Foggia al ballottaggio, Landella ringrazia: "Diecimila voti in più. Ora la città decida se tornare indietro"

Nota del candidato sindaco del centrodestra all'esito del primo turno amministrativo. 36400 voti per lui, 26.613 per il candidato del centrosinistra che lo sfiderà, Pippo Cavaliere

“La città di Foggia ha espresso il suo parere. Affronteremo il centrosinistra nel turno di ballottaggio del prossimo 9 giugno. Lo faremo però consapevoli che il risultato del 26 maggio certifica alcuni dati". Esordisce così il candidato del centrodestra, Franco Landella, nella nota di ringraziamento odierna. "Il primo - dice- è che il centrodestra cresce, ottenendo circa 10mila voti in più rispetto a cinque anni fa, a conferma del buon lavoro svolto in questo mandato e della consapevolezza della nostra comunità circa la svolta che abbiamo avviato. Il secondo dato è che il blocco del centrosinistra arretra rispetto a cinque anni fa. Il candidato Pippo Cavaliere ottiene appena 1646 voti in più rispetto al risultato di Augusto Marasco, che però a differenza sua aveva fuori dall’alleanza tutta l’area riferita all’assessore regionale Leonardo Di Gioia. In altri termini, raffrontando la somma dei voti ottenuti nel 2014 dalle coalizioni di Marasco e Di Gioia, oggi alleate, con il risultato del centrosinistra guidato da Pippo Cavaliere, quest’ultimo ottiene oltre 13mila voti in meno".
In politica i numeri non sono mai soltanto cifre, ma descrivono tendenze e raccontano la fiducia o la sfiducia della città. Da questo punto di vista il centrodestra, unito e coeso, si è attestato su percentuali importanti, che dimostrano limpidamente il suo radicamento e la sua capacità di interpretare e rappresentare le istanze di Foggia".


"Desidero ringraziare ciascun candidato che si è impegnato, con sacrificio e passione, in questa campagna elettorale - continua Landella-, perché il suo contributo, indipendentemente dal risultato individuale, è stato decisivo per affermare in modo robusto la nostra offerta politica di continuità con cinque anni di risultati e di successi tangibili e reali. Desidero ringraziare anche chi non ha votato per me, chi ha scelto un altro candidato, chi ha comunque espresso un voto d’amore per Foggia. Ora ci prepariamo alle due settimane che ci separano dal secondo turno, nella profonda convinzione che quello del 9 giugno non sarà uno scontro tra due persone, ma un confronto tra due proposte politiche. Da un lato c’è quella rappresentata da Pippo Cavaliere, che tiene insieme pezzi del centrodestra e stretti collaboratori di Orazio Ciliberti – il sindaco del predissesto finanziario, dello sfascio delle ex aziende speciali e l’origine di tutti i mali di questa città – oltre all’eredità del quinquennio targato Gianni Mongelli; dall’altra c’è il centrodestra della Lega, di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di coloro i quali in questo mandato hanno risanato i conti pubblici che ci erano stati lasciati in eredità distrutti, che hanno ottenuto 110 milioni di euro di finanziamenti che diverranno opere pubbliche, che hanno restituito a Foggia orgoglio, dignità e una vivacità culturale di spessore nazionale. 


Sono queste le due opzioni in campo. Non opzioni personali, ma politiche ed amministrative - ribadisce Landella-. Da questo punto di vista l’appello che rivolgo è alla città e non al suo ceto politico, è agli elettori e non ai gruppi dirigenti di partiti e liste civiche. Ai foggiani rivolgo una domanda semplice, che è poi il vero ed unico interrogativo che bisognerà porsi il 9 giugno prossimo. Se i cittadini ritengono che i dieci anni di governo di Orazio Ciliberti e Gianni Mongelli siano stati un periodo positivo per Foggia allora votino tranquillamente Pippo Cavaliere, che incarna e rappresenta quella stagione che torna ad amministrare insieme a transfughi del centrodestra traslocati nel centrosinistra. Se invece vogliono buttarsi definitivamente alle spalle quel periodo buio e cupo, guardando avanti e non indietro, non possono che scegliere il centrodestra e la nostra proposta politica, che, sia pure tra mille difficoltà e con tanti limiti, ha reso Foggia una città migliore di quella che era cinque anni fa”. 

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