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San Marco in Lamis, il Pd bacchetta il giornalista Franco Mastropaolo

Il segretario del Partito Democratico, Paolo Soccio, riprende l'articolo del 24 maggio apparso sulla Gazzetta di Capitanata, al cui interno il giornalista usa espressioni quali "Pd sfasciato"

Non si placa la polemica che ruota attorno alle decisioni prese dal Partito Democratico in merito al ballottaggio del 29 e 30 di maggio. A far infuriare gli organi dirigenziali del Pd di San Marco in Lamis ci ha pensato Franco Mastropaolo, giornalista della Gazzetta di Capitanata, che, in un articolo di martedì 24 maggio ha parlato delle scelte fatte dalla sezione locale e dei successivi  malumori sorti  in provincia “per sentito dire”, come riferisce il segretario del Pd Paolo Soccio.

Paolo Campo a Sanmarcoinlamis.eu aveva parlato di un probabile commissariamento del PD sammarchese. Crisi rientrata dopo un vertice tenutosi presso la sede del partito tra il segretario provinciale e gli organi dirigenziali locali.

Riportiamo di seguito il comunicato giunto in redazione

"Giornalisti? Forse giornalai, senza offesa per questi ultimi, quando si scrive per sentito dire, o, peggio, quando si ascolta solo una voce e non anche tutte le altre. Lo fa tale Franco Mastropaolo che resoconta (questo tenta di fare, non altro) del ballottaggio di San Marco in Lamis sulla base del comunicato della Federazione foggiana del PD. E qui sta il bello, si fa per dire. Egli, Mastropaolo, parla di “mal di pancia di dirigenti democratici locali”, e non fa nomi, nemmeno uno. Addirittura parla di fatti personali che presiederebbero alle scelte compiute per l’elezione del sindaco domenica e lunedì prossimo a San Marco in Lamis. E, poi, la stoccata finale: “PD sfasciato” e “ballottaggio nel caos”.

Naturalmente nessun dirigente sammarchese del PD ha ricevuto chiamate dal Mastropaolo, né ha rilasciato a lui o ad altri dichiarazioni sul ballottaggio.
Se solo il Mastropaolo si fosse informato avrebbe appreso che:

1. con Angelo Cera non ci sono rancori o fatti personali. Nei confronti dell’onorevole, che vive la sua vita in modo esclusivamente politico ( e ne ha ben donde!) si fanno ragionamenti politici; lui sa, come lo sanno tutti, anche i dirigenti provinciali del PD, che da anni lo riteniamo responsabile del declino della nostra cittadina (in altra sede se ne potrà discutere approfonditamente), evidentemente Mastropaolo non lo sa, ma è solo colpa sua;

2. dopo gli incontri di rito con i partiti della coalizione di centrosinistra e con i due candidati-sindaco, il PD ha tenuto (udite! udite!) un’assemblea di circolo attesissima e partecipatissima nella quale occasione all’unanimità (ripetiamo, all’unanimità), altro che mal di pancia di qualche dirigente locale, si è deciso che San Marco non si può affidare a chi da 35 anni bada a se stesso, e ai suoi famigliari, ai suoi famigli, ai suoi clienti, mai a tutta la città, nonostante le “dichiarazioni d’amore” di ogni appuntamento elettorale; se così stanno le cose, e così è, dove lo ha visto il Mastropaolo il partito “sfasciato”?

Abbiamo detto la nostre come facciamo da sempre, e come faremo sempre. Non ci hanno mai spaventato le sfide impossibili. San Marco è uno dei pochissimi circoli della provincia organizzati, efficienti, affidabili, pronto per tutte le occasioni politiche, e questo i dirigenti provinciali, e non solo, lo sanno. I cittadini di San Marco hanno detto che il PD deve stare all’opposizione, e lì staremo, chiunque vinca".
 

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