Il Foggia crolla, la politica si contende la Giunta: è il momento di osare per il bene della città

La politica è alla prova del nove: saprà fare squadra e nominare i migliori volti in grado di restituire a Foggia la dignità e la spina dorsale di città capoluogo? Il punto della situazione

Lo scrivevamo qualche giorno fa: Foggia, un territorio indolente e quasi rassegnato alla mediocrità,  ha partorito ieri l’ennesimo colpo alla sua immagine e alla sua storia. Fallisce pure la prima squadra calcistica della città. E, dopo qualche lagnanza, sarà storia archiviata e si faranno spallucce: così è se vi pare. Non un’analisi critica seria accompagnerà questo momento, non un mea culpa imprenditoriale, sportivo, il dito sarà sempre e comunque puntato contro il destino cinico e baro. L’autoassoluzione che ci piace, e ci conforta. Benvenuti in Capitanata.

Dicevamo, la mediocrità, la litigiosità, il tornaconto personale contro l’interesse collettivo. Non è un caso che rischia di diventare un pollaio rissoso anche un’altra delle scelte fondamentali a cui la città è chiamata e dalle quali dipende la qualità dell’azione della classe dirigente. Il rischio che la politica deve scongiurare è che si partorisca il topolino, come spesso accade.

Foggia ha eletto il suo sindaco lo scorso 9 giugno, è di nuovo Franco Landella. Ed ora è il momento delle scelte. La politica è alla prova del nove: saprà fare squadra e nominare i migliori volti in grado di restituire a Foggia la dignità e la spina dorsale di città capoluogo? A ben guardare, il personale politico, in generale, è di fattura modesta. Ma non tutto, esistono eccezioni, ed è a queste che dovrebbero guardare sindaco e partiti: ad uomini e donne di qualità, perché ve ne sono, in un moto di magnanimità verso la città che dicono di amare ad ogni campagna elettorale.

Le premesse, in realtà, non sono particolarmente esaltanti. Ciascuno lavora per sé ed il tasso di divisioni e litigiosità è appena contenuto dal fatto che vi è ancora tempo e le trattative non sono entrate a pieno regime. Ma manca poco. Archiviato l’impegno ‘Foggia Calcio’, il sindaco dovrà cominciare ad interloquire seriamente coi partiti. Ed essi tra loro e con i rispettivi gruppi consiliari. Giovedì dovrebbe essere una giornata dedicata a questo. E ciò che filtra restituisce, appunto, l’amaro gusto della limitatezza.

Lega

In casa Lega i nodi non sono ancora sciolti e le trattative sono nelle mani del commissario regionale Luigi D’Eramo e del senatore Marti. Linea Casanova, ergo Daniele Cusmai – Joseph Splendido - Raimondo Ursitti. C’è la necessità di portare quest’ultimo in consiglio comunale, e con lui Paolo La Torre, primo dei non eletti. E’ la linea di partito, come si dice in gergo politico, se non altro della parte di partito che comanda. Il gruppo consiliare si acconcerà a seguirla o continuerà ad essere recalcitrante? Lo ricordiamo: gli ingressi dei non eletti in consiglio dipendono dalla volontà degli eletti della prima ora di essere nominati assessori, un prestigio ieri, un sacrificio oggi (caso Grilli-Verile-De Rosa docet). Chi accetterà il rischio? Il partito avrebbe puntato gli occhi su due figure in particolare, un uomo e una donna: Salvatore De Martino e Concetta Soragnese. Ma il sindaco deve dare “garanzie”. Quelle di non farli uscire dalla finestra dopo poco tempo. Accadrà? Nel gruppo consiliare, che poi è quello che ‘decide’ di fatto, le correnti di pensiero sono diverse: c’è chi non ci pensa proprio a seguire i diktat di partito, chi lavora per sé (Fiore-Iadarola continuerebbero a sponsorizzare Gianfranco Fariello), il commissario cittadino Luigi Miranda sta alla porta, c’era una mezza promessa di nominarlo vicesindaco da parte di Landella ma pare che nessuno lo sostenga nel partito e tra i consiglieri. Massimiliano Di Fonso alias mister preferenze vuole, giustamente, dire la sua ed alza il tiro della richiesta. Insomma, tutto si può dire fuorchè che la Lega abbia messo su un gruppo compatto, unito e riconoscibile. Colpa di quel ‘carro del vincitore’ su cui sono saliti in troppi. Una soluzione, ad ogni modo, deve esser trovata. Si attendono evoluzioni.

Forza Italia

Stessa disomogeneità in questa tornata la sconta Forza Italia. Qui la partita dovrebbe essere più semplice, comunque, anche se non aiuta il congelamento dell’azione dei regionali D’Attis e Damiani disposta da qualche ora dal partito nazionale, in fase di riorganizzazione. Il provinciale, Raffaele Di Mauro, è consigliere eletto quindi parte in causa. Chi interloquirà con Landella? Il singolo consigliere, la risposta. D’altronde che Leonardo Iaccarino si sia già seduto sulla poltrona della presidenza del consiglio e Bruno Longo abbia messo in giunta suo genero Claudio Amorese, non è un mistero. E non sembrano avere intenzione di fare un passo di lato per consentire al partito di fare un ragionamento complessivo. A Forza Italia dovrebbe essere demandata la mera scelta della seconda casella che, nella spartizione, dovrebbe esserle assegnata: in pole pare vi sia una donna, torna il nome dell’uscente Tucci vicina a Raffaele Di Mauro (che da segretario provinciale, per quanto in stand by, deve pure far valere il suo peso) e di Germana Schena. Rischia però di restare a bocca asciutta Antonio Bove, assessore ai Lavori Pubblici uscente e fedelissimo di Landella: è primo dei non eletti, non è entrato neanche in consiglio. E che Landella lo rivoglia con sé non è un mistero.

Civiche

Così come il sindaco rivorrebbe con sé Sergio Cangelli e Francesco Amorese, candidati (il primo non eletto, il secondo sì) rispettivamente con le civiche ‘Foggia Vince’ e ‘Destinazione Comune’. Qui scalpita anche un’altra uscente, AnnaPaola Giuliani. Landella dovrà fare una scelta (anche perché queste dipendono essenzialmente da lui) e non è escluso che a farne le spese sarà proprio il fidato Morese.

Fratelli d'Italia

E’ muro contro muro ancora, invece, in Fratelli d’Italia: la fusione a freddo tra Digiuseppiani e Fratelli d’Italia ha provocato l’impasse che si temeva, ossia che ciascuno voglia far prevalere se stesso e la sua proposta. Ma la casella è una. Ce la farà Di Giuseppe a piazzare la sua Erminia Roberto, contro tutto e contro tutti? Qui Ciccio D’Emilio perora nientemeno che la carta Oronzo Orlando, il segretario provinciale Fratelli d’Italia, Giandonato La Salandra, non disdegnerebbe se stesso dopo tutto il lavoro fatto, e in chiave regionali. Tre idee per una poltrona. Chi vince? Resta l’Udc, la cui scelta dovrebbe ricadere su Tiziana Granato, avvocato, chiamata da Cera nel marzo scorso a presiedere il partito foggiano dopo le rotture con Iaccarino e Iacovangelo.

“E’ una situazione complicata, Landella dovrà essere abile tessitore” si sostiene tra gli addetti ai lavori. Dalla qualità della giunta dipenderà la qualità dell’azione amministrativa. Landella faccia scelte chiare e di qualità se vuole aiutare Foggia, dimostrando di aver meritato il secondo mandato. E' il momento di osare, partiti e consiglieri lo accompagnino. Per il bene della città.

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