Nomine Landella, Bruno Longo replica al PD: "Perfettamente legittime. Problema è vostro, non del centrodestra"

Il candidato consigliere di Forza Italia interviene nella querelle sulle nomine fatte da Landella in Ataf e nell'OIV. "Sanzione vale per Consorzio Asi e le colpe sono del Partito Democratico"

“Se il segretario cittadino del Partito Democratico è convinto che le nomine conferite dal sindaco Franco Landella siano nulle o illegittime le impugni formalmente, non con un comunicato stampa diramato ad uso propagandistico e senza attendere l’esito del turno di ballottaggio. A meno che questo rilievo non sia esclusivamente una trovata elettorale per cercare di denigrare il candidato sindaco della coalizione di centrodestra, Franco Landella, sperando di recuperare un po’ di voti". Così Bruno Longo, candidato consigliere di Forza Italia in merito alle nomine di recente fatte dal sindaco e contestate ieri dal segretario dem, Davide Emanuele, che gli ha ricordato la sanzione comminatagli dall'Anac per il caso Asi Foggia.
"Noi siamo del parere che le nomine firmate dal sindaco in carica siano perfettamente legittime, dal momento che la sanzione comminata vale per l’Ente in cui è stata compiuta la violazione e non in senso generale. D’altro canto, non è possibile andare incontro all’inammissibile attivazione di due poteri surrogatori, uno per il Consorzio ASI e l’altro per il Comune" sostiene Longo. 


"Pertanto, noi abbiamo la certezza che il sindaco abbia operato nel rispetto delle disposizioni dell’ANAC e delle prerogative che la legge gli assegna, perché la sanzione interdittiva circa la possibilità di conferire nomine va scontata all’interno dell’Ente in nome e per conto del quale il soggetto sanzionato ha posto in essere il provvedimento nullo e non nell’ambito di un Ente diverso e distinto dal primo. Quel divieto, dunque, è riferito ad ASI e non a Palazzo di Città.


Il segretario cittadino del Partito Democratico, quindi, la smetta di speculare su violazioni inesistenti. E si concentri piuttosto sul motivo violazione censurata dall’ANAC, che non riguarda Franco Landella ma l’ex sindaco del suo partito, Angelo Riccardi, che ha ricevuto un incarico che non poteva ricoprire, che ha indotto in errore tutte le istituzioni che hanno partecipato alla sua elezione poi censurata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, contro cui sta ingaggiando una durissima battaglia di carte bollate, contestando ciò che ha disposto l’ANAC. Caro segretario, il problema è a Manfredonia, non a Foggia. Il problema è il Partito Democratico, non il centrodestra” conclude Longo.

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