PD, in 7 contro il segretario: “Rauseo lasci, non ha capacità politica e autorevolezza”

Lia Azzarone, Angelo Castelluccio, Claudia Colangione, Nicla Crincoli, Alfonso De Pellegrino, Davide Emanuele ed Emilio Paglialonga, invitano Rauseo a lasciare per favorire la ricostruzione del PD

Sette esponenti del Partito Democratico di Foggia, minoranza della segreteria cittadina, chiedono la testa del segretario cittadino, accusato di non avere "capacità politica e autorevolezza. Chiaro il messaggio del neo eletto consigliere comunale Alfonso De Pellegrino, di Lia Azzarone, Angelo Castelluccio, Claudia Colangione, Nicla Crincoli, Davide Emanuele ed Emilio Paglialonga,

L'esito della Direzione cittadina del PD di Foggia è l'ennesima dimostrazione dell'assoluto disinteresse alla pacificazione post congressuale del segretario cittadino Mariano Rauseo e di suoi sostenitori politici, in testa Italo Pontone. Per favorire il positivo mutamento di clima abbiamo deciso di non parteciparvi. Sapevamo che la discussione sarebbe stata viziata da un'analisi strumentale e distorta, funzionale più al clima di battaglia interna che a una reale comprensione dell'esito elettorale.

Non avevamo alcuna intenzione di partecipare all'ennesimo scontro, per di più con alle spalle il negativo risultato elettorale maturato a Foggia, di cui ora Rauseo prova a lavarsi le mani con lo stile che lo contraddistingue da sempre: nascondersi all'ombra dell'uomo o della donna forte. Atteggiamento tipico di chi è totalmente privo di autonomia e capacità di giudizio. E così prova, con tesi strampalate e pasticciate, a smarcarsi dal risultato elettorale della città di Foggia dove lui è il segretario da 5 anni. Un risultato che peserà come un macigno sul suo ormai inutile mandato politico.

I 1.300 voti e i punti percentuali che mancano rispetto al 2009 sono frutto della sua assoluta assenza di coraggio: ha sostenuto alle primarie Gianni Mongelli, che ringraziamo per l'impegno profuso e il buon lavoro svolto, dopo averlo attaccato in ogni segreteria cittadina per 4 anni e mezzo ed esclusivamente per obbedire ai suoi padroni; ha impedito di portare a compimento il rinnovamento della lista per paura delle ritorsioni politiche dei suoi sponsor; si è defilato in campagna elettorale per sfuggire ad ogni scelta.

Il segretario cittadino di Foggia durante la campagna elettorale non ha promosso alcuna iniziativa politica in alcun contesto sociale o area della città, mostrando di non avere idee e contatti con esponenti di rilievo del PD. Insomma, non è stato in grado di fare nulla. Il Partito Democratico ha potuto contare unicamente sulla vitalità e l'impegno dei candidati consiglieri comunali, da lui ignorati e che noi ringraziamo di cuore.

Per evitare di assumere tutte le proprie, evidenti responsabilità della sconfitta lamenta di essere stato commissariato e di non aver partecipato ad alcuna scelta relativa al ballottaggio; arrivando a negare le sollecitazioni ricevute dal candidato sindaco, dal segretario provinciale, dai rappresentanti della coalizione. Invece di rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità urla parole sconnesse nel vano tentativo di nascondere inabilità e insipienza.

Nulla di tutto questo è utile a far compiere al Partito Democratico di Foggia i passi avanti necessari a superare una fase assai critica della propria vita e a rimettersi in sintonia con elettori e militanti. Il PD che ha in mente Rauseo non ha idea della sua identità politica e sociale, non ha la minima capacità attrattiva, non ha dialogo alcuno con le organizzazioni civiche, non ha idee e proposte innovative. Anzi, rischia di essere respingente per quanti nella nostra città abbiano voglia di esercitare passione politica e civica.

Sono questi i temi che dovremmo affrontare e i problemi che dovremmo risolvere, partendo da una collettiva assunzione di responsabilità, a cui non intendiamo sottrarci, premessa indispensabile alla costruzione dell'unità fondata sulle migliori energie emerse in campagna elettorale. L'unico obiettivo del segretario cittadino, invece, è alimentare contrapposizioni e conflitti.

Allora farebbe bene a passare la mano e consentire di avviare la ricostruzione del Partito Democratico, per sintonizzarlo su contenuti ideali e modalità operative che Mariano Rauseo non può comprendere ed attivare per manifesta incapacità politica e assoluta carenza di autorevolezza.

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