Primarie, #cisivedeilnovemarzoallaTaralli ma per ora il vero ring è su Facebook

Gianni Mongelli si dice "tradito" da Augusto Marasco. Rita Saraò e Lorenzo Frattarolo ne approfittano e affondano il colpo. Nino Abate in disparte. Protano e De Santis hanno scelto da che parte stare

Quattro dei cinque candidati sindaci

Frenetici candidati sindaci all’attacco. Nel centrosinistra foggiano, nonostante le rassicurazioni di qualche settimana fa della segreteria del Partito Democratico (... dovrà essere improntato alla massima sobrietà e non dovrà contenere frasi, slogan e immagini contro gli altri concorrenti...) - e a poche ore dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle firme – è partita la giostra del tutti contro tutti.

Teatro dello scontro i social network, strumenti di condivisione e partecipazione che in questi giorni hanno rigenerato persino l’ex sindaco di Foggia, spingendolo a rispolverare Facebook e Twitter, ad esempio, per rispondere alle dichiarazioni di Augusto Marasco: “…stamane ha detto che sono "stremato". Si sbaglia. La parola giusta è "tradito". Sono stato tradito da chi era al mio fianco ma in realtà pensava da tempo a farmi le scarpe, e non a fare il bene di Foggia”.

Tutto qui? Certo che no. Tra i commenti al post del primo cittadino, infatti, ecco spuntar l’affondo dell’altro candidato sindaco alle primarie, Rita Saraò, grintosa, battagliera e decisamente più abituata all’utilizzo dei social: “…se l’ex assessore ha tradito chi considera un suo amico….e se l’attuale sindaco ha questo intuito nella scelta dei suoi assessori tecnici…Brutte cose! Per fortuna le persone non sono più disposte a lasciar fare le coscienze, si stanno svegliando”

Con #cisivedeilnovemarzoallaTaralli, anche il commercialista renziano, Lorenzo Frattarolo – non ha fatto mancare il suo appunto – “La città non può permettersi di essere abbandonata alle beghe imprenditoriali/politiche che ci legano a doppio filo con un passato infausto e fallimentare. Il 9 marzo alla Taralli chiuderemo per sempre questa pagina. Ci apriremo ad una visione globale di città. Il Comune non deve subire più condizionamenti privatistici. Deve recuperare autonomia e autorevolezza. Lo stop al consumo del territorio, per esempio, avrebbe dovuto dettarlo il buon senso e la buona politica almeno quindici anni fa. E' invece intervenuta la crisi a comunicarci che espandere la città in modo insensato è stata una follia che stiamo tuttora pagando. Aumento di costi dei servizi che hanno stressato le finanze del Comune. Il risultato sotto gli occhi di tutti è quello di avere una periferia desertificata e un centro città in totale degrado. A proposito qualcuno sa dirmi qualcosa del PUG? Siamo rimasti al 2005. Si naviga a vista. Come al solito. Sei diversi assessori all'urbanistica in dieci anni. Inspiegabile. Usciamo da questa visione parziale della città. Esiste un universo di possibilità da cogliere. Basta allargare gli orizzonti”.

L’unico, per ora, a tirarsi fuori dalla “lotta”, sembra essere l’esponente di Socialismo e Democrazia, Nino Abate. Sornione? O semplicemente concentrato sul suo programma elettorale. Non saranno della partita Giampiero Protano, che ha virato verso Marasco, e Leonardo De Santis, che con la Sel dovrebbe appoggiare l’ipotesi di un Mongelli bis. Anche i Socialisti di Lello Di Gioia, rinunciano alla competizione, rifugiandosi nei sogni e nelle capacità di Frattarolo di proporsi alla città e al popolo del centrosinistra come il nuovo che avanza.

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