Landella dice 'no' ai confronti televisivi, Mainiero attacca: "Chi ha prodotto il nulla non può che scappare"

Dura reazione del candidato sindaco di 'Foggia in Testa', che biasima la scelta dell'uscente di non partecipare ai dibattiti televisivi con gli avversari. Secondo Landella "i toni di scontro non aiutano i cittadini a comprendere"

"Un sindaco che per cinque anni ha tirato a campare con una sparuta minoranza di consiglieri, trasformando il Comune di Foggia in una dependance di casa di donna-Landella, non poteva che scappare dal confronto democratico". Così il candidato sindaco di 'Foggia in Testa', Giuseppe Mainiero, commenta la decisione di Landella di non partecipare ai confronti televisivi con gli avversari.

"Il confronto si teme nella consapevolezza del nulla prodotto in cinque anni, della sciatteria e del trasformismo politico amministrativo che ha caratterizzato il suo operato in questo disastroso mandato. Ce ne faremo una ragione, se la faranno i foggiani,ìche avranno plasticamente la dimostrazione che  fuori dalla propaganda non è in grado di poter rappresentare nulla" affonda ancora Mainiero, per il quale "non c’è narrazione, la città è piegata su se stessa priva di qualsiasi orizzonte, sia esso economico, politico o sociale. Probabilmente si è confuso il ruolo del sindaco con quello di un impresario nel ruolo di un capo villaggio che, dopo aver occultato il suo volto dai manifesti, scappa in maniera inesorabile dal dibattito".

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"Evidentemente si auspica nell’invito di qualche operatore compiacente per mettere in scena l’ennesimo monologo propagandistico. Il 26 maggio saranno i foggiani a mettere fine a questo spettacolo indecoroso, notificandogli lo sfratto da Palazzo di Città, restituendo così a quelle mura la “dignità istituzionale” che meritano. 

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