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Lunedì, 4 Luglio 2022
Elezioni Comunali 2022

Vincono i sindaci sotto Piemontese. Il Pd si intesta anche i successi con i voti della Lega

L'analisi del voto delle Amministrative del 12 giugno 2022 in provincia di Foggia, che ha visto la vittoria del Pd e dei civici con la riconferma di sette sindaci su 12, l'elezione di tre volti nuovi e il ritorno di Simonelli. A Tremiti ha vinto Giuseppe Calabrese

Il responso delle urne recita 11 su 12. Il Pd di Capitanata, sostenuto perlopiù dai civici e con tracce di leghisti qua e là, fa man bassa di fasce tricolori e seggiolini tra i banchi delle aule consiliari.

Una vittoria schiacciante rispetto alla quale già nelle prime ore di ieri pomeriggio il Partito Democratico si era affrettato ad intestarsi il successo in ben undici comuni, praticamente le vittorie di tutti tranne che del dodicesimo al largo del Gargano, l’Arcipelago delle Isole Tremiti ritornato nella mani di Giuseppe Calabrese, il sindaco defenestrato nel 2011 ufficiosamente per la sua amicizia con Gheddafi, al quale, nel lontano 2009, avrebbe proposto la vendita dell’isola di Pianosa per 10 milioni di euro, verosimilmente per far quadrare i bilanci. Ancora prima, nel 1992, in maniera provocatoria, pare avesse proposto il passaggio-annessione delle Diomedee alla Libia. Ora si è ripreso Tremiti battendo, nemmeno tanto a sorpresa, il favorito Antonio Fentini.

Tolta la partita elettorale che si è giocata lontana dalla terraferma, i dem hanno sbrigato la pratica ‘Comunali’ senza intoppi, nè patemi d’animo, se si tiene conto del fatto che solo a Castelluccio dei Sauri l’affermazione del neo sindaco è arrivata al fotofinish, per appena sei preferenze.

Lia Azzarone ha rivendicato le affermazioni elettorali dei sindaci di Motta Montecorvino, Rodi Garganico e di Stornara, sostenuti anche dalla Lega di Salvini, che esulta per il risultato elettorale di Piccirilli: il segretario cittadino e neo consigliere comunale è il più suffragato a Motta. Dovrebbe diventare il vice di Iavagnilio. Gioia incontenibile per l'altro segretario cittadino del partito a Stornara, mister preferenze con 396 consensi. Nella cittadina dei Cinque Reali Siti i salviniani puntano ad affiancare Bianchino a Roberto Nigro. Eletti all'opposizione gli sconfitti Fentini e Guerra. Non ce l'ha fatta a Rodi Garganico il consigliere uscente Vitialiano candidato nella lista di Carmine D'Anelli. 

La segretaria del Pd provinciale ha apposto il vessillo rossoverde sulla quarta affermazione elettorale di Lucilla Parisi a Roseto Valfortore. Ha esultato nel segno di “una grande e forte comunità politica, ricca di energie, intelligenze e competenze da mettere proficuamente al servizio di città e paesi della Capitanata”. Il partito ha sbandierato il quintetto dei sindaci Pd: i riconfermati Diego Iacono, Pierpaolo D’Arienzo e Rocco Di Brina; le new entry Alessandro Nobiletti ad Ischitella e ad Orsara di Puglia il neo primo cittadino e vecchia conoscenza Mario Simonelli.

Dall’altra parte della barricata il nulla o quasi. Non pervenuti Forza Italia e i Fratelli d’Italia. Tuttavia, checchenedicano gli sconfitti, le tornate elettorali nei comuni con meno di 15mila abitanti non sono meno importanti di altre. Certamente, non lo saranno mai per Emiliano e il Partito Democratico.

Tuttavia, il dato incontrovertibile emerso dalle Amministrative appena concluse – oltre al semideserto registrato nelle cabine elettorali e al numero zero nella casella ‘voti’ di un candidato sindaco – è la fiducia che i cittadini hanno riposto nei confronti dei sindaci uscenti, vale a dire di quelli che hanno gestito la macchina amministrativa negli anni della pandemia, evidentemente capaci di soddisfare le richieste e le esigenze delle famiglie in un periodo di forte emergenza sanitaria. Sono gli stessi che hanno mantenuto un legame, solido, con i vertici della Regione Puglia. Quelli vicini a Piemontese, per intenderci.

Per certi versi, sono state anche elezioni vintage. Con qualche ruga o anno in più, Domenico Iavagnilio è diventato sindaco per la sesta volta nella sua Motta Montecorvino, mentre Carmine D’Anelli a Rodi Garganico e Lucilla Parisi a Roseto Valfortore, indosseranno la fascia tricolore per la quarta volta negli ultimi 25 anni. Non è sfuggito ai più avveduti il ritorno alla guida di Orsara di Puglia di Simonelli, amministratore di lungo corso, al quale dopo dieci anni dall’ultima volta, i cittadini hanno riaffidato le sorti della comunità locale. E hanno ridato, i tremitesi, le chiavi delle Diomedee a Giuseppe Calabrese, già sindaco dell’arcipelago dell’Adriatico a 12 miglia a largo del Gargano, per due mandati consecutivi dal 2003 al 2012.

Inequivocabile è stata la vittoria a Monte Sant’Angelo di Pierpaolo D’Arienzo, nonostante un generoso Felice Scirpoli sostenuto dal M5S. Una riconferma che spinge sempre più i montanari a ritenere di essere centrali allo sviluppo del Gargano, atteso che il Giubileo del 2025 e la conquista del marchio ‘Capitale Italiana della Cultura’, sono due degli obiettivi dichiarati del sindaco per la consacrazione definitiva della città dei due siti Unesco. Nulla a che vedere con il sentiment degli abitanti della ridente Rignano Garganico, gioiello abbarbicato sulla Montagna del Sole, dove la vicinanza di un sindaco di prossimità, qual è  effettivamente Luigi Di Fiore, nel comune più piccolo della Montagna del Sole conta molto più delle promesse e dei grandi sogni.

Oltretutto, le elezioni comunali di domenica, ci suggeriscono che segnatamente, se non si hanno armi e cartucce a sufficienza, meglio non mostrare i muscoli a Michele Emiliano. Il 12 giugno, sotto l’ala del Governatore della Regione Puglia, hanno vinto anche Nobiletti a Ischitella ed è stato riconfermato a Chieuti Diego Iacono.

Meno che mai, in provincia di Foggia, è il caso di sfidare il 'Deus ex machina', Raffaele Piemontese: ne sanno qualcosa Lucia Raffaela a Stornara e a Rignano Garganico l’ex vicesindaco vicino a Rosario Cusmai, Giosuè Del Vecchio. Lo ha intuito Iavaniglio, che per non correre il rischio di soccombere, si è affrettato ad assicurarsi la vicinanza del vicepresidente della Regione, oltreché il sostegno di Emiliano. E, di conseguenza, il sesto mandato da sindaco.

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