loro posizione, in quanto è evidente che solo la collocazione nei primi posti della lista consente di avere maggiori garanzie di essere elette. Si è deciso quindi di rendere pubblica tale ricognizione e di chiedere a tutte le donne della regione Puglia di riflettere bene prima di votare. Le battaglie vanno combattute sino in fondo senza aspettare le sensibilità o il buon senso di chi trova ancora normale o possibile un sistema così iniquo e ingiusto. Non più soltanto parole, ma fatti".

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