San Severo, Dino Marino: “Partecipo alle primarie per la scelta del candidato sindaco”

"Voglio candidarmi a Sindaco perché San Severo torni a dare la giusta dignità alla sua storia, alla cultura, al suo museo, alla sua biblioteca, alle sue opere d'arte, ai suoi tanti personaggi illustri come Andrea Pazienza"

Nella foto Dino Marino

In vista delle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio prossimi, il consigliere regionale del Partito Democratico, Dino Marino, ribadisce la volontà di voler partecipare alla tornata elettorale di San Severo per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco. Con una lettera indirizzata alla segretaria del PD, il presidente del San Severo Calcio conferma la partecipazione alle primarie e propone, motivandole le ragioni, la candidatura alla carica di primo cittadino

"Cara Nada, nell’attuale congiuntura, tra le più difficili che la nostra Città si trova ad affrontare, attraversata non solo dalla crisi economica ma da una vera e propria crisi di identità, gli elettori, gli amici, le persone con cui condividiamo quotidianamente preoccupazioni e difficoltà ma anche progetti, idee, opportunità per far nascere la San Severo del futuro, mi hanno chiesto di assumere un impegno difficilissimo ed entusiasmante al tempo stesso: quello di dare una concreta e risolutiva svolta programmatica e metodologica ai bisogni del territorio, candidandomi a rappresentare la Città nei prossimi cinque anni.

Per questo ti informo formalmente nella tua qualità di segretaria cittadina del PD, partito a cui mi onoro di appartenere, così come più volte ti ho  detto personalmente e ho dichiarato sulla stampa, intendo candidarmi alle primarie che sceglieranno il sindaco della nostra città per il centro sinistra.

Possiamo affrontare le sfide che ci sono di fronte solo con il coraggio della verità. Con  il coraggio di chiedere scusa per gli errori che sono stati compiuti. Lo faccio io, che non ho mai condiviso  questa amministrazione comunale e i suoi errori. E lo faccio con convinzione  di voltare pagina, costruendo partendo dalla nostra identità la San Severo da vivere già nei prossimi mesi.

Voglio farlo perché San Severo ha bisogno di un cambiamento non soltanto di facciata, perché il Comune, deve garantire il buon funzionamento dei servizi pubblici e perché il primo cittadino ha il dovere di  dare attenzione  alle piccole cose – alle strade pulite, ai vigili che fanno bene  il loro mestiere, agli sportelli che funzionano in modo rapido ed efficiente –  queste  incidono fortemente  sulla qualità della vita delle persone.

Voglio  garantire il diritto dei  bambini, il diritto a una buona scuola, alla casa,  alle manifestazioni culturali, alle attività  sportive, alla mobilità urbana. San Severo deve cambiare  restituendo importanza al paesaggio e alle sue bellezze, considerando i giovani una priorità, realizzando la parità di genere, perché la nostra San Severo, deve diventare una città aperta ed accogliente, rispondendo ai bisogni di ogni persona con politiche di welfare innovative. Cambierà, attraverso il rilancio delle attività produttive, a cominciare dalla nostra identità agricola, dalle nuove tecnologie, dall’ambiente, dai servizi alle persone e dal contrasto alla criminalità.

Voglio candidarmi a Sindaco  perché San Severo torni a dare la giusta dignità alla sua storia, alla cultura,  al suo museo,  alla sua biblioteca, alle sue opere d’arte, ai suoi tanti personaggi illustri come Andrea Pazienza. Valorizzando l’aspetto urbanistico, ripensando il ruolo del soggetto pubblico, dell’amministrazione comunale, che deve affermare la sua capacità di incentivare e governare le trasformazioni.  

Quelle paesaggistiche, quelle turistiche, gli aspetti naturalistici e culturali, la sua economia e il suo commercio e aprendosi come è stato per anni,  ai paesi limitrofi dell’Alto Tavoliere, del Sub-Appennino e del Gargano, fungendo da fulcro dei nuovi circuiti economici e del turismo sostenibile, riacquistando l’autorevolezza che le dà il suo posto nel nord della Puglia, celebrando la sua storia e vestendo con orgoglio ed efficienza il suo ruolo di capoluogo dell’Alto Tavoliere diventando, proprio in questo momento in cui sono state abolite le Province,  il capofila  vero di questi  comuni.

Voglio attivare  un “progetto per lo sviluppo”, che scuota profondamente questa Città riportandola sui binari della crescita, verso importanti obiettivi strategici. Una crescita affidata ad una pianificazione che tocchi i nodi fondamentali che hanno finora costituito intralcio e non spinta alla identificazione strutturale, economica e culturale di San Severo ; alla base di questo progetto ci deve essere il lavoro.

Il Comune deve diventare una leva per sostenere il lavoro  che c’è e per crearne del nuovo, nei settori vitali dell’agricoltura, del commercio e dell’artigianato, dell’ambiente, della sanità territoriale, dell’energia e attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Nel mio programma ci sarà , attraverso una “job act”,  la creazione di centinaia  nuovi posti di lavoro.

Naturalmente,  per i riscontri che ho ottenuto in questi mesi parlando con tanti potenziali elettori, per la mia storia, per la funzione istituzionale  che esercito, credo che posso essere percepito come una risorsa non solo del PD e della coalizione ma  per l’intera  la città,  del resto mi ritrovo pienamente nella  posizione assunta dal partito, già qualche mese fa e ribadita nell’ultimo congresso, di non accettare alcuna discriminazione personale per chi vuole candidarsi alle primarie e di ribadire che quest’ultime sono l’unico  strumento di scelta democratica dei partiti e dei cittadini.

La richiesta di veto nei miei confronti formulata da alcune forze della cosiddetta coalizione “Bene Comune” sono prive di fondamento, sul piano giuridico, normativo ed etico morale, molte volte alcuni personaggi si sono cimentati con paragoni improponibili, come quello  sulla condotta tenuta, l’anno scorso in occasione delle elezioni a sindaco di Roma,  dal sen.  Ignazio Marino, il quale si è dimesso  dopo le primarie, dimissioni che non sono mai state chieste da nessun partito del centrosinistra ma unicamente  dal suo avversario del centrodestra, Gianni Alemanno.

Ignazio  Marino si è dimesso ufficialmente il 22 maggio 2013 a solo quattro giorni dal voto del 26 e 27 maggio 2013,  quando la sua vittoria era  oramai scontata. Questa posizione, però,  mira da una parte a colpire ed isolare il PD e dall’altra, in nome di un cambiamento  non definito, a  cancellare qualche “pericoloso” candidato.

Un assurdità che non ha ragione di esistere, sarebbe come se adesso i possibili candidati del centro destra chiedessero a Savino di dimettersi da sindaco se vuole ricandidarsi. Infine, voglio ricordarti che sono a disposizione per firmare già da ora il mio patto di lealtà con la coalizione e con il candidato che vincerà le primarie nel caso che il sottoscritto  le perda. Ti saluto con affetto e resto a disposizione, Dino Marino".

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