Dalla burocrazia alle pressioni della criminalità, lo sviluppo secondo Cavaliere: "Resettare tutto e garantire regole certe"

Il candidato sindaco del centrosinistra ha incontrato i vertici di Confindustria, guidata dal presidente Gianni Rotice: "Nella mia città ideale il Comune e il sistema imprenditoriale collaborano attivamente e con trasparenza alla realizzazione degli interessi pubblici e privati indirizzati alla riduzione delle diseguaglianze economiche e sociali"

Le dinamiche di sviluppo e le azioni concrete e operative di rilancio economico e occupazionale di Foggia sono state al centro di un lungo e serrato confronto tra il candidato sindaco Pippo Cavaliere e una folta rappresentanza di Confindustria Foggia, guidata dal presidente Gianni Rotice.

Diversi i 'punti primo' individuati e indicati dagli imprenditori: dalla sicurezza alla burocrazia, dalla pianificazione dello sviluppo urbanistico alla collaborazione operativa tra pubblico e privato. Denunciata la pressione della criminalità sulle piccole imprese, "costrette all'anonimato per sfuggire alle attenzioni indesiderate", e su chi vorrebbe investire per creare in Capitanata sviluppo e occupazione, valorizzando vocazioni e competenze. Altrettanto disincentivante è la burocrazia, anche quella comunale, "con i suoi tempi mai definiti e definibili" e i continui rinvii e approfondimenti, che scoraggiano e fanno fallire i progetti imprenditoriali. Gli imprenditori hanno anche invocato una relazione paritaria con Comune e Regione Puglia, finora assente, per ottenere i risultati attesa da anni rispetto ai programmi urbanistici complessi e all'infrastrutturazione dell'area industriale di Borgo Incoronata.

"A mio parere occorre resettare tutto, ma proprio tutto: dalla A alla Z". Così ha esordito il candidato sindaco Pippo Cavaliere che ha manifestato apertamente l'incredulità per la mancata conclusione, al termine dei 5 anni di giunta di centrodestra, della procedura per l'adozione del Piano Urbanistico Generale e i ritardi nella realizzazione della variante urbanistica della zona ASI, che potrebbe essere il vero motore di sviluppo dell'economia locale. In entrambi i casi "si negano alle imprese regole certe per programmare gli investimenti e ai cittadini opportunità di lavoro, servizi e infrastrutture che migliorerebbero il tenore e la qualità della vita".

"Nella mia città ideale il Comune e il sistema imprenditoriale collaborano attivamente e con trasparenza alla realizzazione degli interessi pubblici e privati indirizzati alla riduzione delle diseguaglianze economiche e sociali. La premessa è assumere piena coscienza di quanto influisca negativamente la criminalità, sottovalutata in passato, e l'illegalità diffusa, con il suo portato di concorrenza sleale e disordine amministrativo e civico".

Il candidato sindaco ha concluso il suo intervento lanciando una proposta, accolta con favore: "attivare rapidamente un concorso di idee per ridisegnare gli ingressi in città e sulla base dell'esito avanzare la richiesta dei fondi destinati a riqualificare ampie porzioni delle periferie. È vero: il degrado urbano svaluta i beni privati e quelli comuni; per questo dobbiamo combatterlo. Insieme. E insieme, dobbiamo progettare il nuovo sistema economico della Capitanata".

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