Dino Marino: "Il rione San Bernardino è stato abbandonato dal centrodestra”

Il candidato sindaco della coalizione Sanseverodavivere: “La città sociale è la nuova sfida del welfare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Quartieri disagiati e la città sociale: sono gli ultimi inentid ella campagna elettorale di Dino Marino, candidato sindaco del centrosinistra"Il mio cuore batte qui a San Bernardino. Io ho abitato qui e mi ricordo di quando ero bimbo e, mentre m'incamminavo per andare a scuola, attraversavo i binari del tram per Torremaggiore.Poi c'erano la Fiat e poco altro. Oggi non c'è quasi più nulla di quel passato". È un impatto particolare quello di Dino Marino con i cittadini di San Bernardino. Il passato si incrocia col presente e col futuro. Tra le baracche, le strade dissestate, lungo le viuzze si affacciano tanti che gli stringono la mano chiedendogli aiuto, lo abbracciano fraternamente e gli ricordano il suo passato di residente qui, nel cuore popolare di San Severo.

"Non ho mai dimenticato San Bernardino. Ho tentato di riqualificarlo prima da vicepresidente IACP, poi costruendo le condizioni, attraverso la giunta Santarelli, per realizzare il primo Pirp in provincia di Foggia. Tentativi naufragati di fronte alla scelta delle giunte Giuliani e Savino di privilegiare altre zone e ceti meno popolari . Per San Bernardino vogliamo il reddito minimo di cittadinanza e una sede dell'ufficio politiche sociali; nuovi lavori per i giovani perché, senza lavoro, l'unica alternativa è vendere la droga.

Qui l'inclusione sociale è pari a zero, sono stati sprecati fondi di circa 4milioni di euro del piano sociale di zona. Vogliamo smembrare San Bernardino e riqualificare il quartiere: non è vita in case di tufo di 45 metri quadri. Attraverso il reddito minimo di cittadinanza, vogliamo dare a tante famiglie la possibilità di tirare un sospiro di sollievo in cambio di poche ore in lavori di pubblica utilità". E ancora: "razionalizzare le spese per migliorare i servizi alla persona, l'assistenza domiciliare integrata agli anziani. Vogliamo una#sanseverodavivere, con San Bernardino parte integrante, fatta di partecipazione e inclusione. Prendiamoci insieme Palazzo Celestini, facciamone la nostra casa". Marino con uno sguardo "abbraccia" tutte le persone che lo circondano affettuosamente e conclude: "sarete sempre con me, vi voglio bene".

"L'inclusione sociale è il fulcro di#sanseverodavivere". Così Dino Marino nel corso dell'evento "La città Sociale": "Dobbiamo ripartire da zero quanto a inclusione sociale. E possiamo farlo prendendo a modello l'esempio virtuoso di "Art Village" ma anche trovando le risorse necessarie per istituire il reddito minimo di cittadinanza: 500 euro per dare una boccata d'ossigeno a tante famiglie chiedendo in cambio l'impegno di poche ore in lavori di pubblica utilità come il rifacimento della viabilità, la cura delle aree verdi e dei luoghi pubblici per esempio. In questi ultimi quattro anni l'inclusione sociale è stata pari a zero. Vogliamo riformare il welfare locale partendo dai bisogni della gente e lavorando di concerto con tutte le associazioni e i rappresentanti del terzo settore e con Art Village".

Piena condivisione delle idee espresse da Marino è arrivata da Tonino D'Angelo (Cittadinanza Attiva), e dai candidati Pd Francesca Cocca, Felice Valentino, Pina Sordillo, e Sara Palumbo (sanseverodavivere). "La Regione, negli ultimi sei anni, ha investito in politiche sociali quasi 500mln di euro in tutta la Puglia. Il Comune di San Severo ha lasciato per strada circa 4mln di euro che sarebbero potuti servire per centri diurni, consultori, asili nido: la marginalità delle questioni sociali è stata scandalosa.

Il territorio di San Severo è il più povero in Puglia per strutture sociali per anziani e bambini. Conosco tutti i rappresentanti istituzionali di tutti i piani di zona ma, in quattro anni non ho potuto conoscere l'ex assessore al ramo, Marianna Bocola. Non investire nel sociale, non chiamare a raccolta i privati e il volontariato, come ha fatto la passata amministrazione, vuol dire non creare le condizioni necessarie per nuovi posti di lavoro. Bene fa Marino a proporre il reddito minimo di cittadinanza", ha concluso la dirigente regionale ai Servizi Sociali, Anna Maria Candela

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