Primarie, i GD chiamano e Marasco risponde: “Le vostre proposte? Ecco come la penso”

Augusto Marasco risponde ai Giovani Democratici, che giorni avevano invitato i cinque candidati sindaci ad esprimersi su alcune tematiche e su delle proposte

Augusto Marasco

Ambiente, Mobilità e lotta al degrado urbano, politiche giovanili e universitarie, Urbanistica, diritti civili ed integrazione sociale, Cultura, Europa, cittadinanza attiva e Sicurezza. Augusto Marasco risponde ai Giovani Democratici, che giorni avevano invitato i cinque candidati sindaci ad esprimersi su alcune tematiche e su delle proposte e ad inserirle nel programma elettorale della coalizione del centrosinistra.

AMBIENTE, MOBILITÀ E LOTTA AL DEGRADO URBANO

Elaborare sistemi di controllo per verificare l'effettiva differenziazione dei rifiuti da parte delle famiglie, prevedendo al contempo un inasprimento delle sanzioni per chi non differenzia, causando un danno all'ambiente e alla città. Ovviamente, la cittadinanza dovrà essere messa in condizione di effettuare la differenziazione dei rifiuti in maniera agevole, magari con giorni di raccolta differenziata e punti di raccolta condominiali, sul modello di molte città italiane. Deve essere esteso a tutta la città il sistema di raccolta differenziata porta a porta che si basa proprio su punti condominiali (oggi il progetto elaborato prevede la copertura del servizio per 1.684 numeri civici di utenze domestiche e 776 di utenze commerciali). C’è un progetto che concorre al bando regionale “Smart Cities” che, tra le molte altre cose, prevede l’utilizzo di nuova tecnologia in grado di integrarsi con i sistemi satellite anche per la gestione del ciclo dei rifiuti oltre che per la valutazione ambientale, la pianificazione territoriale, il mobility management, la sicurezza, i servizi più evoluti per i cittadini per i turisti e per i cosiddetti city-users.

Ristrutturare e migliorare le piste ciclabili già presenti, e crearne di nuove per servire le zone ad oggi sprovviste Nei due anni da assessore non c’è stato un intervento a cui non sia stata imposta la realizzazione di piste ciclabili: non si tratta semplicemente di dare una colorazione differente alle strade, ma di utilizzare materiali durevoli e sicuri. Anche il progetto di nuova orbitale urbana, finanziato con 30 milioni di euro dal CIPE, è praticamente un parco lineare di circa 5 chilometri con pista ciclabile e fascia di verde, oltre naturalmente alla sede stradale. Un esempio già realizzato si può vedere al Rione Biccari, dove abbiamo sperimentato soluzioni molto innovative nelle opere pubbliche previste nel PIRP B, a partire proprio da piste ciclabili e percorsi salute per valorizzare in modo originale il tratturello.


La città su due ruote sarà un punto essenziale del programma di governo 2014-2019 perché il documento strategico regionale riconosce nella bicicletta “una delle chiavi di volta di una mobilità urbana diversa”, il che significa che saranno appostate risorse economiche che dovremo saper attrarre. Dal gennaio dell’anno scorso, c’è anche una legge regionale che  spinge i Comuni a realizzare una rete continua e interconnessa, anche tramite la realizzazione di aree pedonali, zone a traffico limitato e provvedimenti dì moderazione del traffico (la velocità di auto e ciclomotori è un addendo necessario al piano della ciclabilità urbana), il completamento e la messa in sicurezza di reti e percorsi ciclabili esistenti, anche con la riconversione di strade a bassa densità di traffico motorizzato, la connessione con il sistema della mobilità collettiva quali stazioni (come abbiamo fatto con il Terminal intermodale dove affluiscono treno, treno-tram e autobus urbani ed extraurbani), porti e aeroporti e con le reti ciclabili intercomunali.

Migliorare il trasporto pubblico per decoro e frequenza di passaggio dei mezzi, al contempo disincentivando l'utilizzo delle auto, anche attraverso l'uso del “pugno di ferro” contro i parcheggi abusivi o irregolari. Tolleranza zero per chi parcheggia davanti agli scivoli per i diversamente abili.

Su questo, come è ormai noto, passo ingiustamente per essere un castigamatti ma continuo a pensare sia persino banale rilevare sia uno scandalo quello che si vede letteralmente sotto il naso di Comune e Prefettura, ogni giorno. L’ATAF va lanciata nel futuro della mobilità di area vasta, fatta di intermodalità ferro-gomma, con l’opzione treno-tram che Foggia deve subito fare propria in modo da rafforzare un progetto che sta conoscendo rilevanti avanzamenti nell’Alto Tavoliere, sul Gargano, a Lucera, a Manfredonia: la cura del ferro ci fa diventare più Europa, migliora l’ambiente e sostiene nuovi stili di vita e il turismo sostenibile.

Qualora, come negli anni passati, il Comune non dovesse essere in grado di gestire alcune aree di verde pubblico, concederne la cura a privati dietro sponsorizzazioni, come avviene in alcune città italiane. Esiste un terreno nuovo che punto a promuovere e incentivare e che abbiamo visto “germogliare” in questi cinque difficili anni che abbiamo alle spalle. La presa in carico di servizi comuni da parte di comunità più o meno larghe, di quartiere o addirittura di condominio. C’è un condominio, nel nuovo quartiere sorto vicino all’Unieuro, in cui le famiglie che lo abitano si sono autorganizzate per avere una sala attrezzi-bricolage condivisa, un locale che fa da asilo per i figli, una rimessa comune per le biciclette, uno di loro si occupa del giardino … Si risparmia danaro e si aumenta la coesione sociale.

Un’Amministrazione moderna deve sostenere queste “prese in carico” anzitutto eliminando gli ostacoli burocratici. Ho in testa un’altra cosa che, secondo me, rappresenterebbe una scossa positiva per il decoro urbano e la prevenzione da danneggiamenti e vandalismi. È stato apprezzato il progetto “Terra Piatta” per recuperare un contenitore in una borgata rurale da trasformare in un hub di ricerca e produzione artistica, sociale e culturale. Un progetto “made in Foggia” ma che ha diffusi sostegni nazionali e internazionali. Uno di questi sostegni viene da Bari, da un gruppo che fa parte delle “Slurp truppen”, gruppi informali di architetti urbanisti e formatori che ridanno vita ad anonimi spazi pubblici trasformandoli in spazi ludici urbani a responsabilità partecipata. Non vedo l’ora di misurare gli effetti di una cosa del genere che sono riuscito a lanciare con gli orti urbani e il centro socio-educativo al CEP. Ma questa responsabilità partecipata potremo estenderla e promuovere anche ad altre realtà di Foggia con la costituzione di una pattuglia delle “Slurp truppen”.

POLITICHE GIOVANILI E UNIVERSITARIE

Istituire una carta servizi per lo studente, per gli studenti medi ed universitari anche non iscritti all’UniFG, che a fronte di un costo annuale permetta di utilizzare in maniera gratuita i trasporti pubblici e preveda ingressi a tasso fisso agevolato per cinema, teatri, concerti, magari includendo in questo progetto anche librerie ed esercizi commerciali a tema culturale che vorranno partecipare all'iniziativa? Naturalmente l’idea è ottima ma, rispetto allo spettro di attività proposte che è affidato all’autonomia dei privati, io proporrei due azioni del Comune: un’integrazione tariffaria molto spinta tra treno, autobus, bike e car sharing; un’intesa con le associazioni di categoria per un calendario dell’offerta dedicata agli studenti concentrato nei giorni della settimana in cui i consumi sono più deboli.

Realizzare un bando per l'imprenditoria giovanile foggiana, sul modello del progetto regionale Principi Attivi. Penso a una cosa del genere perché voglio legare l’esigenza del riuso di alcuni manufatti dismessi o degradati e un modello di gestione centrato su creatività e nuove tecnologie. I soldi europei del ciclo 2014-2020 per le città saranno parecchi ma non saranno assegnati a casaccio: i regolamenti comunitari pretendono e noi dobbiamo pretendere che da subito ci si preoccupi della gestione. Come ho fatto impostando il bando che ha recuperato un manufatto diroccato al CEP per trasformarlo in un centro socio-educativo con impianti sportivi, pensando fin dall’inizio ad affidarlo a una cooperativa sociale per la gestione. Non significa assicurare un privilegio o una privativa a quella cooperativa, dato che nella convenzione è prevista parità di accesso ad altri soggetti e cittadini. L’obiettivo è mai più esperienze come le strutture di Parco San Felice o del Teatro Mediterraneo, più spazi autonomi affidati ai giovani.

Prevedere la realizzazione di nuove Case dello Studente, al fine di attrarre sempre più fuori-sede nella nostra città. Nei programmi urbanistici approvati c’è una quota non piccola di alloggi destinati a questo scopo, anche perché questo specifico fabbisogno è stato stimato osservando anzitutto i numeri attuali che già evidenziano l’attrattività del polo universitario foggiano. Gli avanzamenti del Piano Urbanistico Generale ho voluto tenessero conto della realtà: a memoria, nelle sole facoltà di Economia e Giurisprudenza sono oltre 3.500 gli studenti che frequentano le strutture universitarie e che provengono da fuori Foggia, un dato rilevante considerando che la popolazione universitaria foggiana è di 12 mila studenti. E considero interessante sviluppare residenza universitaria anche nelle nostre borgate rurali bisognose di accrescere il loro valore culturale e sociale, come Segezia e Incoronata.

Istituire un fondo di borse studio per studenti meritevoli, con l'unico requisito della residenza a Foggia, per colmare la purtroppo frequente mancanza di fondi dell'ADISU. Io voglio promuovere la costituzione di un fondo insieme agli altri Comuni della provincia per finanziare borse di studio per percorsi formativi orientati alla governance degli enti locali, alla gestione dei servizi pubblici locali, all’economia urbana e alla gestione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. In cinque anni, con una spinta del genere, potremmo avere “prodotti” utili per far crescere il “cervello collettivo” che innova il sistema pubblico e formare il nucleo di una nuova classe dirigente diffusa.

URBANISTICA

Recuperare e rivalutare l'area dell' ex ippodromo, creando un progetto che coniughi l'ipotesi del parco archeologico con altre strutture e funzionalità per quell' area nevralgica per la città. Il progetto “Campi Diomedei” del 2009, vincitore di un concorso bandito dall' Ufficio Urbanistica, va realizzato o quanto meno preso a modello per la riqualificazione dell'area. Da presidente dell’Ordine degli Architetti prima e nel biennio da assessore poi, penso di poter affermare che questo è un mio cavallo di battaglia (è proprio il caso di dire). Confesso di aver speso il mio credito personale con il professor Efisio Pitzalis, uno dei massimi esperti italiani di progettazione architettonica e capofila del gruppo che ha elaborato il progetto vincitore, per far avanzare il progetto con le nostrane “quattro raganelle” allo scopo di trovare i finanziamenti che servono per realizzare il Parco urbano e archeologico. Credo fortemente che sarebbe una conquista storica della città e che innescherebbe un processo benefico su tutto quel quadrante cittadino, attraendo le risorse, non solo finanziarie, che servono anche per il Teatro Mediterraneo e per il teatro Tenda.

Rivalutare Parco San Felice, togliendolo all'incuria e al degrado che da anni lo attanagliano. Per Parco San Felice c’è un progetto che sarebbe straordinariamente efficace per stimolare una responsabile partecipazione allargata nella gestione e nell’uso delle strutture e attrezzature di quell’area verde. Porta la firma del presidente provinciale delle ACLI, Fabio Carbone, nel senso che è il contributo che le ACLI diedero all’iniziativa “5 spazi 5 / idee per il PUG”: lo scopo di quella proposta era di creare un polo di valenza cittadina gestito con un sistema misto pubblico-privato coinvolgendo le associazioni sportive e sociali attraverso un regolamento di uso del Parco.

Istituire una rete Wi-Fi pubblica e gratuita in tutti i principali centri d'aggregazione della città, anche periferici, sul modello della campagna “Voglio il Wi-Fi in Biblioteca” promossa dai GD Foggia nel 2013. Dal Terminal intermodale Foggia Stazione alla Cittadella dell’Economia, ho sempre spinto perché fosse previsto questo servizio. Non rivelo nessun segreto particolare dicendo che, nelle bozze di lavoro del Piano Urbanistico Generale, c’era e ovviamente farò di tutto perché resti, l’inserimento di questa infrastruttura fra le opere di urbanizzazione imposte ai nuovi insediamenti o a interventi di rigenerazione urbana, esattamente come ho dato l’indirizzo di fare per altre attrezzature e infrastrutture che agevolino la raccolta differenziata dei rifiuti o l’illuminazione a basso impatto energetico. Da subito, l’accesso wi-fi è una cosa che ho imposto e si può continuare a imporre a interventi edilizi frutto di accordi di programma pubblico-privato. Infine, mi è capitato insieme a un collega di Giunta di mettere al sicuro un enorme investimento Telecom sulla super fibra ottica (la rete NGAN, Next Generation Access Network, che prevede di raggiungere 600 città entro il 2016): alcuni uffici comunali volevano vietare le cosiddette minitrincee, quelle strisce di scavo poco invasivo che ancora si possono vedere nei pressi dell’Accademia e del Comune e in altre parti della città. Sapete perché volevano vietarlo? Perché non erano in grado di gestire le informazioni sul sottosuolo. Anche su questa materia, occorre governare bene perché le risorse, pur se scarse, non vadano perse, specie quelle importanti che ci fanno stare dentro il grande flusso mondiale delle informazioni.

DIRITTI CIVILI ED INTEGRAZIONE SOCIALE

Istituire un registro comunale per le coppie di fatto, etero ed omosessuali, come avviene già in moltissime città italiane, per sopperire alle lacune delle leggi nazionali in merito. Io sono favorevole e lo proporrò nelle linee programmatiche della coalizione.

Creare strutture di assistenza e ricovero per gli immigrati, sfruttati nelle nostre campagne e spesso costretti a vivere in condizioni indegne di esseri umani. Faccio un’affermazione impegnativa: a gennaio del 2019 Foggia deve puntare a far celebrare la Giornata Mondiale del Migrante nell’ormai famigerato Ghetto di Rignano che dobbiamo riuscire a riconquistare al circuito civile e civico. Sono stato ospite, il 24 febbraio scorso, al congresso provinciale della FILT-CGIL e ho ascoltato il discorso di un africano che lavora in “Ghetto Out”, non ricordo il nome ma ho una sua foto sul mio telefonino. Ha detto parole, secondo me, di enorme importanza perché lontanissime dalla retorica. Ha detto, ripetendo una frase cara a Don Luigi Ciotti e a Libera, che la criminalità è organizzata mentre spesso la legalità no. E ha fatto un esempio che mi ha molto colpito proprio perché riguarda direttamente il Comune. L’assenza di servizi di trasporto municipali è colmata dai servizi di trasporto assicurati dalla criminalità, dai bus alle macchine che fanno da taxi. Ecco: la riconquista di quel pezzo del nostro territorio passa dall’organizzazione di servizi urbani e dal sostegno a pratiche di auto imprenditorialità, dall’agricoltura all’artigianato, fino all’autocostruzione di case. Se ci diamo un programma che, ogni anno, riesce a riconquistare un pezzetto di legalità a Rignano, possiamo sognare di chiedere che Papa Francesco venga a celebrare la messa della 105ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifiugiato.

CULTURA

Rivalutare gli Ipogei, incentivandone la conoscenza da parte dei cittadini, troppo spesso scarsamente informati su questa ricchezza della nostra città. Grazie a un lavoro che abbiamo fatto nell’ambito del Piano Urbanistico Generale e di un programma per la sicurezza dal rischio sismico, per la prima volta siamo riusciti ad avere una mappa dettagliata di tutti gli ipogei esistenti, catalogati per epoca, caratteristiche e uso attuale. Sono in tutto 630, alcuni sono ipogei anche monumentali, che abbiamo potuto documentare in maniera elaborata con la tecnologia laser scanner. Sto molto insistendo su questo connubio tra cultura e tecnologia. La struttura che faceva riferimento a me aveva elaborato un progetto che prevedeva l’uso della cosiddetta “realtà aumentata” per l’esplorazione e la conoscenza degli ipogei, una realtà che desta un grande interesse turistico-culturale dall’altra parte dell’Adriatico. E l’occasione dei programmi e delle risorse europee destinate alla cosiddetta Macroregione Adriatico-Ionica penso debba essere utilmente colta per un grande progetto culturale sulla Foggia sotterranea.

Prevedere iniziative di avvicinamento della cittadinanza al proprio patrimonio museale, con iniziative come la Notte dei Musei, e migliorando le strutture, prevedendo anche magari ticket giornalieri validi per tutti i musei della nostra città, per favorire il turismo “lampo” di cui talvolta la nostra città beneficia. Ho scritto nella mia Carta di Intenti che un euro speso per visitare un museo ne genera altri due in termini di ricchezza per il territorio e che, in Italia, solo il 3% dei 3.800 musei italiani ha un’applicazione per lo smartphone e solo il 6% è dotato di audio-guide o dispositivi digitali. Il futuro passa, ripeto, da un connubio che genera anche lavoro nuovo e creativo: le frontiere dell’edutainment non esistono, nel senso che, dal punto di vista della creatività, Foggia equivale a Bangalore o alla mitica californiana San Jose, se ci sono gli stimoli giusti.

Ridare vita a Spazio Giovani. Io dico sì ma a una condizione: che recuperi il carattere “indie” delle origini, che il Comune produca solo promozione e servizi, coinvolgendo le tante risorse locali. La musica, a Foggia, è una pratica molto diffusa: da quella suonata nei garage “a ore” in campagna, al Conservatorio che attrae tanti studenti dall’Estremo Oriente.

EUROPA

Creare un nuovo patto di gemellaggio tra Foggia ed almeno una città universitaria spagnola, inglese, tedesca, francese, belga, olandese, svedese o danese, con l' obiettivo di prevedere un numero idoneo di borse di studio semestrali o annuali con cui realizzare un programma di scambio tra la nostra università locale e la città (o meglio ancora, le città) gemellata, come avviene per esempio tra Padova e Freiburg (GER). Allargare, laddove possibile, questo patto di gemellaggio anche agli studenti medi in vista di corsi linguistici nel paese ospitante. Allargarlo anche, laddove possibile, agli studenti universitari foggiani non iscritti all'Università di Foggia. Io penso che il Comune debba supportare e collaborare con l’Università già molto attiva su questo fronte e nell’ambito dei grandi programmi di scambio dell’Unione europea.  Su questo fronte, io proporrò una verifica delle attività e delle prospettive con le 4 realtà europee attualmente gemellate: la tedesca Göppingen, la polacca Walbrzych, l’inglese Peterborough e la francese Quimper. Ma vorrei provare a realizzare programmi di scambio su governance degli enti locali, gestione dei servizi pubblici locali, economia urbana e gestione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici con altre autorità municipali dell’UE.

Lavorare per dare nuova vita alla Fiera di Foggia, avvicinandola all'Europa e valorizzando i comparti produttivi che garantiscono scambi con l'estero, biglietto da visita della nostra Capitanata. Il nuovo quartiere fieristico, soprattutto ora che avrà vicini la nuova sede della Camera di Commercio, il Polo integrato per lo sviluppo economico del Comune e la sede del CNR, deve essere uno spazio urbano attrezzato che si integra con le altre funzioni direzionali. Se il pubblico non ce la fa, bisogna aprirsi al privato almeno per la gestione diretta di alcuni periodi dell’anno, vigilando naturalmente sulla qualità dell’offerta. Io penso che gli spazi della Fiera debbano anche diventare un luogo d’incontro per enti locali e soggetti economico-sociali alle prese con il governo di alcune funzioni cosiddette di area vasta da mettere in comune.

CITTADINANZA ATTIVA

Prevedere l'istituzione di un Forum delle associazioni, sul modello del Forum dei Giovani, che fornisca proposte direttamente al consiglio comunale, che avrà il compito di discuterne entro un certo tempo. Io propongo di istituire una nuova funzione amministrativa legata alla partecipazione nei processi decisionali, che comprenda comunicazione, facilitazione, networking, strategia collaborativa, negoziazione, tecniche di redazione degli atti amministrativi, ecc. Perché la verità è che la partecipazione dei cittadini e dei soggetti civici organizzati deve entrare nella circolazione sanguigna ordinaria dell’Amministrazione, riflettersi nel processo decisionale dall’inizio alla fine; non essere un episodio slegato dalla formazione effettiva delle decisioni.

SICUREZZA

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Migliorare il controllo delle strade coordinandosi con la Prefettura. Per troppo tempo questa ed il Comune hanno viaggiato su binari paralleli. E' tempo di maggiore sinergia per dichiarare guerra senza quartiere alla microcriminalità, come al bullismo nei luoghi di aggregazione giovanile. Ho già detto, attirandomi qualche antipatia, che al Comune tocca mettere i vigili urbani di nuovo in strada: almeno due terzi dell’organico deve tornare a girare per piazze e quartieri. Le sere e le notti devono essere vigilate. Bisogna lanciare una campagna serrata contro i barbari in motorino, pericolosi per se e per gli altri. La gente deve tornare nelle piazze, i bambini devono poter giocare per strada, gli anziani poter attraversare senza batticuore.

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