Giunta a sei (e non a 9) per colpa della Lega, salviniani spaccati sulle poltrone: Landella tentato anche dal piano 'B'

Nessuna quadra in casa Lega, è scontro aperto sui nomi degli assessori. Landella deciso a tirare dritto e a formare un esecutivo al momento a sei senza salviniani. Sondate anche le opposizioni

Ore 13.58: C'è la Giunta, ecco assessori e deleghe

Fumata nera (ancora) per la giunta Landella. Il 70% dell’esecutivo è pronto per la firma. Ma all’appello manca la Lega di Salvini. La giornata di ieri è trascorsa con conclavi ad oltranza senza che il segretario regionale, Luigi D’Eramo, riuscisse a cavare un ragno del buco. Ciascuno, in quel partito, sembra “far casa a sé”. “Una masseria senza curatolo” scrolla il capo un azzurro. Che rivela: “Abbiamo cominciato a sondare un piano b tra le opposizioni, raccogliendo la disponibilità ad entrare in maggioranza (e quindi in giunta, ndr) ove dovessimo esser costretti a procedere senza i salviniani”.

La tentazione di Landella ieri è stata quella di ufficializzare una giunta a sei, sostengono, mantenendo gli interim che dovrebbero andare al partito di Salvini. “Ma se non trovano la quadra tra di loro, non possiamo aspettare oltre. Abbiamo la necessità di partire”. E tuttavia lo strappo sarebbe di quelli sonori (un centrodestra senza Lega dopo tutto quello che son costate le primarie e le elezioni sarebbe un terremoto politico, oltre che un cattivissimo esordio per il Landella bis), motivo per cui il sindaco avrebbe concesso altro tempo a D’Eramo. “Ma il partito deve fare il partito, a costo di tagliare qualche testa” filtra dallo stesso partito salviniano.

Tra lunedì e martedì nomi sul tavolo o si parte. Senza Lega. Lo scontro fratricida in un partito mai nato fondamentalmente da queste parti, che altro non è che una sommatoria di nomi piazzatisi sotto il simbolo “più in voga” del momento, è di quelli forti. Manca la politica. La diplomazia è cosa sconosciuta. “Non hanno neanche un delegazione, ciascuno va da Landella per fatti propri”. Tre assessori, tre nomi. Sceglierne di condivisi è roba improba. Nella giornata di ieri, poi, Landella avrebbe cambiato la formula chiedendo due donne e un uomo. Apriti cielo, la confusione si sarebbe fatta più nera. A quel punto sarebbe intervenuto il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D'Attis: due uomini e una donna, come da accordo politico originario, ma Landella avrebbe chiesto entro questa mattina alle 10.00 un documento con i nomi sottoscritto da tutti i consiglieri comunali (che son quelli che devono garantire i numeri in aula). Niente da fare. Questa mattina son circolati i nomi di Ursitti, Fariello e di una donna in quota Miranda ma, praticamente,  la gran parte del gruppo consiliare era praticamente fuori dai giochi, quindi niente firme.

Landella freme, vuole partire. Degli eletti nessuno vuol andarci in giunta, temendo di fare un giro di valzer brevissimo. Meglio nominarne di esterni. Ma nessuno vuole i non eletti, che il partito, invece, vorrebbe garantire e valorizzare, non foss’altro per esser stati della partita elettorale.

E però Fiore, De Martino, Di Fonso & co. avrebbero già fatto le loro scelte in campagna elettorale, garantendo per Luigi Miranda, Gianfranco Fariello e nomi di loro fiducia: perché sacrificarsi per chi è rimasto fuori? Tanto più che diventerebbe occasione per far fuori nomi pesanti e scomodi: vuoi mettere? A questo proposito, proprio dal partito avrebbe preso a circolare la notifica dell’Anac a Raimondo Ursitti sull’avvio del procedimento di vigilanza circa una presunta incompatibilità tra il suo ruolo di segretario generale dell’Ente Fiera e le cariche elettive. “Gli stanno facendo delle carognate” si sfogano dalla corrente Casanova-Cusmai-Ursitti-Splendido. Lo stesso Splendido ad un certo punto si sarebbe auto-proposto assessore, contribuendo, secondo alcuni, ad acuire lo scenario. Finanche la delegazione presentatasi da Landella sarebbe stata divisa e variegata. Ciascuno si sarebbe recato a perora la propria causa. A partire dal capogruppo Alfonso Fiore (probabilmente capogruppo ancora per poco, filtra, per incapacità politica di gestire la questione e di coordinare il gruppo consiliare col partito): “da lui nomi assolutamente improponibili” si sostiene, ventilando addirittura la figura di Antonello Scopece, “riesumato” dai tempi di Alleanza Nazionale.

Insomma, un bailamme di dimensioni inimmaginabili alla vigilia, per quanto ci fossero tutti gli elementi per ipotizzare una difficile quadra tra eletti e partito. “La Lega deve fare la Lega, qualche testa deve cominciare a saltare, ammazzarne uno per educarne cento” le dichiarazioni di queste ore. Longo-Amorese si son (ri)blindati Annona e Attività economiche. Il Landella aspetta. Così come il resto della giunta, ormai fatta. Il piano b è sondato. E resta in piedi l'ipotesi di una giunta a sei. 

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