L'abbraccio dei tre Giuseppe per 'salvare Foggia dalla famiglia Landella-Di Donna': "Riprendiamoci il futuro"

Pertosa e Mainiero nel 'Patto per Foggia'. Appello anche ai cinquestelle ad abbandonare posizioni pilatesche. Cavaliere prova a sedurli: "Nella mia giunta nessun assessore delle giunte precedenti"

“Il 9 giugno la scelta non sarà tra due compagini politiche ma tra due persone e le loro storie: Pippo Cavaliere e Franco Landella”. E’ su questo terreno, scevro dalla divisione centrodestra – centrosinistra, che i ‘tre Giuseppe’, come lo stesso Cavaliere ha sottolineato quale elemento di buon auspicio, hanno portato la conferenza stampa di oggi. Quella in cui è stato annunciato l’accordo politico venuto fuori nelle ultime ore: Giuseppe Mainiero e Giuseppe Pertosa hanno deciso di sostenere al ballottaggio la proposta Cavaliere. Nessun apparentamento tecnico, che pure avrebbe consentito di partecipare alla distribuzione dei seggi ed agganciare lo scranno in consiglio al Comune di Foggia, ma una intesa politica anti-Landella “per liberare Foggia dalla cappa familistica e padronale che l’ha governata fino ad oggi e tirarla fuori dalle secche in cui è sprofondata”. Questo anche per rispondere alle critiche piovute negli ultimi giorni sulle due forze rimaste escluse dal primo turno (nessuno dei due, né le liste di Mainiero né quelle di Pertosa, hanno raggiunto lo sbarramento del 3%) di “farlo solo per la poltrona”. Ovviamente c’è una garanzia per i due, e la comunica lo stesso Cavaliere: “In caso di vittoria – ha detto davanti al suo quartier generale – saranno coinvolti nella gestione amministrativa, con le modalità e tempi che decideremo insieme”. Assessorato o presidi di sottogoverno è tutto da vedere.

Il video della conferenza 

Nel frattempo Cavaliere risponde alle richieste degli alleati: emancipare la sua coalizione dal perimetro del centrosinistra, di cui evidentemente Mainiero e Pertosa non fanno parte, e farla diventare un progetto di “salute pubblica”. Istanza alla quale Cavaliere risponde con il “Patto per Foggia” e con la garanzia che “nella mia giunta non ci sarà un solo assessore presente nelle giunte precedenti”. “La mia coalizione – dichiara subito- l’ho sempre chiamata Patto per Foggia, perché è allargata e racchiude tantissime sensibilità. Accordi specifici non ce ne sono. Hanno rimesso a me di decidere in caso di vittoria, molto probabile, quella che sarà la loro partecipazione alla vita amministrativa dell’attività di Foggia. A differenza del centrodestra, che ha dovuto sottoscrivere un patto pre-matrimoniale perché non c’è fiducia tra loro. Il fatto che Landella continui a parlare di centrosinistra è una strumentalizzazione a tutti gli effetti – sottolinea Cavaliere –, è un ‘Patto per Foggia’, che deve tirare fuori la città dalle sabbie mobili. Nella giunta Cavaliere non ci sarà un solo assessore presente nelle giunte precedenti".

“Mi sento a casa” chiarisce subito Mainiero, “in cinque anni sono stato all’opposizione con amici del centrodestra che oggi sono qui: noi non andiamo via dal centrodestra perché al Comune di Foggia non c’è stato centrodestra ma una gestione padronale della famiglia Landella-Di Donna ed io non faccio parte di quella famiglia. Qui c’è il confronto tra una casa comunale diventata la dependance della famiglia Landella-Di Donna e noi che dobbiamo ripristinare il profilo istituzionale del consiglio comunale di Foggia”. Quindi Mainiero rivolge alla città una preghiera laica: “Questa è una città piegata nel silenzio e nel terrore: nella casa comunale e nelle società che hanno gli affidamenti del Comune di Foggia hanno il terrore di votare, perché nelle sezioni si è votato con il controllo. Questa volta non abbiate paura, nessuno potrà controllare il vostro voto”. E attacca pesantemente anche il già sindaco di destra Paolo Agostinacchio: “I guai di questa città iniziano con la giunta Agostinacchio e la Federico II. Quindi smettiamola col torcillo. Mongelli ha fatto il commissario liquidatore di questa città, diciamoci la verità, chiamato a risolvere i danni del secondo Agostinacchio, che è stato l’inizio della fine di questa città”.

Galvanizza i presenti Pertosa, che invita anche i cinquestelle a non agire in maniera pilatesca ma a scegliere: “Il sindaco deve essere Pippo Cavaliere. Foggia non ha alternative, è l’unica scelta di qualità che questa città ha. Il nostro compito è quello di non bloccarci nelle nostre case, è quello di diffondere questa idea, questa visione, in mezzo ai cittadini foggiani. Dobbiamo assolutamente combattere questa apatia che sta attanagliando da troppi anni la nostra Foggia. Accanto a me c’è peso, qualità e misura. Cos’altro cerca questa città? Cos’altro cercate foggiani? Ci stiamo mettendo la faccia, perché vogliamo vivere in una città migliore, perché noi siamo migliori di quello che abbiamo mostrato e subito fino ad oggi. Faccio anche un appello agli elettori del M5S: dovete mettere sui piatti di una bilancia Landella e Cavaliere. Che cosa volete per il futuro? Quello che avete visto per cinque anni o una valida alternativa? Ho avuto la garanzia che avrà al suo fianco persone di qualità. L’amministrazione uscente è stato un governo familistico, i consiglieri comunali dovevano fare anticamera dalla moglie del sindaco, una vergogna! Vigili urbani dedicati alla moglie del sindaco invece di stare in mezzo alla strada, ma di che cosa stiamo parlando? La Polizia municipale non deve essere al servizio del sindaco ma al servizio di Foggia! Dov’è il vostro orgoglio foggiani? State ipotecando il vostro futuro per una pizza ed una birra! Riappropriatevi della vostra dignità!”.

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