Quarato ribadisce: "Né Pippo né Franco, cinquestelle neutrali". Insorgono gli 'storici': "Sbagliato, noi con Cavaliere"

Ballottaggio Foggia: da un lato il candidato sindaco del M5S ribadisce la neutralità del Movimento rispetto al voto; dall'altro una quindicina di 'storici', come si definiscono, perorano la causa Cavaliere

“Leggo e sento con piacere che i due candidati sindaci che si affronteranno al ballottaggio, propongono al nostro elettorato di realizzare alcuni dei contenuti che noi (e solo noi) abbiamo proposto. Non è mai troppo tardi per ravvedersi, ma non ci piacerebbe nemmeno sentirci un ennesimo “punto primo” senza speranza. I foggiani certamente dovranno aspettare 5 anni per scegliere il vero cambiamento”. Esordisce così Giovanni Quarato, già candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, in una nota stampa in cui ribadisce la ‘neutralità’ del movimento rispetto al ballottaggio del 9 giugno.

“Va chiarito – aggiunge infatti- che rimaniamo neutrali rispetto alla medaglia che si contende il ballottaggio e non daremo alcuna indicazione di voto. Si smentiscono, infine, come destituite di alcun fondamento le voci secondo cui vi sarebbero "accordi sottobanco" con una o con l'altra parte: questo tipo di logiche pseudo-politiche, non appartengono ai prinicipi del Movimento 5 Stelle! Si diffida chiunque dal metterle in atto! Siamo neutrali e resteremo tali fino al 10 giugno. Poi – conclude-, diventeremo una sana opposizione dell’uno o dell’altro schieramento.

Diverso, invece, l’orientamento di coloro che si definiscono ‘gli attivisti storici che perorano la causa Cavaliere. La nota stampa giunge da Nunzio Lops all’esito di una assemblea con diversi nomi del panorama locale pentastellato di un tempo, dice a questa testata, menzionando attivisti come Carmela Signoriello, Maria Cassitti, Gianluca Casolaro, Carmine Villani, Antonio De Angelis.

“Preliminarmente – scrivono, sferrando l’ennesimo attacco - rileviamo che se avessimo candidato tutti gli attivisti che i cittadini hanno conosciuto in questi ultimi 5-7 anni il risultato sarebbe stato diverso e, probabilmente, il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto misurarsi al ballottaggio. I cittadini ci hanno conosciuti nelle piazze, nelle strade, sotto i gazebo ma nella lista voluta dai portavoce hanno trovato candidati sconosciuti o conosciuti per le diverse frequentazioni. Sono emerse, invece, le catastrofiche lacune e dilettantistiche scelte dei candidati e dell'entourage predisposto ad hoc per l’occasione. I parlamentari, la consigliera regionale, l’assistente della consigliera regionale (oggi parlamentare europeo) hanno dimostrato a tutti il proprio vero valore senza portare alcun risultato per il territorio della città di Foggia. Le elezioni comunali hanno evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che quella presentata non era una lista che rispecchiava il M5S e che la cittadinanza ne aveva preso atto. Dopo il ballottaggio ci saranno dei consiglieri, perfetti sconosciuti all’attivismo foggiano, che entreranno nel Palazzo di Città e che dovranno provare ad ostacolare un sistema marcio e incancrenito. Il nostro auspicio è che, almeno questi consiglieri (non il candidato sindaco), intraprendano la strada dell’ascolto della cittadinanza, della collaborazione attiva con il territorio con tutti i principi del M5S sui quali noi attivisti abbiamo fondato il nostro impegno”.

Quindi, sul ballottaggio: “Cinque anni fa l’esperienza Landella, di centrodestra, partiva già con il piede sbagliato, dovendo fare affidamento sull’appoggio di candidati di centrosinistra e trovandosi ben presto contro proprio i suoi compagni di partito. La consiliatura nasceva, quindi, con i soliti inciuci trasformistici. La raccolta differenziata dei rifiuti non ha mai visto la luce; il verde cittadino è stato abbandonato; il Piano Sociale di Zona non è più vicino alle reali esigenze del territorio; il trasporto pubblico è inefficiente e la viabilità praticamente da città in guerra; un risanamento del bilancio che, pur portandoci fuori (probabilmente) dalle condizioni di predissesto deve fare i conti con tante spese inutili (i soldi spesi per rifare parte della già bella zona pedonale ne sono la testimonianza più costosa); un buon passo avanti fu fatto, su nostra sollecitazione (il nostro fiato sul collo), riguardo ai tagli al costo della politica ma evidentemente insufficiente, considerando il costo ancora esorbitante derivante dal funzionamento delle Commissioni Consiliari Permanenti (Il TUEL, Testo unico degli Enti Locali, non prevede un compenso mensile dei Consiglieri Comunali ma solo un gettone di presenza. Ma il sistema creato 30 anni fa non è stato mai smontato); infine i quartieri, lasciati al loro destino invece di avviare con i cittadini uno scambio sinergico utile a migliorarne la vivibilità. Davvero esilarante la garitta militare sul viale della Stazione, così come è curioso che il Sindaco abbia sottoscritto il Manifesto dell’associazione Amici del Viale Foggia che, tra l’altro comprende gran parte dei punti delle proposte, da noi inviate con posta elettronica certificata, alla quale il Sindaco non ha mai dato riscontro”.

“Gli attivisti, che per tanti anni si sono riferiti sempre al Movimento 5 Stelle, per i motivi suesposti non possono appoggiare il Sindaco uscente né possono mai allinearsi al pensiero unico che drammaticamente viene da alcuni portavoce 5 Stelle che hanno dichiarato “Né con Landella né con cavaliere, facce della stessa medaglia”, un modo pilatesco e gattopardiano per lasciare le cose come stanno. Il ballottaggio costituisce, invece, l’occasione per creare discontinuità ed operare quell’alternanza che, mai come oggi, si rende necessaria per condurre la città fuori dal baratro in cui è caduta. L’appoggio, quindi, al candidato alternativo al sindaco uscente è una necessità alla quale non possiamo sottrarci. Ai nuovi padroni del Movimento diciamo che la libertà, soprattutto quella intellettuale, e il diritto di critica non hanno prezzo”.

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