Foggia dice sì al taser: c'è l'ok di Landella e Cavaliere, promesse per Piazza Mercato e telecamere

Sì da entrambi i candidati a sindaco di Foggia all'utilizzo del taser in città. Le posizioni emerse nel corso del confronto organizzato da Foggiatoday a pochi giorni dal turno di ballottaggio 2019

Sono numerosi i temi che Foggiatoday ha sottoposti ai due candidati a sindaco di Foggia nel confronto andato online ieri (e in diretta Facebook), alla vigilia del ballottaggio. Tra questi, non poteva mancare uno dei tasti dolenti più sentiti dalla comunità qual è la sicurezza. Sollecitati dalle domande di Maria Grazia Frisaldi e del direttore Massimiliano Nardella, Franco Landella e Pippo Cavaliere si sono espressi su alcune questioni di competenza anche dell’ente Comune. Come quella del taser, la pistola ad impulsi elettrici che il Ministero degli Interni vorrebbe dare in dotazione alla Polizia Locale. Dopo Palermo e Torino, anche il consiglio comunale di Milano a guida Sala (centrosinistra) ha bocciato la misura, ritenuta “particolarmente pericolosa, specie nei confronti dei soggetti più vulnerabili, e lesiva dei diritti fondametali della persona“.

Non è così per i candidati alla carica di sindaco di Foggia. Tanto Landella quanto Cavaliere si sono espressi favorevolmente rispetto ad una sua possibile introduzione, il primo considerandola uno strumento “per interrompere eventuali azioni delinquenziali in corso”; il secondo giudicandola “non particolarmente offensiva ed atta a neutralizzare momentaneamente il soggetto”. Centrodestra e centrosinistra, dunque, su questo tema vanno d’accordo (ed è una novità in questa campagna elettorale).

Sempre sul fronte sicurezza, sia i Ministri giunti a Foggia che la commissione parlamentare antimafia che lo stesso Procuratore capo Ludovico Vaccaro hanno più volte lamentato la totale assenza di sistemi di videosorveglianza, indispensabili per la soluzione dei casi. Qualcosa è stato fatto ma non è abbastanza. Cosa fare? E con quali risorse? Domande che hanno dato l’assist a Cavaliere per lamentare la scarsa autorevolezza del sindaco uscente Franco Landella ai tavoli ministeriali allorquando si decise l’istituzione del Reparto Prevenzione Crimine Puglia Settentrionale a San Severo: “Illogico che sia stato decentrato, c’erano tutte le condizioni per portarlo nella città capoluogo”. “Inesattezze strumentali” secondo Landella, “perché fu lo stesso Minniti a decidere per San Severo, perché ad essere attenzionato era il Gargano”. Sul sistema di videosorveglianza, secondo Cavaliere, “bisognerà fare il possibile per implementare utilizzando finanziamenti europei destinati”. “Ne ho messe 264” fa sapere di contro Landella, “e vi è un finanziamento da 1,2 milioni di euro ad hoc anche nella progettazione ‘Da Periferia a periferia”.

La sicurezza passa anche per i luoghi e lo stato in cui versano. Un esempio emblematico è Piazza Mercato, nel cuore di Foggia. Qui viene fuori la diversa visione dei due candidati rispetto al concetto di valorizzazione dei luoghi. Se per Landella “si è fatto il possibile, portando lì un sacco di eventi, da Libando e al Natale”, per Cavaliere bisogna facilitare l’apertura di nuove attività commerciali. “Quando ero assessore all’Annona ho intercettato un finanziamento privato e ho siglato un accordo con un istituto di credito per misure agevolate del valore di 300mila euro per chi avesse voluto aprire esercizi commerciali. Poi, col passaggio di consegne a Jenny Moffa, questa non ebbe il tempo”. Replica: “Dimentica Cavaliere che il piano del commercio l’ho fatto io” dice Landella.

Reciproche accuse, timidi accenni di idee e progettualità. La campagna elettorale è stato soprattutto questo. Anche ieri.  

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