Marino: "Miglio e Damone, trasformismo politico. Lallo si preoccupa di San Severo"

E intanto, questa sera, in piazza Incoronazione, il candidato della coalizione Bene Comune chiude la campagna elettorale alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario all'Istruzione Angela D'Onghia e l'on. Michele Bordo

Il comizio di Dino Marino

Verso la chiusura della campagna elettorale a San Severo, dove il prossimo 8 giugno i cittadini saranno chiamati alle urne per decidere il futuro della città scegliendo tra Francesco Miglio e Leonardo Lallo. Un confronto che sta inasprendo il clima elettorale in queste ultime ore prima del silenzio elettorale.

Dalla gente, dai dirigenti e dai candidati consiglieri di “Sanseverodavivere” arriva un coro di "no" a votare Francesco Miglio al ballottaggio per l’elezione a sindaco di San Severo. Prima di Dino Marino, sul palco in piazza Allegato sono in tanti ad alternarsi: da Michele Santarelli a Lello Di Gioia, solo per citarne alcuni.

Tutti ribadiscono la coerenza del progetto politico "sanseverodavivere", la qualità delle proposte politiche avanzate, l'autonomia statutaria del Pd e del Psi di San Severo, l'aver respinto al mittente le offerte di "Bene Comune" e l'equidistanza dei candidati al ballottaggio. A tirare le conclusioni è Dino Marino: "Abbiamo condotto una campagna elettorale di contenuti, siamo stati corretti, abbiamo portato nella città il nostro progetto politico. Abbiamo perso e la sconfitta va riconosciuta ma non abbiamo svenduto la nostra identità di coalizione di centrosinistra”.

“Abbiamo perso anche perché San Severo non è una città normale e nei seggi, domenica 25 maggio, c'era un clima sudamericano. So che il figlio di Cecchino Damone mi ha sfidato ad un confronto pubblico: io non accetto alcun confronto con chi, invece di preoccuparsi di elaborare programmi per il bene della città, ha a mente solo il proprio tornaconto personale. Quello di Damone e Miglio è trasformismo".

Ripercorre tutte le tappe che hanno portato la coalizione di centrosinistra ad assumere una posizione di equidistanza dai due candidati: "Il giorno dopo il voto, ho riconosciuto la sconfitta e chiesto a Miglio un apparentamento: non ho ricevuto alcuna risposta. Qualche giorno dopo, il segretario regionale Michele Emiliano mi ha chiesto di fare un passo indietro. La mia risposta è stata: conduci tu la trattativa con Bene Comune”.

“La sua soluzione è stata un'offerta di uno o due assessorati, una proposta irricevibile perché noi non siamo interessati alle poltrone, volevamo una pari dignità politica. Per questo il coordinamento cittadino del Pd, all'unanimità ha votato per l'equidistanza dai due candidati al ballottaggio. Ci vergogniamo della scelta fatta dal Pd provinciale e regionale. Noi siamo il centrosinistra, siamo il Pd, e non abbiamo nulla a che fare con Cecchino Damone che ha ridotto la città in ginocchio”.

“Se pure animato da idee e principi diversi, Leonardo Lallo è una persona preoccupata per il benessere di San Severo: nella sua coalizione si fa politica e non trasformismo come in Bene Comune. Noi svolgeremo il nostro ruolo dall'opposizione, trasformando sanseverodavivere in un'associazione. Non ci interessano gli accordi con Damone".

Intanto, questa sera, ci sarà la “chiusura col botto” per la campagna elettorale della Coalizione Bene Comune per Francesco Miglio Sindaco sostenuto anche dal senatore Mario Mauro e dall’onorevole Mimmo Rossi, sottosegretario alla Difesa. Alle 20, in piazza Incoronazione, parteciperanno tra gli altri il sottosegretario all’Istruzione Angela D’Onghia, l’on. Michele Bordo, esponente di punta del PD di Capitanata e presidente della Commissione Politiche UE della Camera dei deputati e il prof. Pinuccio Catalano, ordinario della Sapienza di Roma.

Essendo tempo di bilanci, la coalizione ha guardato con soddisfazione le iniziative culturali, sociali, progettuali e prospettiche organizzate in questi mesi, con la consapevolezza che - grazie a questo gruppo di persone che si sono messe in gioco al di là ed al di fuori dei vecchi contenitori  - molto è cambiato nel modo di fare politica in città.

Bene Comune, forte del consenso popolare che è cresciuto nel tempo e grazie all’appoggio di altre forze politiche che hanno riconosciuto la validità del progetto, ha confermato la bontà del proprio metodo di lavoro che ha messo al centro della scena una visione di città partecipata con tutte le forze positive della città, riuscendo ad elaborare una proposta politica organica, fattibile e concreta per il rilancio della comunità.

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