La sfida di Di Mauro: "Più qualità per Foggia, oggi Landella è un sindaco maturo e preparato"

Intervista al candidato di Forza Italia alle elezioni comunali del 26 maggio. Segretario provinciale azzurro, è alla sua prima candidatura alle amministrative. Ed ha le idee chiare

Ore bollenti per i candidati al Comune di Foggia. Siamo al rush finale. Domenica 26 maggio è alle porte. Chi sarà il prossimo sindaco? E da chi sarà formato il consiglio comunale? Tra gli aspiranti, per la prima volta, troviamo anche Raffaele Di Mauro. Militante azzurro da sempre (salvo un piccola parentesi in Ncd), segretario provinciale di Forza Italia, già candidato alle scorse politiche (mancate per un soffio), per Di Mauro, classe ’82, papà da pochi giorni di una bimba, è la prima corsa alle elezioni amministrative di quella che ama definire la sua città (ne ha fatto uno slogan). “Un gesto d’amore” lo definisce, ma anche il tentativo di “alzare il livello qualitativo del consiglio e del governo della città”. Perché, se c’è stato un problema in questi cinque anni che vanno a chiusura, ci dice neanche tanto tra le righe, è stato proprio la qualità del personale politico. Lo abbiamo incontrato.

Di Mauro, ci siamo. Mancano pochi giorni alle urne. Le proiezioni sono molto differenti, a seconda di chi le esprime. Lei che percezione ha?

La percezione comune a tutti gli addetti ai lavori è che la campagna elettorale stia procedendo molto bene per il centrodestra e che il centrosinistra non abbia grandi pezzi di elettorato dalla sua, tranne alcuni nomi noti. Il sentiment dei cittadini ci dice che il centrodestra è proiettato verso la vittoria. Ci sono i margini anche per poter vincere al primo turno.

Non è troppo azzardato?

Lega e Forza Italia avranno una grandissima affermazione. E tutte le liste in coalizione daranno il loro ottimo contributo. Secondo me siamo ad un passo. I cittadini stanno comprendendo – e Franco Landella è molto bravo a farglielo comprendere – che serve continuità. Non possiamo lasciare l’alibi a nessuno di dire ‘ha sbagliato chi ci ha preceduto’.

Che è stato un refrain piuttosto usato, direi anche abusato, dall’amministrazione uscente. Rispetto a questi cinque anni trascorsi, di cosa Raffaele Di Mauro è soddisfatto e di cosa no.

Sicuramente sono stati valorizzati gli ambiti culturali. L’arredo urbano è migliorato tantissimo, oggi il centro di Foggia è vivibile. Quello che è mancato è il rapporto con le periferie. E’ un punto sul quale intervenire nei prossimi cinque anni. E poi il problema dei problemi: la viabilità stradale. Si lamentano tutti. Sto cercando di far capire agli elettori che non è un problema solo di Foggia e certamente non si risolve in poco tempo, che non bastano tasse cittadine per intervenire.

Cultura e arredo urbano, dunque. E secondo lei bastano?

No. Io personalmente avrei posto un’attenzione in più sulle politiche sociali. Nei prossimi cinque anni dovremo occuparci meglio di alcune fasce specifiche. Penso alle famiglie numerose, quelle con in casa portatori di handicap, penso ad un rapporto più capillare con le parrocchie, che sono dei contenitori sociali importantissimi.

Non è l’unico a lamentarsi dell’operato di Erminia Roberto. La contestazione è stata diffusa in questi anni. Eppure il sindaco non ha inteso cambiare.

Sì, lo so. Non voglio dire che sia stato tutto sbagliato ma le politiche sociali andavano elaborate e attenzionate meglio.

Perché Raffaele Di Mauro lo dice oggi? Per cinque anni ha preferito non esprimere giudizi, potevano essere fatti dei tagliandi intermedi, raddrizzare la rotta in corsa…

Io ho preso le redini di Forza Italia a livello provinciale in un momento in cui il partito era in forte difficoltà. O mi occupavo di amministrazione o mi occupavo di politica di partito. Ho preferito la seconda, dato il mio ruolo, ricostruendo un tessuto politico in Capitanata. E poi a Foggia c’era già un dirigente autorevole di Forza Italia qual è il sindaco Landella. Per non sovrappormi, ho fatto tutt’altro. Oggi, invece, ho deciso di mettere la mia figura a disposizione della città. Un gesto d’amore che faccio convintamente e lealmente al fianco di Landella. Anche perché se un segretario provinciale scende in campo, vuol dire che ci sta mettendo un carico da novanta. C’è solo un rimprovero che faccio a Landella.

Quale?

Di aver avuto un rapporto errato con alcuni consiglieri comunali, ‘uno ad uno’. E questo lo ha portato troppe volte a ricevere non aiuti ma ostacoli. Coloro che oggi non si ritrovano più al fianco di Landella hanno calato la maschera e hanno dimostrato di essere stati in questi anni il freno a mano di questa amministrazione. Oggi sono passati al centrosinistra ma fino a sei mesi erano ancora con un piede dentro il centrodestra. Landella paga l’ambiguità di questa gente. Da qui il mio impegno in prima persona, volto ad elevare la qualità del consiglio comunale, che non significa stare a ricattare politicamente il sindaco tutti i giorni.

Lezione imparata?

Credo di sì. Landella è oggi un amministratore più attento, più preparato, più maturo. Ha ben compreso che gli serve una squadra di alto profilo che possa accompagnarlo. Sarà un sindaco decisamente migliore di quel che è stato in questi cinque anni. Abbiamo avuto già dieci anni di centrosinistra a Foggia. Per quanto – penso al sindaco Mongelli- ci sia stato anche impegno, è già una prova fatta. Hanno amministrato male e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se oggi abbiamo ancora delle difficoltà è a causa dei dieci anni del centrosinistra.

Chi si propone di rivoluzionare tutto in meglio sono i cinquestelle. E a loro non si possono dare colpe del passato.

Per carità. L’improvvisazione totale. Per quanto possa rispettare l’uomo Quarato, che non conosco, non posso accettare il politico. Parliamo di persone che non conoscono la macchina amministrativa e avranno fatto una ventina di giorni di politica in vita loro. Significa gettare una fish su un rischio troppo alto.

Mainiero?

E’ il bastian contrario per eccellenza. Se facesse il sindaco sarebbe opposizione di se stesso. E’ nato per fare l’opposizione. Una opposizione che serve anche. Ma non è nelle sue corde amministrare.

Su cosa verte in particolare il suo programma?

Mi immagino con un ruolo ben preciso, mi piacerebbe essere d’aiuto a Franco Landella sul fronte politico, nel rapporto con i consiglieri, una specie di raccordo tra mondi politici e parapolitici. Penso a quelli associativi, alle associazioni di categoria. Dobbiamo coinvolgere i cittadini che possono darci idee e progettualità. Le consulte tematiche sono oggi come oggi fondamentali. Per i valori che mi porto dietro, la mia attenzione poi sarà rivolta alle politiche sociali e al rapporto con le parrocchie.  

Sempre le politiche sociali.

Sì, sempre quelle.

C’è un veto su chi non dovrebbe più tornare a far parte della squadra, ove toccasse a voi?

No, non ci sono veti. Più che altro mie valutazioni.

Se potesse dare un consiglio a Landella, quale sarebbe?

Circondarsi di persone che possono elevare al massimo il livello qualitativo della giunta quando dovrà scegliere persone di sua fiducia. E lui che è stato primo attore, sicuramente conosce chi ha operato bene e chi non ha operato per niente bene.

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