Primarie, Cislaghi: “Vien da chiedersi il perché tutto questo eccesso d’interesse”

Giorgio Fiorenzo Cislaghi: “Per il nuovo stadio Marasco potrebbe optare per “Stadio del Golfo” chiedendo poi ai sui sostenitori di scegliere quale golfo, Manfredonia o Salerno”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Vien da chiedersi se, oltre all’architetto Marasco, Piemontese e Bordo abbiano letto le linee programmatiche della coalizione di centrosinistra che ha organizzato le elezioni primarie, linee programmatiche sottoscritte da tutti i candidati in lizza. A leggere le loro dichiarazioni sembra proprio che non le abbiano lette perché, se no, non sarebbe spiegabile come Piemontese possa parlare, o meglio straparlare, di “allargare la coalizione” e Bordo “di offrire a Foggia e ai foggiani un sindaco e un programma di governo”.

Risolto questo dubbio, non hanno letto le linee programmatiche, ci lasciano stupiti le considerazioni che fanno su altri amministratori/dirigenti del PD, dirigenti che hanno interloquito con l’amministrazione comunale in varie occasioni come, a esempio, nella vicenda dei treni soppressi che ha visto Mongelli promotore della mobilitazione, a cui ha attivamente partecipato il sindaco di Bari, o come la vicenda del fallimento di Amica che l’assessore regionale al Welfare ha contribuito a risolvere.

E’ singolare il disprezzo che Piemontese e Bordo dimostrano verso i partiti che compongono la coalizione di centrosinistra della nostra città, riducendo la competizione tra i candidati delle primarie a uno scontro tra fazioni del PD, o meglio, nel regolamento di conti tra PD provinciale e PD cittadino.

Vien da chiedersi perché tutto questo interesse che ha portato il PD provinciale a sostenere pesantemente, anche con polemiche strumentali e senza fondamento sulle regole delle primarie, l’architetto Marasco. Vien da chiedersi il perché di questa continua intromissione nelle vicende cittadine che dimostra un eccesso d’interesse che gli altri segretari provinciali dei partiti della coalizione non hanno.

A conferma di questo eccesso d’interesse, tornano alla memoria le parole sentite durante la riunione di gennaio dei segretari provinciali del centrosinistra: “ricordiamoci che sono le segreterie provinciali che hanno la titolarità dei simboli per le elezioni comunali”. Vien da chiedersi il perché dell’interesse di Colomba Mongiello per le sorti della città dopo che, da senatrice, non si è resa conto che ci avevano scippato la sede dell’Autority alimentare anche se era componente della commissione agricoltura. Vien da chiedersi il perché dell’interesse di Bordo per le elezioni nella nostra città. Purtroppo non abbiamo mai sentito da questi parlamentari una sola parola, letto un solo scritto, sull’emergenza abitativa, le baracche, le scuole non a norma, le strade piene di buche, la povertà dilagante, ecc.

Prima ancora che la candidatura dell’architetto Marasco, resa possibile solo dalla sponsorizzazione del PD provinciale e dal suo segretario, c’è da fare una riflessione sulla partecipazione al voto delle primarie del centrosinistra di noti esponenti dell’area di centro, di centrodestra e, in pochi casi, anche della destra.

Non è bastato a fermarli la sottoscrizione, all’atto del ritiro della scheda, degli ideali e del programma del centrosinistra. Se questo non era evidente a questi votanti lo si deve solo al fatto che “si è dimenticato” di pubblicizzare all’interno del seggio la dichiarazione di appartenenza al popolo del centrosinistra. Anche su questo è opportuno fare una riflessione.

Sottolineiamo le novità introdotte in questa tornata elettorale: elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco; confronto tra i partiti presenti in città senza coinvolgimento delle segreterie provinciali. Forse è questa seconda novità quella che ha dato più fastidio chi è abituato a decidere il futuro della nostra città in stanze chiuse, distanti chilometri e distanti dalle persone.

Ci sentiamo di dare un consiglio all’architetto Marasco, se diventerà sindaco, abbia il buon gusto di intitolare i nuovi quartieri, realizzati con i riammagliamenti delle speculazioni edilizie approvate dalle giunte Agostinacchio e Ciliberti, Manfredonia 2 e poi proseguendo per numerazione progressiva (Manfredonia 3, 4, 5, ecc.) mentre per il nuovo stadio potrebbe optare per “Stadio del Golfo” chiedendo poi ai sui sostenitori di scegliere quale golfo, Manfredonia o Salerno.

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