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Giovedì, 30 Giugno 2022

La sindaca si mette il nemico in casa, l’avversario alle elezioni irrompe con il bando anti-spopolamento

A Roseto Valfortore Giuseppe Del Giudice porta scompiglio con la sua 'Alternativa': “Non sono un forestiero”

Il bando anti-spopolamento tanto desiderato dalla sindaca di Roseto Valfortore Lucilla Parisi le è tornato indietro come un boomerang. Il suo avversario alle elezioni del 12 giugno è arrivato così nel paese che si contraddistingue per la squisita ospitalità, e ha portato scompiglio. Si è messa il nemico in casa.

Aveva accolto a braccia aperte la famiglia di Giuseppe Del Giudice, l’aveva persino accompagnata a cercare casa e dalla sede municipale era stato diffuso, urbi et orbi, il caloroso benvenuto ai primi fortunati beneficiari del contributo di 5mila euro per trasferirsi nel grazioso borgo dei Monti Dauni che conta meno di mille anime, ma oggi lui prova a farle le scarpe e a strapparle la fascia tricolore. In un comizio, la sindaca Parisi ha raccontato che, dopo pochi giorni di permanenza, la compagna si era proposta come presidente della Pro Loco e poi lei stessa come candidata alla carica di consigliere.

Ma una lista contrapposta alla sua proprio non se l’aspettava, tant’è che aveva preparato una lista civetta capeggiata da Rocco Giannini, per non rischiare con il quorum. Alla fine, a sorpresa, è spuntata ‘Alternativa per Roseto Valfortore’, declinazione locale del movimento nazionale fondato da ex grillini. “È stata una lista guastafeste per il sindaco uscente, ma è una lista di protesta”, spiega il candidato sindaco Del Giudice. “Da questa parte c’è un uomo politico che la batterà sicuramente sul confronto”, avverte.

Ha già partecipato ad altre campagne elettorali e pensa anche al Senato con ‘Alternativa’. Nel lontano 2009 è stato candidato al Parlamento europeo nella IV Circoscrizione elettorale che comprendeva sei regioni del Sud, nella lista della Lega Nord. Nel 2013 è stato candidato alla Camera nella circoscrizione elettorale Campania 2 con i Liberali per l’Italia e poi alle elezioni del Consiglio regionale della Basilicata. Nel 2015 ha corso per le Regionali in Campania nella lista Popolari per l'Italia. L’estate scorsa era stato fatto il suo nome per la candidatura a sindaco di Monteverde, in provincia di Avellino, alla guida del movimento dei Forconi, ma poi si è candidata la sua compagna.

Non ha mai amministrato, “però sono stato dietro a grandi nomi – racconta - come l’ex sindaco di Oratino, Orlando Iannotti, che è candidato con me”. E per lui un buon amministratore è, per prima cosa, “un buon padre di famiglia”. Aveva un locale a 35 chilometri dal borgo. “Voglio portare una ventata di aria buona a questo paese”. Promette rinnovamento, pace e tranquillità per i cittadini perché le “famiglie si sono divise per la politica”. Rispedisce al mittente l’appellativo di forestiero.

I due candidati appaiono piuttosto agguerriti e nella tranquilla Roseto Valfortore volano strali avvelenati. Lucilla Parisi, tre volte sindaco, prima dal 2000 al 2010, poi dal 2017, un uragano come la definiscono i suoi, non l’ha presa bene. Si chiede come mai i suoi oppositori tradizionali abbiano sottoscritto una lista di persone che non sono di Roseto, a parte il consigliere uscente Matteo Falcone. Non vuole lasciare a metà diversi progetti presentati, in particolare uno con il ministero della Cultura già finanziato, di circa 1 milione di euro, e un progetto sui borghi da 1 milione e 660mila euro candidato ai fondi del Pnrr. “Da notizie acquisite ci sono ottime possibilità che venga finanziato – fa sapere - Sono due progetti bellissimi di recupero delle tradizioni e del centro storico”. Chiede ancora per l’ultima volta ai rosetani di riconfermarle la loro fiducia, poi lascerà: “È giusto che sia così, dopo quattro mandati credo che sia il momento di lasciare spazio alle nuove generazioni”.

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