'Foggia a Sinistra', Spirito rinuncia alla candidatura: primi contrasti tra Sel e Prc

Sergio Spirito ha rinunciato alla candidatura dopo che era stato invertito l'ordine dei candidati consiglieri di 'Foggia a Sinistra'. Cislaghi: "Non eravamo stati informati. Diciamo che c'è stato un fraintendimento"

Sergio Spirito firma la rinuncia

Il percorso di ‘Foggia a Sinistra’ in vista dell’appuntamento elettorale del 25 maggio non è cominciato nel migliore dei modi. A complicare i rapporti tra Sel e Prc l’episodio spiacevole che ieri mattina ha visto protagonisti Domenico Rizzi, Giorgio Cislaghi e Sergio Spirito; e che ha coinvolto anche il candidato sindaco Gianfranco Piemontese.

I FATTI | Sergio Spirito, intorno alle 11.40, vale a dire venti minuti prima della scadenza della consegna delle liste, si presentava all’esterno degli uffici comunali chiedendo a Domenico Rizzi come mai fosse stato invertito l’ordine alfabetico dei candidati della lista ‘Foggia a Sinistra’, violando così l’accordo che non avrebbe dovuto prevedere la figura dei capilista. Fallito il tentativo di chiarimento fra i due, Spirito minacciava la rinuncia alla candidatura, chiedendo la testa di due altri colleghi candidati consigliere.

Ne nasceva un alterco, dai toni piuttosto accesi, tra Rizzi e il segretario cittadino del circolo di Rifondazione Comunista, Giorgio Cislaghi, al quale partecipava anche il candidato sindaco, Gianfranco Piemontese - che sgomento e basito - provava a riportare la calma e a convincere Spirito – senza però riuscirci - a ritornare sui suoi passi.

La situazione però non si placava. Tra le polemiche, gli esponenti di ‘Foggia a Sinistra’ e il candidato “con i fiocchi” si allontanavano, mentre Spirito entrava nell’ufficio di segreteria dove alla presenza del segretario Maurizio Guadagno, formalizzava la sua decisione tirando fuori dallo zainetto il foglio della rinuncia.

Poche ore dopo l’accaduto Domenico Rizzi dichiarava a Foggia Today: "Non è stato violato alcun accordo, anche perché lavorando dalle 7 di mattina alle 24 di sera per formare una lista di 32 consiglieri, non avremmo avuto il tempo materiale di pensare a queste cose".“

In tarda serata Giorgio Cislaghi, raggiunto al telefono, ammetteva l’incidente di percorso, ma precisava che il confronto sarebbe proseguito “tra chi ci mette la faccia e chi si spende per la campagna in prima persona, tra i candidati e il candidato sindaco”.

Sull’episodio Cislaghi aggiungeva: “Ne prendiamo atto, non eravamo stati informati. Diciamo che c’è stato un fraintendimento e che se qualcuno ha operato delle scelte, l’ha fatto senza informare i candidati e ne rendere partecipi le parti politiche che hanno formato la lista. Voglio capirci meglio, ma è una cosa che resta circoscritta al rapporto fra forze politiche. Rivendico il mio diritto all’ingenuità”.

“Questa lista è nata per dare voce alla sinistra che parla con più voci. Il diritto di parola ce l’ha chi ci ha messo la faccia e non chi non si è candidato. Rifondazione Comunista ci ha messo i suoi dirigenti e i suoi militanti. Quella di Spirito è stata una scelta che rientra nella sfera dell’emotività personale. Lui oltre ad essere uno stimato e riconosciuto veterinario, lo è anche in ogni aspetto della sua vita” concludeva.

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