Bruno Longo 'ringrazia' Leo Di Gioia e pregusta la vittoria: "Con Landella vinciamo e rifacciamo Amica 2"

Intervista al consigliere uscente e candidato in Forza Italia alle amministrative 2019. "Da Di Gioia danno enorme a Cavaliere. Urgente rifare società in house dei rifiuti. Cosa abbiamo fatto? Pagato debiti"

“Anche Foggia seguirà il trend nazionale, che vede il centrodestra col vento in poppa. Una inversione di tendenza la si sarebbe potuta avere solo a fronte di due elementi: un candidato sindaco cinquestelle di spicco e con elevato appeal, cosa che l’ing. Quarato non ha, o un candidato del centrosinistra forte. Cosa, anche in questo caso, non pervenuta dal momento che Pippo Cavaliere è più bravo come professionista che come soggetto politico. Pertanto, ci troviamo in uno scenario in cui il centrodestra probabilmente non vincerà al primo turno ma certamente, se non si sottovaluta il popolo dell’astensione, lo farà al ballottaggio”. E’ la previsione di Bruno Longo, politico di lungo corso nel capoluogo dauno, conoscitore della città e del Palazzo, consigliere uscente e nuovamente candidato, questa volta con Forza Italia. Ovviamente per Landella sindaco. Quando lo incontriamo ha preso a circolare da qualche ora la news del momento, ossia il voto alla Lega alle elezioni Europee di Leonardo di Gioia, azionista di maggioranza della coalizione che alle elezioni comunali sostiene il centrosinistra di Cavaliere. Musica per le orecchie del neo azzurro. Che da lì parte.

E’ un colpo per il centrosinistra?

Già parlare di centrosinistra da quelle parti è improprio visto il travaso robusto dal centrodestra. Ne parlavo qualche giorno fa con un elemento storico di quell’area quale è Sabino Colangelo, che mi dava ragione convenendo anche sul fatto che stiamo alla sinistra dei salotti più che dei valori e dei principi. Si aggiunga che vi è un personaggio estremamente equivoco come Leo Di Gioia.

Vogliamo spiegare il termine ‘equivoco’?

Nel senso che non ha una posizione politica definita, si sposta indifferentemente dal centro alla destra alla sinistra. Quest’ultima uscita è certamente una mazzata per il centrosinistra.

Crea un danno alla coalizione in campo alle elezioni comunali?

Ma ovviamente. Di dimensioni enormi. Guardi, non si può dire di votare per il candidato sindaco del centrosinistra e poi alle europee sentirsi libero di votare la Lega. Io lo chiamerei ‘Alto tradimento’. Ovviamente mia opinione. Evidentemente è alla strenua ricerca di una posizione, quale che sia lo schieramento. Io comunque gli sono grato perché sta dicendo agli elettori di votare centrodestra: “vedete, me ne sono convinto anche io!” è il sottotitolo di questa azione.

Esulta, Longo, ma non ha fatto i conti con il voto disgiunto che dal centrodestra potrà partire all’indirizzo di Cavaliere.

Coloro che stanno lavorando in questa direzione noi lo abbiamo ben noti, e possono fare poco. Il voto di stima nei confronti di un candidato è difficile che possa essere trasferito ad altro candidato con sotterfugi e giochetti, a meno che non siano galoppini. Il cittadino, invece, ha ben chiara la contraddizione di chi si fa votare nel centrodestra e poi chiede il voto per il candidato sindaco del centrosinistra. Credo siano voti in fondo persi. Di più, quei voti si perdono completamente al ballottaggio. E comunque non c’è paragone tra questi pochi voti e il danno enorme invece che Di Gioia ha provocato a Cavaliere.

Fino a prima delle primarie in pochi scommettevano su una ripresa di Landella, che oggi, invece, è tornato concorrente di primo piano. Come mai ieri no ed oggi sì?

Se dobbiamo parlare fuori dai denti, c’erano delle perplessità dovute al timore di riverberi di natura giudiziaria che si sussurravano con insistenza a Foggia.

Sarebbe a dire?

Riporto ciò che si diceva, sia chiaro: se in campagna elettorale a Franco Landella gli capita qualche guaio giudiziario, per la sinistra è cosa fatta.

Sembrano rumors pesanti.

Ma infondati. Io personalmente non vi ho mai creduto. Sono stati messi in giro dai rivali di Landella. A riferirli con insistenza erano soprattutto quelli che io chiamo ‘untori’, passati poi dal centrodestra al centrosinistra. Ma erano così forti che avevano spaventato qualcuno. E’ stata la vendetta di chi non è stato accontentato.

Poi?

Poi la magistratura si è rivelata più seria degli untori.

Passiamo ai fatti, allora. L’amministrazione uscente come ha governato secondo lei? Perché se la guardiamo dal punto di vista dei servizi comunali, ad esempio,  non è che siano stati fatti molti passi in avanti. In cinque anni cosa avete fatto?

Non voglio ripetere sempre le stesse cose. Nel 2014 abbiamo ereditato una situazione di pre-dissesto finanziario.  Pur avendolo criticato, ho sempre visto i riverberi positivi dell’operazione svolta dal sindaco Mongelli negli ultimi due anni col salva-enti. E su quella scia abbiamo dovuto continuare. Per pagare i debiti. scia di quei due anni, ci è stato raccomandato di ripagare i debiti.

Bene. Ma che c’entrano i debiti, ad esempio, con il mancato contratto definitivo con Amiu Puglia che ci ha privati di investimenti? Che c’entra con il mancato sprint alla raccolta differenziata?

Legga tra le righe. Può significare che valutiamo delle situazioni alternative rispetto ad Amiu.

Ah ecco, ma non è stato mai detto.

Ed io lo dico in maniera molto chiara anche perché sono uno dei sostenitori di un ritorno alla gestione in house dei rifiuti a Foggia. Anche i dirigenti ci hanno detto che ci farebbe risparmiare. Miglior servizio e minori costi.

E perché non l’avete fatto?

Bisognava assicurare un servizio alla città e le titubanze hanno riguardato la transizione da una società all’altra.

E poi il fallimento di Amica non lascia ben sperare, o no?

Quel fallimento è stato causato dai voli pindarici fatti dalle amministrazioni precedenti.  Anche se non dobbiamo dimenticare che per Amica due mesi prima del default non c’erano 18 milioni di euro, successivamente siamo entrati in Amiu con 27 milioni di euro.  E’ stata una scelta sbagliatissima, a mio avviso. Uscire da una società non è cosa facile ma lo ritengo un percorso da fare con urgenza. Ovviamente se dovesse toccare ancora a noi governare.

Ataf?

Dobbiamo mettere a bando il servizio, ci siamo preoccupati di coinvolgere ditte a livello locale. Siamo dibattuti su una partecipazione diretta del Comune di Foggia e quindi su soggetto pubblico-privato. O se farlo senza partecipazione dell’ente.

E gli autobus rotti, il servizio in affanno e tutto il resto? Cinque anni sono cinque anni.
Abbiamo dato quattro milioni e mezzo ad Ataf, soldi del nostro bilancio, non ce lo ha ordinato nessuno. Abbiamo fatto un sacrificio importante. Avrei voluto vedere senza quei soldi cosa sarebbe stato il servizio. Il cittadino non deve solo chiedere, deve anche accertarsi delle possibilità di un’amministrazione.

Per che cosa si è qualificata questa amministrazione?

Per il pagamento dei debiti ed il risanamento dell’ente. Nel predissesto ci eravamo impegnati a pagare una cifra, che era di 3,3 milioni di euro all’anno. Ne abbiamo pagati 27. La prossima amministrazione avrà molti più soldi di quelli che ha potuto investire l’amministrazione Mongelli negli ultimi due anni e l’amministrazione Landella negli ultimi cinque.

Ma davvero non c’era nulla da mettere sulla viabilità?

Io sono uno di quelli che avrebbe fatto meno feste, più cultura e più asfalto. Ma io sono solo uno. Non decido.

Quindi c’era qualche soldo per le strade.

Sono scelte politiche. Ma ritengo sia anche una lezione per la prossima amministrazione.

Ultime battute, Longo. Non ha usato parole dolci nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche. La Chiesa sta con Cavaliere?

La Chiesa sta col centrosinistra e a Foggia con Cavaliere.

E questo le dispiace.

Certo. Io la critica che muovo alle gerarchie ecclesiali è quella di parlare un linguaggio e temi cari alla sinistra. Noi abbiamo bisogno di un riferimento spirituale. Ed in questo momento non ce l’abbiamo.

In un momento in cui tutti vanno con la Lega, lei sceglie Forza Italia. Perché?

La Lega qui al Sud non è la Lega del Nord, consolidata e radicata. Qui si vive una eccessiva litigiosità. Quando il vento è in poppa non si vede, ma se minimamente il vento si dovesse fermare, rischiano di implodere. Io ho fatto una scelta diversa, seguendo le sollecitazioni del mio riferimento nazionale ex An, Maurizio Gasparri, che, in un momento delicato come questo e vista anche la situazione ambigua venutasi a creare in Fratelli d’Italia dopo l’operazione Fitto-Meloni non capita da molti di destra, mi ha invitato a partecipare alla costruzione di un’area di destra dentro Forza Italia.

Non è un caso il ticket con  Sonia Ruscillo, proveniente da famiglia missina.

Esatto. Dopo le europee i riferimenti politici a cui siamo abituati potrebbero cambiare. Noi ci stiamo preparando.

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