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Non eletto per 6 voti, l'escluso De Pellegrino attacca il suo segretario: "Mai ricevuti i verbali delle preferenze, così si fa male al PD"

Con uno sfogo su Facebook, il dirigente dem fa sapere come la richiesta, più volte reiterata, sia rimasta inevasa da parte del Segretario del Pd foggiano, Davide Emanuele, che dovrebbe essere garante e super partes

"Sono trascorsi tre mesi dalla proclamazione degli eletti in consiglio comunale, il nuovo consiglio si è insediato ed è ripartita, seppur con grande ritardo e con grandi problemi, l’attività amministrativa. Ma i dubbi che hanno accompagnato l’assegnazione delle preferenze ad alcuni consiglieri del Partito Democratico, ossia la discrasia fra le preferenze rilevate dal Comune in prima istanza a mio favore e quelle attribuite successivamente dalla commissione elettorale centrale che mi hanno relagato in quarta posizione per soli sei voti restano tutti. Senza considerare il fatto che le preferenze rilevate la notte del voto dal mio comitato elettorale mi vedevano terzo degli eletti". Getta ombre Alfonso De Pellegrino, dirigente del Partito Democratico foggiano, consigliere comunale uscente rimasto fuori dall'assise consiliare all'ultima tornata, surclassato dall'attuale consigliere Pasquale Dell'Aquila. E, su Facebook, punta il dito anche contro il suo stesso partito e contro il segretario cittadino del Pd, Davide Emanuele.

"Tuttavia - scrive infatti il dirigente dem-, all’indomani della proclamazione degli eletti, perplesso sulla corretta attribuzione delle preferenze in sede di commissione elettorale centrale, al fine di evitare di procedere con un ricorso, chiesi al rappresentante del PD nella commissione elettorale centrale come presentatore della lista del PD, di ottenere se possibile la copia ufficiale delle preferenze attribuite ai candidati del PD in ogni sezione. Tale richiesta, reiterata più volte nell’arco di questi mesi,purtroppo non ha mai trovato riscontro".
"Sono convinto della buona fede di chi esercita un ruolo super partes e di garante, e non penso abbia ascoltato, fra una passeggiata e l’altra lungo l’isola pedonale, cattivi consiglieri, magari solo per ragioni di tempo non ha potuto soddisfare la mia richiesta" ironizza l'ex consigliere dem. "È evidente che per cultura politica non farò mai valere le mie ragioni in un tribunale, contribuirei a scrivere una ulteriore pagina triste del Pd foggiano, ma sta di fatto che questi atteggiamenti, seppur in buona fede, danneggiano la politica, il Pd e soprattutto la democrazia". "Nonostante tutto in questi mesi ho ricevuto e continuo a ricevere numerosissime attestazioni di stima e un grande incoraggiamento ad andare avanti, cosa che farò!" avverte. 
 

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