Luigi Miranda: “Foggia ha bisogno di spazi culturali, ovvero occasioni di lavoro”

"Magari favorendo l’integrazione tra le competenze e le risorse del settore pubblico e quelle del settore privato nella gestione delle opere di pubblica utilità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

"La penosa situazione in cui versano gli spazi culturali a Foggia non è più tollerabile". Il Consigliere comunale e candidato sindaco di Foggia, Luigi Miranda, lancia ancora una volta un grido d'allarme sulla drammatica situazione che vive il mondo culturale nel capoluogo dauno.

"La questione relativa alla ristrutturazione del teatro Umberto Giordano è vergognosa – sottolinea Miranda – Ci sono voluti tre anni per costruirlo, e dopo otto anni i foggiani non sanno ancora quando potranno vedere riaperte le porte del secondo teatro più antico del Mezzogiorno d'Italia, dopo il San Carlo di Napoli. Su questa grottesca vicenda si è detto di tutto e di più, ma i cittadini vedono ancora le porte chiuse in piazza Cesare Battisti".

Ma non va dimenticato neanche l'anfiteatro Mediterraneo, che ormai da più di tre anni ha chiuso i battenti, restando abbandonato al suo destino ed alla mercé dei vandali, non consentendo ai cittadini di poter assistere ad eventi e manifestazioni estive. "Eppure solo poco tempo fa - continua - su quel palco si sono esibiti artisti nazionali ed internazionali che hanno fatto registrare il tutto esaurito, segno che la struttura era diventata un punto di riferimento importante nel panorama artistico".

Luigi Miranda sottolinea anche la desolazione che vivono il Museo Civico di Foggia e più in generale tutto il centro storico, “quasi mai valorizzato né tutelato come si dovrebbe. Nei fine settimana, inoltre, la situazione peggiora perché non si riesce a regolamentare la viabilità, tanto che i quartieri storici della città diventano terra di nessuno e luogo si scorribande notturne”. Ma per la gestione degli spazi culturali si potrebbero seguire strade alternative, "magari favorendo l’integrazione tra le competenze e le risorse del settore pubblico e quelle del settore privato nella gestione delle opere di pubblica utilità".

"Nel panorama nazionale ed europeo si stanno definendo nuovi strumenti giuridici e manageriali con particolare riferimento alla gestione di spazi e attività culturali, attraverso la collaborazione tra pubblico e privato ai quali potranno essere abbinati nuovi analoghi strumenti di ingegneria finanziaria di livello regionale, nazionale ed europeo, anche perché in città esiste un fermento culturale che andrebbe incentivato e non ostacolato. La cultura non deve essere considerata come mera e stantia accademia - conclude Miranda - ma come una importantissima occasione per creare posti di lavoro, come accade in moltissime parti del Bel Paese, che pure hanno potenzialità inferiori alle nostre".

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