"L'armata Brancaleone" non spaventa Landella: "Un'alleanza contro di me non durerebbe neppure un anno"

La replica del sindaco uscente e candidato del centrodestra, dopo la conferenza stampa che ha ufficializzato l'accordo politico tra Cavaliere, Mainiero e Pertosa: "Una grande ammucchiata confusa che sta assieme con il solo obiettivo di abbattere Franco Landella"

“Ciascuno è libero di fare le proprie scelte. Ed io non giudicherò le scelte individuali. Come ho detto la sera del 26 maggio, a me interessano i foggiani, non i dirigenti politici, perché è con la città che intendo parlare, non con il suo ceto politico più o meno capace di orientare il consenso”, così esordisce Franco Landella nel commento alla conferenza stampa di poche ore fa che ha annunciato l’accordo politico tra Mainiero, Pertosa e il candidato sindaco, e avversario del sindaco uscente al ballottaggio, Pippo Cavaliere.

“La conferenza stampa del candidato sindaco del centrosinistra, Pippo Cavaliere, consegna nitidamente alla nostra comunità l’immagine di quella che sarebbe la sua compagine di governo in caso di vittoria. È con ogni evidenza un’armata Brancaleone, in cui c’è tutto ed il contrario di tutto, completamente sprovvista di una visione comune della città. Lo dico senza timori: un’alleanza così, costruita esclusivamente contro di me, non durerebbe al governo di Foggia neppure un anno. 

Nella grande ammucchiata guidata da Pippo Cavaliere – ex vicesindaco di Salvatore Chirolli e di Gianni Mongelli, ex candidato alla Camera dei Deputati per il centrosinistra ed anche ex segretario provinciale dello SDI, dunque tutt’altro che un esponente della società civile lontano dalla politica, che però inspiegabilmente prova ad occultare il suo passato come se volesse nasconderlo – ce n’è per tutti i gusti: da Mimmo Verile a Saverio Cassitti; da Giuseppe Mainiero a Lia Azzarone; da Lucio Tarquinio a Giulio Scapato; da Italo Pontone a Pino Lonigro”. 

Landella aggiunge: “Sia chiaro: non ne faccio una questione personale, ma politica ed amministrativa. Alcuni di loro sono stati stretti collaboratori del sindaco Orazio Ciliberti, che ha portato Foggia al predissesto finanziario. Altri hanno lavorato gomito a gomito con Gianni Mongelli. Altri ancora hanno svolto una campagna elettorale promettendo di cancellare gli ultimi vent’anni di governo cittadino, salvo poi ritrovarsi fianco a fianco con chi in quei vent’anni è stato sindaco e attore di primo piano dell’Amministrazione comunale. È chiaro a tutti che il ‘governo di salute pubblica’ è solo lo stratagemma linguistico dietro il quale prova a nascondersi un’ammucchiata confusa, che sta assieme con un solo obiettivo: abbattere Franco Landella. È questa la loro unica priorità, non il bene di Foggia.  

Ai cittadini, a tutti quelli che si sono recati alle urne il 26 maggio, indipendentemente da chi abbiano votato, pongo una domanda semplice: è questo il governo che volete per la nostra città? Volete davvero essere governati da una rattoppata coalizione in cui nessuno la pensa come il suo alleato e che è nata solo per ingaggiare una battaglia personale contro di me?

Io penso – conclude il candidato sindaco del centrodestra – che non sia questo ciò di cui ha bisogno la nostra città. Una città che in questi cinque anni, con sacrifici e tra mille limiti, è comunque cresciuta. Una città che oggi è migliore di quella di cinque anni fa. 
Il prossimo 9 giugno è in ballo il futuro di Foggia. Proprio per questo è necessario tornare a votare. E sono certo che tra la confusione e l’odio personale e la prospettiva di una virtuosa continuità che ci permetta di migliorare anche ciò che non ha funzionato, i foggiani sapranno scegliere la seconda, dando ancora fiducia alla proposta politica ed amministrativa del centrodestra”.

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