Elezioni comunali 2011

S. Marco in Lamis: intervista al candidato sindaco Tiziano Paragone

Per il dopo Lombardi il chirurgo dell'Italia dei Valori propone "Un'altra musica". Nel 1997 si candidò alla carica di consigliere nelle fila del Pds

Il candidato sindaco dell’Italia dei Valori, Tiziano Paragone, è pronto per la sfida elettorale del 15/16 maggio. Rispetto a quelli che non ama definire suoi avversari, “ma persone degne del massimo rispetto”, lo stimato chirurgo propone “Un’altra musica” e tenta il colpaccio a “Palazzo Badiale”.

Specialista in Chirurgia Cardiaca e Vascolare, laureato in Musica Jazz, Paragone si è candidato per la prima volta alla carica di consigliere comunale nel 1997 tra le fila dell’allora Pds. I bisogni sociali, l’imprenditoria giovanile-femminile e le attività partecipative, sono solo alcuni dei punti del programma elettorale del candidato sindaco dell’Italia dei Valori.

Al termine dell’intervista il chirurgo-musicista non lancia un appello alla cittadinanza, ma prova a tracciare l’identikit del suo elettore: “è una persona che crede possa esistere un mondo migliore, che sia necessaria una società più giusta e trasparente e che la solidarietà sia una pietra fondante di una nuova società finalmente civile che tutti auspichiamo”.

INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO DELL’IDV TIZIANO PARAGONE

Ci dica chi è, cosa fa nella vita e qual è stato finora il Suo percorso politico.

Mi chiamo Tiziano Paragone. Sono laureato in Medicina e Chirurgia, specialista in Chirurgia Cardiaca e Vascolare ed esercito la professione di chirurgo negli ospedali della ASL foggiana. Ho anche una laurea in Musica Jazz che “metto a frutto” in una attività semiprofessionale nel senso che, pur suonando o scrivendo spesso per musicisti professionisti, non posso dar seguito a tutte le opportunità e progetti a causa dell’ “altra” professione. Sono sposato, ho tre figli e vivo a San Marco in Lamis.  Provengo da una famiglia con solide radici socialiste (mio nonno, sindacalista e attivista del partito socialista prima e del partito comunista dopo, durante il periodo fascista, è annoverato tra gli artefici della Resistenza in Capitanata, uno zio senatore del PCI, vari amministratori locali nelle liste PCI e PDS al comune di Foggia). Ho iniziato ad occuparmi di politica a 15 anni quando mi sono iscritto alla FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana). Ricordo ancora le prime manifestazioni in occasione del golpe in Cile nel 1973! Ho militato attivamente nei movimenti studenteschi nel periodo universitario (dal 1977) a Parma e Bologna. Ho poi interrotto la mia attività politica attiva per alcuni anni per vicissitudini personali senza mai perderla d’occhio e seguendola sempre con interesse. Sono stato anche candidato consigliere nelle elezioni amministrative del 1997 a San Marco in Lamis nelle liste del PDS (Partito Democratico della Sinistra). Successivamente sono stato invitato più volte a “fiancheggiare” le campagne elettorali della sinistra con interventi pubblici e televisivi.

Perché ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco?

Sono stato contattato e scelto dai vertici regionali dell’ IDV: di fronte a questa richiesta mi sono sentito, oltre che onorato, investito di una grande responsabilità. Quando la notizia della candidatura è trapelata, ho avuto anche la tentazione di ritirarla ma la gente comune mi chiedeva, incontrandomi per strada, al lavoro, di non farlo. In realtà sono stato “incastrato” da questa grossa responsabilità che la fiducia della gente mi aveva conferito.

Se dovesse essere eletto quali sono le prime tre cose che farebbe per il bene della comunità?

• Dare l’avvio al Bilancio Partecipativo con l’istituzione dell’assessorato alla Partecipazione, le Consulte e le assemblee pubbliche di bilancio tra le quali, importantissima, la Conferenza dei Giovani.
• Avviare le politiche economiche di agevolazione per l’impresa (soprattutto quelle giovanili e al femminile che possono usufruire di notevoli agevolazioni) e l’adozione del PIP sempre con lo strumento del Bilancio Partecipativo. Sistemazione delle aree e regolamenti mercatali con idonei protocolli d’intesa con i comuni viciniori (come, del resto prevedono leggi e regolamenti regionali vigenti) e della viabilità urbana in funzione del terziario.
• In ultimo, ma non per ultimo, effettuare un censimento dei bisogni sociali più urgenti per la Comunità in modo da cominciare da subito a dare delle risposte immediate. Tra queste l’abbattimento delle barriere architettoniche nello stesso Palazzo Badiale: attualmente l’accesso agli uffici sia politici (sindaco, assessori, ecc.) che amministrativi è, di fatto, precluso ai portatori di handicap.

Cosa pensa dei Suoi avversari politici?

Il Dottor Nardella è una persona trasparente che con generosità e onestà d’intenti è sceso in campo proponendo una sua “ricetta” (da buon farmacista) per la città.Premetto che non ritengo di avere avversari ma “colleghi” politici. Lo dico con sincerità: sono tutti degni del massimo rispetto. L’On. Cera ha una carriera politica di tutto rispetto avendovi raggiunto i massimi obbiettivi. L’Avv. Lombardi, sindaco uscente, è legittimamente in campo a difendere il suo operato per chiedere di proseguire sulla stessa rotta.

Ci confidi un pregio e un difetto del Suo paese.

E’ situato in un contesto geografico tra i più belli al mondo. Il difetto è, secondo me, rappresentato dalla rassegnazione nel dire: “ c’è tanto da fare ma…non c’è niente da fare...”

Cos’è la cosa che in questa campagna elettorale l’ha infastidita maggiormente e qual è la cosa che invece l’ha resa felice?

Difficilmente provo fastidio: sono una persona molto tollerante col prossimo. Semmai provo tenerezza (ed anche un certo imbarazzo per “transfert”, nei confronti di certi atteggiamenti piuttosto puerili dettati dal “politicantesimo” del momento pre-elettorale. Ho scoperto che esiste, in nome di uno strano conservatorismo nostalgico di una politica che voleva le “fazioni” l’una contro l’altra armata, tutto un codice di comportamento “deontologico” in cui si applicano “sanzioni”, spesso mediante “gossip”, per punire chi si renda reo di “eccesso di fantasia” (salvo, poi, imitare le iniziative e reclamarne la paternità). La politica politicante deve esprimersi con regole fisse ed arcaiche. Viceversa mi rende sicuramente felice l’abbraccio disinteressato della gente che chiede il nostro aiuto perché intravede…una speranza, perché legge la passione sui nostri volti. Mi rende felice la luce che vedo negli occhi dei giovani, appartenenti a tutti gli schieramenti, quando parlano di ciò che vorrebbero fare per la loro città e per gli altri.

Lanci un appello ai Suoi elettori. Ci dica perché dovrebbero votarla.

Vorrei rovesciare la domanda dettando io l’identikit del mio elettore: è una persona che crede possa esistere un mondo migliore, che sia necessaria una società più giusta e trasparente e che la solidarietà sia una pietra fondante di una nuova società finalmente civile che tutti auspichiamo.


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