"Miracolo" Metta a Cerignola, ko Elena Gentile. Emiliano: “Sconfitta grave”

L'avvocato Franco Metta ribalta il risultato del primo turno. Michele Emiliano: "Evidentemente è il segno di un tramonto di un'epoca politica". Perde il segretario del PD, Tommaso Sgarro

Pezzano e Metta (Foto profilo FB)

E' Franco Metta, leader antisistema  alla guida di una variegata coalizione civica, il nuovo sindaco di Cerignola. Lo hanno decretato ieri le urne, tornate ad aprirsi per il turno di ballottaggio in 78 comuni italiani, uno - Cerignola appunto - in Capitanata. Il sorpasso politico invocato nelle ultime due settimane dal noto penalista foggiano, dunque, si è compiuto. Il "cicognino", che al primo turno era rimasto indietro di circa 10 punti percentuali rispetto al candidato sindaco del Pd Tommaso Sgarro (43.03% per lui contro il 33.14 di Metta), recupera esattamente quel divario, capovolgendo tutti i pronostici e rovinando la festa al Pd: con 12359 preferenze, pari al 55,51% dei consensi, Metta stacca il candidato dem che si ferma al 44,49% (9904 preferenze), e viene incoronato nuovo sindaco di Cerignola.  "Sono contento, un risultato assolutamente strameritato non da Franco Metta ma da tutta Cerignola e dal suo popolo che ha creduto nel Cambiamento" le prime parole del neo sindaco che ieri è stato festeggiato fino a notte fonda nel suo quartier generale.

Il trend a favore di Metta è apparso chiaro sin dallo scrutinio delle prime 50 sezioni: l'avvocato ha mantenuto un vantaggio sistematico di circa 1000 voti, lievitato col passare del tempo, tanto da far osare qualche post di giubilo sui social già dalla mezzanotte con Rino Pezzano, ex Pd e candidato oggi con Metta nel movimento Cerignola Democratica nella Coalizione del Cambiamento, che su Facebook postava a meno di un'ora dalla chiusura delle urne: "Abbiamo vinto. Grazie Cerignola".

LA VARIABILE REGIONALI. Più bassa l'affluenza rispetto al primo turno: solo il 49,66% degli aventi diritto si è recato ai seggi rispetto al 65,05% del 31 maggio, quando si votò contestualmente per le elezioni regionali. E potrebbe essere stata proprio questa variabile a tirare la volata a Sgarro al primo turno: l'onda lunga di  Michele Emiliano, col suo seguito di liste civiche, hanno potuto fare la differenza rispetto ad un secondo turno depurato, invece, da "orpelli" , in cui la sfida corale diventa fondamentalmente duello. Ma a creare le condizioni del sorpasso potrebbero essere stati anche tutta una serie di disimpegni eccellenti (a partire da quello, dichiarato pubblicamente, di Pippo Liscio, candidato non eletto alle regionali che ha fatto valere, evidentemente, la classica "legge del taglione") e "manovre" risultate poco chiare all'elettorato di centrosinistra  (come il sostegno politico giunto al fotofinish a Sgarro da "ingombranti" ex amministratori di centrodestra). Metta non perde tempo a sottolinearlo: "Non mi rendo ancora conto di quel che abbiamo realizzato; un risultato frutto sicuramente dei meriti nostri ma anche dei demeriti dell'avversario laddove ha tentato di raccogliere attorno a sè tutto il vecchiume del centrodestra".  Il riferimento esplicito è ad Elena Gentile, l'europarlamentare Pd, fautrice della candidatura di Sgarro, e tirata sistematicamente in ballo in campagna elettorale da Metta quale "vero candidato sindaco" del centrosinistra: "la sfida è tra noi e lei", il refrain di questo ballottaggio dell'avvocato foggiano che, a furia di chiamarla in causa, ha rimediato anche una querela.

KO GENTILE. EMILIANO: "INCREDIBILE". E d'altronde che la sconfitta del centrosinistra sia anche, se non soprattutto, la sconfitta di Elena Gentile nel suo fortino è dato politicamente evidente, per il quale si prepara il redde rationem se è vero che lo stesso Emiliano (che da Cerignola si è mantenuto distante in questi 15 giorni a conferma del difficile rapporto con l'europarlamentare) ha dichiarato a caldo: "La sconfitta più grave è quella di Cerignola. É' inspiegabile come si sia potuto perdere nella capitale della sinistra pugliese, forse ci sono stati errori di natura politica. Evidentemente è il segno di un tramonto di un'epoca politica. Ricominceremo da Cerignola, mettendo su una nuova classe dirigente". Da via Mameli ancora nessun commento ufficiale. Sgarro, che è anche segretario cittadino del Pd, potrebbe ora essere costretto alle dimissioni. Sul risultato di Cerignola erano accesissimi anche i fari del Pd di Foggia e di Manfredonia dove si è aperta la corsa alla segreteria provinciale dopo l'elezione di Raffaele Piemontese in consiglio regionale: la sconfitta amministrativa abbassa inevitabilmente il potere contrattuale di Elena Gentile e favorisce i sipontini che potrebbero ora avere buon gioco oggi a reclamare lo scranno per loro usciti, invece, vincenti con Riccardi.

METTA COME TUTOLO. La vittoria "civica" di Metta va ad aggiungersi a quelle di Antonio Tutolo un anno fa a Lucera e, tecnicamente, a quella di Francesco Miglio a San Severo.

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