Foggia senza Giunta, Di Fonso e Iaccarino sgomitano per la Presidenza del Consiglio: lunedì vertice (forse) decisivo

E’ stato rinviato a lunedì l’incontro che si auspica decisivo tra le forze che compongono la maggioranza Landella. Tutto è in estremo ritardo. La Lega disturba Iaccarino, Forza Italia tuona: "Saremo irremovibili"

E’ stato rinviato a lunedì l’incontro che si auspica decisivo tra le forze che compongono la maggioranza Landella per la formazione della giunta comunale. Tutto è in estremo ritardo, a partire dalla proclamazione degli eletti. Ma, in assenza di quella, il sindaco non procede. “Abbiamo notizie che i consiglieri saranno proclamati lunedì 22 luglio 2019” si sostiene da Palazzo di Città. I precedenti annunci, tuttavia, non hanno avuto fortuna. Censurabile la lentezza con cui si procede.

E tuttavia, è quasi un bene per i partiti a guardare le divisioni e la difficile quadra per la composizione dell’esecutivo. Landella se ne sta tenendo lontano, preso com’è dalla vicenda calcistica. La partita si intreccia anche con le prossime elezioni regionali. Mentre la classe politica eletta è tale che compromesso e mediazione, capisaldi dell’agire politico, sono stati ben presto surclassati da ‘capetti’ intenti a tirare, ciascuno, acqua al proprio mulino.

I regionali hanno difficoltà ad interagire. La Lega (consiliare) pare abbia abbassato le pretese, risolvendosi ad incassare due assessorati ma, contestualmente, ha alzato il tiro sulla presidenza del consiglio a Massimiliano Di Fonso, mister preferenze, che a Luigi Miranda - ex presidente del Consiglio comunale e candidato alle primarie del centrodestra - pare abbia rinfacciato di “giocare per se stesso”  e per la poltrona di vicesindaco, piuttosto che per i consiglieri che si sono spesi sul campo. Solo di fronte alla minaccia, sempre secondo rumors, di non sostenerlo alle regionali (anzi, di “disturbarlo” attraverso una candidatura in prima persona del sindacalista della sanità), l’avvocato leghista pare abbia capitolato: non più la poltrona di vicesindaco per egli stesso, barra dritta sulla presidenza.

“Anche perché – il ragionamento- è consuetudine che la seconda carica del consiglio venga data ad una forza politica diversa da quella rappresentata dal sindaco”. “Non esiste, saremo irremovibili” tuonano, di contro, da Forza Italia, che ha già un accordo con il sindaco per Leonardo Iaccarino presidente, altro mister preferenze, che non ha alcuna intenzione di farsi da parte (tanto più che rivendica il suo essere "consigliere anziano"). Non è chiaro come si concluderà il braccio di ferro. Di certo, lasciare la presidenza significherebbe per Forza Italia provare ad ottenere tre assessorati. Ieri l’incontro tra il regionale D’Attis e il gruppo azzurro: i nomi restano quelli, Claudio Amorese e Antonio Bove (primo dei non eletti) agli assessorati, Iaccarino alla presidenza del consiglio. “Siamo uniti e coesi” trapela. Diversa la situazione in casa salviniana dove le trattative portate avanti dal capogruppo Fiore e dal duo Masi-Miranda finalizzate a piazzare Fariello e lo stesso Miranda (evitando che scattino i non eletti e che i consiglieri eletti si invischino in una partita governativa che non li garantisce per niente) dispiacciono, e molto, alla corrente Casanova-Cusmai-Ursitti: cedere sull’ingresso dei non eletti Paolo La Torre e Raimondo Ursitti, tra l’altro consiglieri provinciali, significa soccombere politicamente alla controparte. Chi comanda nel partito? Non è per niente chiaro. Le risultanze della giunta comunale restituiranno anche la linea di comando su Foggia. Anche perchè potrebbe darsi che la Lega debba "dare" una donna: in quel caso a Iadarola e Soragnese potrebbe essere chiesta disponibilità, il che farebbe spazio almeno ad uno dei non eletti (La Torre). Dipende tutto dalla forza impositiva del partito.

In questo scenario i Fratelli d’Italia si sarebbero convinti a prendere un solo assessorato (Matteo De Martino, primo dei non eletti, o Erminia Roberto, per far scattare il primo in consiglio: si convincerà l’assessore uscente che teme che Landella la faccia fuori dopo pochi mesi? “Se è necessario che entri in giunta, deve entrare” sostengono dal partito. E la cosa suona abbastanza grottesca stante l’insoddisfazione generale per l’operato dell’ex vicesindaco di Landella). Un solo assessorato con vicesindaco, però. La Salandra, che guarda alle regionali, avrebbe detto sì.

Restano le due civiche, ciascuna con un assessore (Anna Paola Giuliani per Destinazione Comune e Sergio Cangelli per Foggia vince) e un assessore di scelta sindacale, che dovrebbe essere Claudia Lioia, altra uscente. Resterebbe a bocca asciutta l’Udc, che dovrebbe “accontentarsi” di una azienda comunale. Con tutta probabilità Amgas, atteso che Ataf, al momento, con un presidente neoeletto, sarebbe discorso a parte. “Ma di partecipate non si è per niente parlato” asserisce un beninformato, presente ai vari incontri. Lunedì se ne capirà di più, sotto il profilo amministrativo ma anche politico. Ne va degli equilibri interni ai partiti. E della partita 2020.

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